Quelli che curano il cancro con il bicarbonato e altre miserabili storie

28/11/2011 - THE DOCTOR IS IN – La cosa interessante di tutta questa storia è che Simoncini, in un certo senso, esercita ancora. L’Antitrust lo ha recentamente multato per la vendita del suo metodo via internet per 50mila euro, e gli ha

     
 

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THE DOCTOR IS IN – La cosa interessante di tutta questa storia è che Simoncini, in un certo senso, esercita ancora. L’Antitrust lo ha recentamente multato per la vendita del suo metodo via internet per 50mila euro, e gli ha intimato di cessare l’attività. Ma ora il suo sito risulta intestato a una donna, di nazionalità probabilmente dell’Europa dell’Est. In quanto a lui, il suo studio esercita ancora a Roma. E continua, ogni tanto, ad annunciare qualche successo nelle cure del cancro con il bicarbonato. “Per quanto ne so io, però, ha cambiato metodo”, dice Di Grazia. “La sua metodologia nella presentazione dei risultati è questa: se una persona guarisce perché ha subito delle operazioni e insieme ha utilizzato la sua tecnica, comincia ad affermare (o fa scrivere ad altri) che ha vinto un’altra battaglia contro il cancro. Non dice mai se una persona ha subito o no un intervento, per farlo tocca mettersi a verificare rileggendo la storia da capo o interpretando gli scarsi documenti che offre. In questo modo se ne attribuisce il merito fino a prova contraria. Ovvero finché qualcuno non decide di prendersi la briga di andare a verificare quello che c’è scritto nelle fonti o quello che si vede nei video”.

LE IENE PORTANO MALE
– Questo per quanto riguarda l’attività “scientifica”. Per ciò che concerne invece quella “professionale”, Di Grazia ne ha avuto una prova quando l’hanno contattato le Iene per provare a fare un servizio su Simoncini. Dopo aver preso informazioni su di lui, due giornalisti del programma di Italia 1 si sono presentati nello studio dell’uomo, tentando di ottenere informazioni sul suo modus operandi fingendosi dei pazienti. Simoncini ha dichiarato di muoversi in questo modo: chiede ai pazienti di pagare la visita, e poi li invita a farsi operare in Serbia da un medico di sua fiducia, allo scopo di farsi infilare un catetere dal quale il bicarbonato andrà a finire sul tumore, curandolo. “In questo modo” – spiega Di Grazia – “nemmeno si spiega chiaramente cosa succede, e soprattutto è chiaro che il bicarbonato da solo può anche non far nulla di bene, ma nemmeno nulla di male”. In pratica è qualcosa di innocuo, nella migliore delle ipotesi. Peccato che invece venga presentato come una cura, con tanto di falsi casi di guarigione.

IN CONCLUSIONE – Questa è la fine della storia. Tutto quello che avete letto è equilibrato, racconta fatti, non nasconde alcun tipo di verità. Non è però (soltanto) professionale. E’ infatti responsabile: spiega con equilibrio e senza dare troppo retta alla voglia di sarcasmo , e come va ancora, una storia di cui le persone debbono avere memoria. Basandosi su riscontri oggettivi e pareri di esperti, non su infantilismi, isterie e bambinesche manie egocentriche. Un media responsabile questo fa: su alcune questioni, si limita a raccontare i fatti, senza tentare di circuire il lettore con frasi a effetto e patenti di “cazzaro” date a sproposito. Perché il cancro, la vita e la morte sono argomenti troppo seri per pensare di giocarci anche solo con le parole.

AL LETTORE – A chi legge la scelta se credere ai fatti o alle chiacchiere da bar di chi non sa nemmeno di cosa parla. E sulla coscienza di questi ultimi ricadrà, moralmente, la responsabilità di continuare a raccontare frescacce sul bicarbonato che cura il cancro. Finché magari qualcuno finirà per crederci per davvero, a queste cazzate (sì, adesso la parola è giusta). Certo, la responsabilità penale è personale. Su quella morale, magari, si potrebbe anche discutere.

Una piccola nota ad personam in post scriptum, gli estranei sono pregati di non tenerne conto: scrivere questo articolo per me è stato molto difficile, in primo luogo perché prima dell’altro ieri avevo soltanto un’infarinatura del tema, e in secondo luogo per un caso di familiare a me molto vicino in cui la chiemioterapia non ha avuto l’effetto sperato. Eppure, con l’aiuto di chi poteva parlarmi da esperto nel tema, ho cercato di affrontarlo nella maniera più equilibrata possibile. Spero di esserci riuscito. E spero anche di aver comunicato qualcosa a chi ha vissuto esperienze simili alla mia. E’ vero, queste possono farti mettere in dubbio l’efficacia della medicina ufficiale. E maledire il fato. Ma da qui a dare ascolto a gente che non ha nessun credito a livello scientifico ce ne corre. E soprattutto, è sempre meglio ricordare il detto: non metterti a discutere con uno stupido, dopo un po’ la gente tenderà a non notare più la differenza tra te e lui.
     
 

114 Commenti

  1. ale musu scrive:

    vergogna… curarsi col bicarbonato… la cura di Bella…

    viva la chirurgia e la chemioterapia che, come tutti possiamo vedere dai vicini/parenti che si ammalano, salvano quasi tutti

    infatti tutti noi quando ci dicono di avere un tumore siamo abbastanza tranquilli e fiduciosi….

    • adam scrive:

      ma che cazzo dici ignorante zoticone!…la chemioterapia ti finisce prima…ne fate di disinformazione eh?

    • Anonimo scrive:

      Parlo per esperienza personale , la chemio non salva quasi nessuno e se può ti finisce davvero prima come ha detto Adam. Ci sono state persone che sono morte non sapendo di avere il cancro e persone invece che lo hanno scoperto , si sono curate con la chemio e sono morte prima di quelli che non lo sapevano…. ti lascio pensare….

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