Google Music? Ora puoi usarlo anche tu
25/11/2011 - Il nuovo servizio del motore di ricerca è disponibile solo negli Stati Uniti? Nessun problema Come sappiamo la versione Beta di Google Music, progetto di Google che vuole sfidare iTunes, la nuvola di Apple e sbancare il mercato dei lettori
Il nuovo servizio del motore di ricerca è disponibile solo negli Stati Uniti? Nessun problema
Come sappiamo la versione Beta di Google Music, progetto di Google che vuole sfidare iTunes, la nuvola di Apple e sbancare il mercato dei lettori e servizi musicali, per ora è attivo solamente negli Stati Uniti d’America. Il che “taglia fuori”, per ora, una larga fetta degli utenti potenziali: ma non c’è problema, perché la rete ha mille segreti e mille possibilità; basta capire come funziona il sistema Google Music e trovare un cosiddetto “workaround”, un modo per aggirare l’ostacolo, e il gioco è fatto.
GOOGLE MUSIC, NESSUN PROBLEMA – Ci ha pensato Engadget, che ha trovato un facile escamotage per entrare in GMusic: il concetto è abbastanza elementare. Per decidere se farci entrare, Google interroga il nostro Ip: se è sbagliato, ovvero non è americano, non possiamo entrare. Esistono però un miliardo di modi per cambiare il nostro Ip, la nostra impronta d’uscita, facendo in modo che sia americana. Uno dei più semplici, che propone Engadget, è usare il browser del Tor Project, uno dei principali progetti open source per la navigazione libera ed anonima. Tutto inizia dunque dalla home page del progetto Tor, dove in pochi minuti scarichiamo il browser open source. Lo attiviamo e aspettiamo che si connetta.

A questo punto facciamo click su “View the Network” e, dalla videata che appare, scegliamo uno dei tanti server americani. Click con il tasto destro e procediamo a copiare la “fingerprint”, appunto l’impronta di uscita, di quel server.

Torniamo al menu principale di Tor, clicchiamo Settings, Avanzate ed “edit torrc file”. Apparirà una schermata in cui è presente il file di configurazione interno del sistema Tor. Dobbiamo cambiarlo come ci mostra Engadget.

All’inizio del file bisogna aggiungere ExitNodes e accanto l’impronta del server americano che abbiamo copiato; sotto, StrictExitNodes per forzare Tor ad utilizzare sempre il nodo che abbiamo scelto, quello americano.
SIAMO DENTRO – Salviamo, usciamo, e torniamo al browser Aurora che si è nel frattempo aperto. Da lì, il viaggio a music.google.com è breve.

Entriamo con la nostra password di Google, accettiamo i termini d’uso e diciamo di sì a Google ogni volta che ce lo chiede. Arriveremo in una pagina in cui Google Music ci chiede di installare il plugin flash: ma attenzione qui, a questo punto il Tor non ci serve più. Possiamo chiudere Aurora e, dice Engadget, anche l’applicazione in background e persino rimuoverla, tanto adesso “non ci serve più”. Dopo il primo accesso, GMusic è liberamente accessibile dal nostro normale browser all’indirizzo https://music.google.com (occhio alla s dopo http!). Abbiamo aggirato la protezione di Google e possiamo utilizzare un servizio liberamente accessibile solo negli Stati Uniti: appena entrati ci viene chiesto di installare il Music Manager e l’upload della nostra musica continua comodamente in background; ovviamente, data la lontananza del server d’uscita, un po’ lentamente. Ci sono però delle limitazioni: primo, il servizio acquisto e download di musica non funzionerà fino a quando non diventerà ufficiale l’apertura di GMusic anche per i paesi extra-Usa; secondo, per utilizzare l’applicazione sui nostri smartphone Android bisogna scaricarla ed installarla in maniera autonoma. Su Engadget il nome del file da cercare, ovviamente con Google, e anche in questo caso non è nulla di particolarmente impegnativo. Buon viaggio con Google Music.













….e vi rendete conto di tutto ciò soltanto adesso?
Esistono i proxy, sveglia!
addirittura con TOR!
lasciate questo sistema ad utilizzi più utili (anonimato)
Piuttosto utilizzate uno dei numerosi proxy con base in USA