Vuoi mettere i Bilderberg con Colpo Grosso?

17/11/2011 - Mario Monti e Silvio Berlusconi: governi a confronto Imprenditore e Professore, comunicatore e tecnico, stravagante e sobrio. Quelle di Silvio Berlusconi e Mario Monti, i due uomini che ieri si sono scambiati il testimone della guida del Paese, sono due

     
 

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Mario Monti e Silvio Berlusconi: governi a confronto

Imprenditore e Professore, comunicatore e tecnico, stravagante e sobrio. Quelle di Silvio Berlusconi e Mario Monti, i due uomini che ieri si sono scambiati il testimone della guida del Paese, sono due personalità nettamente diverse, per certi aspetti opposte, a volte inconciliabili. Da una parte c’è lo studioso dall’anima british che vuole darsi un profilo quanto più istituzionale possibile, dall’altra l’ex palazzinaro, anchorman e pubblicitario in perfetto stile italico che ha fatto del carisma e delle doti di intermediazione la sua professione.

MONTI/BERLUSCONI 1 - Lo dice il loro atteggiamento. Ma anche la loro storia. Mentre il nuovo premier partecipava all’ attività di varie commissioni governative relative a questioni di politica economica e finanziaria, negli anni ’70 e ’80 il Cavaliere era impegnato nella meno aulica ascesa nel mondo delle tv private. Piazzava antenne in tutta Italia, sincronizzava gli orologi delle tv per trasmettere da Aosta ad Agrigento sfruttando emittenti locali, pensava alla prossima acquisizione. Tutto mentre nel tempo Libero vendeva case di Milano 2 e si sentiva regolarmente con il presidente del Consiglio Bettino Craxi per verificare se il leader del Partito Socialista si fosse svegliato storto per gli editoriali del Giornale di Montanelli.

MONTI/BERLUSCONI 2 – Monti era lì, intento a valutare l’opportunità di una politica monetaria fondata non sui vincoli amministrativi ma su strumenti di mercato, a sondare le conseguenze del superamento del protezionismo finanziario e valutario, a studiare la revisione della scala mobile o la definizione dei poteri delle autorità monetarie, o forse a scrivere un disegno di legge antitrust. Il Cavaliere era dall’altra parte. A studiare i palinsesti, progettare cinepanettoni, ad acquistare telefilm di Super Vicky e serie complete dell’ispettore Callaghan, o a convincere Billy Costacurta della bontà del progetto Milan guidato da un giovane allenatore emergente, Arrigo Sacchi.

PASSERA/ROMANI – Si tratta di un doppia velocità che si ripercuote anche sul governo. Il più noto e discusso nome della lista dei ministri di Monti è quella di Corrado Passera. Manager di successo. E’ stato collaboratore dell’ingegner De Benedetti. Ha lavorato alla Mondadori e all’Espresso. E’ stato ad di Olivetti, ha creato Omnitel ed Infostrada. Ha guidato il Banco Ambrosiano Veneto ed è stato chiamato, nel ’98 dal governo Prodi per sistemare i conti dissestati delle Poste Italiane, diligentemente messi in ordine nel giro di 4 anni dopo una forte opera di razionalizzazione. E’ stato, fino a ieri, ceo del principale gruppo bancario italiano per numero si sportelli, Intesa Sanpaolo. E’ membro del Bildeberg, l’incontro annuale delle personalità più influenti in campo economico, politico e bancario. Non può vantare lo stesso curriculum il suo predecessore allo Sviluppo Economico, Paolo Romani. Mentre Passera si laureava con lode alla Bocconi e seguiva un master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia, Romani era intento a seguire le sorti della sua tv locale TVL Radiotelevisione Libera o a dirigere Tele A. Esperienze che gli consentiranno più tardi, dal 1986, di diventare amministratore delegato di Telelombardia. Sono gli anni Colpo Grosso e di Vizi privati e pubbliche virtù, stuzzicante trasmissione condotta dalla transessuale Maurizia Paradiso. Gli anni del lancio delle chat line, che si rivelarono un vero affare per le reti di Romani, e del lancio di scene osè e spogliarelliste su larga scala.

PASSERA/MATTEOLI - Scuole diverse che tra Passera e il politico che prima di lui si occupava di Infrastrutture. Altero Matteoli, una vita vissuta nel Movimento Sociale prima e poi in An, ha cominciato la carriera come consigliere comunale di Castelnuovo di Garfagnana (Lu), oggi centro da circa 6mila abitanti.

