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La «vergognosa mistificazione» dei Trenta euro al giorno agli immigrati

Certe false notizie sono dure a morire. E una volta che cominciano a circolare, alimentate dalla anche malafede, è difficile riuscire a fermarle una volta per tutte. È quello che ha provato a fare il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del ministero dell’Interno, che ieri è stato ascoltato dalla Commissione Diritti Umani del Senato per fare il punto sulla situazione degli sbarchi di migranti dopo l’ultima drammatica operazione di domenica notte, durante la quale le autorità italiane hanno soccorso un barcone nel Canale di Sicilia carico di persone stremate dal freddo e dalle condizioni proibitive del mare. La questione affrontata da Morcone, tuttavia, non riguarda gli sbarchi in senso stretto ma, piuttosto, quello che succede dopo le operazioni di soccorso vere e proprie. Si torna quindi a parlare di quei famosi “trenta euro al giorno” che lo Stato erogherebbe a ogni migrante arrivato su suolo italiano.

Photocredit: LaPresse
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TRENTA EURO AL GIORNO A OGNI IMMIGRATO –

Di questi famosi trenta euro se ne parla da mesi, ed è stata sollevata una polemica alimentata dalle velleità propagandistiche di certa stampa e dalla disinformazione: in diverse occasioni, infatti, è stato spiegato che quei trenta euro non vengono consegnati in contanti ai migranti, ma vengono versati ai centri di prima accoglienza che ospitano i richiedenti asilo. Centri che si trovano in tutta Italia e non soltanto a Lampedusa e che ricevono fondi dallo Stato per poter continuare a gestire le proprie attività. Così, nonostante la questione fosse già stata chiarita più volte, ieri  Morcone è tornato sulla questione parlando di «una mistificazione vergognosa». Il sito stranieriinitalia.it riporta le parole del prefetto:

Sui 30 euro [che è lo stanziamento giornaliero previsto per ogni profugo ndr] è stata fatta una mistificazione vergognosa. La verità è che ricevono 2,5 euro al giorno. Il resto va alle strutture che forniscono i servizi.

Due euro e cinquanta al giorno, quindi. Non trenta. Esattamente come, lo scorso marzo, aveva spiegato il sito Bufale un tanto al chilo, che si era occupato della questione dopo che era esplosa sulla stampa e sui social media:

[…] in prima cosa non si tratta di una “legge” sul territorio, ma stiamo parlando di bandi d’appalto che i comuni fanno dietro indicazione ministeriale sul territorio, i bandi sono al ribasso, me i 30 euro sono la cifra massima erogata pro capite. Ovvero, delle strutture concorrono per offrire ospitalità a questi immigrati (in strutture che devono rispettare determinati requisiti) , in cambio dallo stato queste strutture ricevono 30 euro a profugo che viene ospitato, 30 euro con cui devono farci stare dentro l’affitto del locale, le spese di gestione dello stesso, la pulizia, il vitto e 2,50 al giorno da dare al facente richiesta. […] Oltre al fatto che queste cifre che vengono erogate dallo stato vengono SEMPRE da fondi in compartecipazione con gli altri paesi membri dell’Unione Europea, fondi che sono già stati stanziati per quelle finalità e non possono andare ad aiutare eventuali famiglie d’italiani in crisi.

(Photocredit copertina: Guardia Costiera/LaPresse)