Sei celtico, Sei Nazioni

5 febbraio 2009

Tra poco, anzi tra pochissimo: arriva il Sei Nazioni, l’avvenimento più atteso dai cultori della palla ovale.  Ecco una presentazione delle squadre in gara e un pronostico sul probabile cucchiaio di legno. Con in coda una polemica in salsa leghista sulla Lega Celtica

Febbraio, momento di (meno-)pausa del calcio internazionale e Superbowl appena celebrato, e’ definitivamente l’ora del Torneo delle Sei Nazioni di rugby, uno degli eventi piu’ mediaticamente seguiti dello sport mondiale e uno piu’ antichi trofei sportivi, arrivato alla 108′ edizione – se ci scordiamo delle partite tra Nazioni delle isole britanniche dal 1883 al 1910 e contiamo solo quelle del Five Nations post ammissione dei francesi. Mentre per tutti gli approfondimenti analisi e risultati quasi live rimandiamo a RightRugby, qui di seguito proponiamo un vademecum – presentazione generale dei temi del Sei Nazioni 2009 per il pubblico inclito e profano.

I CAMPIONI SIAMO NOI – Campione in carica e’ il Galles che si fa esplicitamente carico del ruolo di favorito dalla duplice missione: pareggiare le 25 vittorie dell’Inghilterra, magari con un back-to-back del Grande Slam (vincere tutte le partite) del torneo dell’anno scorso, legittimando cosi’ il nickname del piccolo Paese: “The Rugby-Nation“. I campioni talentuosi non sono mai mancati al movimento gallese; dall’anno scorso un coach neozelandese, il sergente di ferro Warren Gatland, ha saputo metterli in riga e renderli non solo belli ma anche determinati e vincenti, sfruttando non solo le loro capacita’ realizzative ma presentando una difesa arcigna (due sole le mete incassate in tutto il torneo, un record assoluto). Anche quest’anno avremo in Nazionale carrettate di Jones (il cognome di Tom il cantante, dev’essere come Rossi da quelle parti), attualmente ce n’e’ ben sei tra titolari e rincalzi: Adam, Alun Wyn, Ryan il capitano, Dafydd, Stephen e Mark; e poi James Hook, Lee Byrne, il giovanissimo Leigh Halfpenny e il miglior giocatore al Mondo del 2008 Shane Williams. Il problema: quest’anno giochera’ in casa, al Millennium Stadium da 75.000 spettatori di Cardiff, solo contro Inghilterra e Irlanda, mentre andra’ a visitare Francia Scozia e Italia. Il Sei Nazioni si gioca infatti solo su cinque partite di andata e niente ritorni.

FASCINO ENGLAND – Delle tre Nazionali che giocheranno quest’anno piu’ partite in casa che fuori (le altre sono Scozia e Italia) l’Inghilterra e’ certamente la piu’ solida, almeno nelle tradizioni (25 trofei vinti con 12 Grand Slam); arriva pero’ dalle deludenti batoste dei test match di novembre. Coach Martin Johnson e’ alla ricerca di un ubi consistam post finale mondiale, reso problematico dalla cronica indisponibilita’ del faro Jonny Wilkinson, uno dei mediani d’apertura (cioe’ registi d’attacco e calciatori) dal piu’ grande impatto della storia. Tra pochi punti fermi spicca la cinica esperienza degli uomini di mischia, in grado di “sporcare” il pallone piu’ candido o la rimessa in gioco piu’ limpida senza che arbitro si renda conto; ha dei gran bei giovani piu’ che promettenti (i due Armitage, Care, Foden, Monye se non si fosse infortunato) e qualche inatteso ritorno d’antan – Cueto al posto di Monye, Goode, Tindall .

ANCHE GLI SCOZZESI NEL LORO PICCOLO… – La Scozia invece anch’essa col calendario a favore, quest’anno pare veramente cresciuta: non sara’ piu’ costretta ad affidarsi ai soli Paterson il cecchino e Blair uno dei migliori mediani al mondo; se le prestazioni dei due team scozzesi in Coppa Europa e in Celtic League fanno testo, sara’ un vero osso duro per tutti e non la solita tradizionale avversaria dei nostri nella corsa a NON beccarsi il cucchiaio di legno, il sarcastico trofeo riservato all’ultima classificata e/o – non s’e’ mai capito bene – a chi perda tutte le partite.

FRANZOSI? BAH - Quanto alla Francia, avra’ solo due partite in casa e forse non e’ l’anno giusto per le ambizioni dei Bleus, sinora leader del Sei Nazioni con quattro vittorie su nove edizioni. Il vantaggio dei francesi e’ che la sorgente del loro vivaio e’ lungi dall’esaurirsi; d’altro canto pero’ la gestione post mondiale di coach Lievremont, similmente al caso inglese ancora non pare aver identificato degli ancoraggi fissi, schemi precisi e carisma in campo per gestire i momenti critici. Forse risponde proprio a tale esigenza la scelta di Chabal, il giocatore barbuto dalle lunghe chiome che pare il figlio scuro di Vergingetorix e che in Inghilterra chiamano the caveman (il cavernicolo); tra l’altro con il compagno di reparto Nallet, altro ticcio barbuto da unoenovanta per centoventi chili, abbiamo una coppia di intimidatori de gnente. La Nazionale Bleus possiede un bel mix di solida esperienza (Poitrenaud, Fritz, Malzieu, Nallet, Chabal) e talento (Medard, Beauxis,Tillous Borde, Szarzewski), si puo’ permettere di lasciare a casa grandi campioni come Elissalde, Skrela e Michalak. Potessimo schierare noi solo la panchina francese …

VERDI PASCOLI E NON VINCE MAI – L’Irlanda e’ terra legatissima al Sei Nazioni, anche se a corto di vittorie da un quarto di secolo: il rugby e’ l’unico sport in cui la nazionale col quadrifoglio puo’ attingere a giocatori dell’Ulster inglese. Mal glie ne incolse, le due sospensioni del torneo (1954 e 1972) furono sempre per “colpa” irlandese, una volta per via dell’inno da suonarsi a Belfast terra di Sua Maesta’ e la seconda nel corso dei famosi Troubles che portarono al Bloody Sunday. L’anno scorso il torneo fu cosi’ deludente per i verdi che coach O’Sullivan ci rimise il posto; quest’anno con Declan Kidney in panca non si scappa dal tipico schema “trequarti dal Leinster, avanti dal Munster” (come dire, attaccanti dall’Inter e difenasori dalla Juve) ma a giudicare dai test match il gioco pare lievemente risorto. Vedremo, anche loro non potranno contare sul fattore casalingo quest’anno.

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