L’orchidea che fiorisce di notte
23/11/2011 - Scoperta sensazionale al largo della Papua Nuova Guinea Su 25mila specie di orchidee ce n’è una sola che fiorisce di notte. E’ stata appena scoperta al largo della Papua Nuova Guinea, in un’isola dell’arcipelago delle Bismarck. Si tratta di una
Scoperta sensazionale al largo della Papua Nuova Guinea
Su 25mila specie di orchidee ce n’è una sola che fiorisce di notte. E’ stata appena scoperta al largo della Papua Nuova Guinea, in un’isola dell’arcipelago delle Bismarck. Si tratta di una scoperta che lascia di stucco i botanici.
BULBOPHYLLUM NOCTORNUM - Ne parla oggi Repubblica:
L’hanno battezzata Bulbophyllum nocturnum, notturno come il Gelsomino notturno di Pascoli, che non c’entra nulla ma dall’incipit così bello («E s’aprono i fiori notturni / nell’ora che penso a’ miei cari…»), però questo nottambulo gelsomino il giorno seguente continua a vivere, e anche i giorni successivi, mesi e anni, mentre il fiore della nuova orchidea capace di aprirsi di notte ai primi chiarori dell’albamuore, perché? Proprio muore, non si limita a riposare fino alla sera seguente come tanti lavoratori notturni (anche umani), la sua vita dura soltanto dodici ore e anche scarse. Nemmeno fosse una di quelle celebri cagionevoli farfalle (non tutte, alcune sono longeve, arrivano a vivere anche tre quattro giorni e più). Le cugine del Bulbophyllum nocturnum, che invece di notte dormono beate, hanno al contrario vita lunga e anche, si direbbe, più che agiata.
UN FIORE NELLA LETTERATURA – Le orchidee sono stata amate e cantate. Un fiore nobile che percorre la storia della letteratura:
A differenza di altri fiori snobbati, guardati dall’alto in basso soprattutto perché costano troppo poco, loro sono molto corteggiate, ambite, regalate. Ma gli uomini che tanto le offrono alle innamorate lo sapranno che il nome orchidea deriva dal greco «orchis» che significa testicolo? Mi sa di sì. Dipende dal fatto che alla base delle radici hanno due tubercoli dalla forma vagamente allusiva, in passato venivano persino usati per curare, con qualche successo, la sterilità, che qualcuno di noi abbia per antenato una rosea o candida orchidea? Tra le specie di orchidee più conosciute, una, la Cattleya, secondo alcuni (tra cui Giovanni Macchia) è il fiore che troneggia nel taschino del ritratto preferito da Proust, quello celeberrimo che gli fece, quando lui aveva vent’anni, Jacques Emile Blanche. Alcuni obiettano che, soffrendo lo scrittore d’asma, non avrebbe potuto tollerare la vicinanza di un fiore intensamente profumato, ma le orchidee esalano per l’appunto un aroma discreto, delicato. È inoltre il fiore che attraversa tutta la Recherche, soprattutto il primo volume, «Dalla parte di Swann». La prima distanza ravvicinata di Charles Swann a Odette avviene grazie al pretesto di sistemarle i fiori di Cattleya che occhieggiavano dalla sua scollatura. Nulla di tutto ciò sa l’insonne preziosa orchidea attorno alla cui culla, anzi già dopo poche ore feretro, si sono chinati pensosi botanici di tutto il mondo (fosse stata un papavero, nessuno si sarebbe mosso…).












