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L’informazione fa schifo?

4 febbraio 2009

Cara redazione di Giornalettismo,

Arrivo adesso da Facebook, colgo al volo l’invito e qui posto il mio S.O.S.. Sono preoccupata molto preoccupata dalla bassa qualità dell’informazione tv e delal carta stampata ed ancor di più dal fatto che tutti ma proprio tutti gli accadimenti siano essi di cronache, di politica estera ecc. ecc. in Italia vengano poi proposti come un fatto politico: colpa della destra, no, no, no! E’ colpa della sinistra… E così via come essere alla scuola materna insomma. E l’essere umano dov’è, con le sue scelte, i suoi errori, e la sua coscienza ma dove lo mettono e perchè tutto deve essere strumentalizzato quando da troppi anni è palese che destra o sinistra in fondo la zuppa proposta è sempre quella? Perchè? 

Barbara Celati

Risponde Pino Nicotri: 

 

Gentile signora,

c’è un detto secondo il quale due greci formano tre partiti. Direi che in Italia c’è una tendenza simile. Purtroppo. Non a caso le autorità monetarie europee non guardano con molto favore il fatto che la Grecia e l’Italia siano nell’euro, ed è probabile cerchino di spingerci fuori. Siamo afflitti da troppe chiacchiere e pochi fatti. O perlomeno: pochi fatti positivi. Il gusto – un po’ masochista – di dividerci in guelfi e ghibellini si vede che ormai deve far parte del nostro dna. L’editore puro non esiste più, l’ultimo forse era o era stato Carlo Caracciolo, e tutti i mass media dipendono da qualcuno che li usa come moneta scambio o come taxi per dare passaggi ora a questo ora a quel politico in cambio di favori.  Non potendo così incidere davvero sulla realtà, non resta che sfogarsi a chiacchiere, ovviamente sui massimi sistemi, buttandola sempre in politica. Ammesso che questa si possa chiamare politica…. La categoria dei giornalisti è ridotta come è ridotta, anche qui – come ormai dappertutto – poche certezze e troppo certezze, pochi garantiti (=contrattualizzati) e troppi non garantiti (=precari), con gli editori che vogliono dare la spallata finale evitando da oltre quattro anni di firmare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Per fortuna c’è il boom della rete, il web e l’online. Ma già stanno pensando – da destra a sinistra – a come mettergli il bavaglio o il guinzaglio, perché l’unica cosa che interessa lor signori è mantenere i propri feudi in tv, alla Rai o a Meadiaset, e c’è il rischio che Internet riduca drasticamente l’importanza del bombardamento televisivo, i danni dello spaccio continuo di droghe erogato dai canali televisivi. Non ci resta che fare ognuno il proprio dovere, nel suo piccolo, opponendosi a questo andazzo, a questa marea di ocnformismo e servilismo che rischia di sommergerci. Noi, nel nostro piccolo, ci stiamo provando. Come acrobati che lavorano senza rete…

Un cordiale saluto e grazie per la sua lettera.

pino nicotri 

4 commenti a L’informazione fa schifo?

  1. gloria

    Credo che Barbara abbia sollevato un problema che mi sono posta spesso anch’io.
    Avrei sperato in una risposta diversa ma, ahimé, per quello che osservo non posso che condividere quella che è stata data ma, occhio, non sottovalutiamo il peso di quel NOI, e non mi riferisco solo a giornalettismo ;) Forza!

  2. Vedo una luce nella libertà e democraticità della rete.
    Il caso Di Pietro-Napolitano è molto eloquente e lascia grandi speranze:
    http://www.soloparolesparse.com/2009/02/con-la-rete-niente-piu-fregature-il-caso-di-pietro-napolitano-dominioni/

  3. la bi

    @soloparolesparse (bel nick per il tema)

    il punto è: io te ed altri che leggono giornalettismo e/o altri blogs oltre che le notizie apprese dai vari tg (oramai sempre più simili all’edizione via etere di qualche rotocalco tipo “verissimo” ma solo perchè è il primo che mi viene in mente) ci prendiamo la briga di controllare sul web fonti diverse sulla stessa notizia, ma in quanti hanno la costanza, il tempo, l’opportunità di farlo?

    Si apre davvero un’altro pensiero dedicando un poco di tempo alla ricerca sul web della stessa notizia appresa dai tg.
    Quindi fortissimamente voglio evitare catastrofismi circa la futura libertà della rete (incrociamo le dita) voglio sperare.

    Così come voglio, fortissimamente voglio sperare che per qualcuno il confronto su posizioni diverse sia ancora una ricchezza, a mio avviso irrinunciabile, è la libertà di espressione, ma quella vera e qui mi fermo perchè ci sarebbe troppo da scrivere, troppo da dire.
    Ha ragione Gloria FORZA, perlomeno aumentiamo quel numero incluso nella parola NOI

  4. @ la bi
    Io credo che sempre più velocemente la rete diventerà fonte di informazione primaria anche per gli italiani.
    Se Facebook ha già raggiunto milioni di utenti vuol dire che c’è diversa gente che passa un bel pò di tempo online, ergo…

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