CANCELLIERI/MARONI – Pare, oltretutto, che il neoministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, non abbia mai morso il polpaccio ad un poliziotto. Cosa che invece è capitata al suo predecessore, Roberto Maroni, condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale per aver ostacolato nel 1996 una perquisizione delle forze dell’ordine in una sede milanese della Lega Nord sulla finita nel mirino della procura di Verona che indagava sulla Guardia Nazionale Padana. L’organizzazione dei leghisti era sospettata di essere un gruppo paramilitare tesa ad attentare all’unità dello Stato. unità che invece intende difendere il prefetto Cancellieri, una “sorridente lady di ferro” che ha retto le sorti della città di Bologna e Parma, stimata per il suo rigore e per la la sua determinazione.

FORNERO/MARONI - Elsa Fornero, nuovo ministro del Welfare, è riuscita a giurare al Quirinale senza aver mai affiancato Davide Mengacci o Giancarlo Magalli. E’ arrivata a decidere su riforme pensionistiche, lavoro e pari opportunità senza passare per il piccolo schermo. Mara Carfagna, invece, ha lavorato sodo per 6 anni in Rai e Mediaset. La Fornero ha preferito fermarsi alla cattedra di microeconomia all’Università di Torino e alla vicepresidenza del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo.

CATANIA/ROMANOMario Catania, appena nominato ministro dell’Agricoltura, ha speso una vita come dirigente al dicastero che dovrà guidare dal gradino più alto. Francesco Saverio Romano ci era arrivato il 23 marzo 2011. Un mese prima, nelle motivazioni della sentenza che ha condannato Totò Cuffaro al carcere per favoreggiamento verso la mafia, si raccontava di un suo incontro con un boss di Cosa Nostra.

PROFUMO/GELMINI - Francesco Profumo, incaricato da Monti di occuparsi di Istruzione, università e Ricerca, è un noto e stimato Rettore. Guida il Politecnico di Torino. Divenne Professore di Ingegneria nella stessa facoltà in cui svolse attività di ricercatore. Maria Stella Gelmini, il ministro che lo ha preceduto, invece, dalla Lombardia si trasferì a Reggio Calabria per superare l’esame di ammissione alla professione di avvocato. Motivazione: presso la Corte di Appello calabrese la percentuale di promossi era molto più alta che al Nord.

     
 

6 Commenti

  1. Max scrive:

    Ma qualcuno ha letto (e si è indignato) per le dichiarazioni di questa mattina di Berlusconi????
    Un “uomo” senza pudore che ha iniziato a sparare e a mettere paletti contro il Governo Monti.
    Non ha capito Berlusconi che gli ITALIANI (onesti) gli hanno lanciato le monetine? Non ha capito Berlusconi che il suo “governo” non è riuscito in 3 anni e mezzo a fare nulla? Non ha capito che negli ultimi 3 mesi, con indecisioni e nessun decisionalismo, lui e quel pecorone di Bossi ha mandato l’Italia nel mirino della speculazione? CHE STESSE ZITTO E SI RITIRASSE A VITA PRIVATA CON I SUOI NANI (BRUNETTA) E LE SUE PUTTANE (MINETTI, GELMINI, CARFAGNA, ECT…)

    • incazzato scrive:

      io li ho letti ed ascoltati.
      Il governo Monti è la sospensione della democrazia, ha detto!! sic.! sic.!
      E’ un bugiardo solo perchè l’altro giorno ci voleva convincere che le sue dimissioni sono state un gesto di responsabilità verso il Paese, dunque un gesto democratico!!!
      E poi è un infame perchè la Democrazia la ha sopsesa proprio lui con tutti i voti di fiducia che ha posto in Parlamento.
      Per non dire poi della totale abrogazione della democrazia Popolare con la legge porcata.
      Quando volesse staccare la spina al governo Monti, ci provasse; potrebbe essere l’inizio dell’incendio!!!! il Popolo potrebbe mandarlo definitivamente a………………
      Ha dimenticato che aveva solo la maggioranza parlamentare guadagnata in modo truffaldino con la legge porcata di calderoli. La maggioranza tra la gente non l’ha !! e dunque potrebbe trovarsi a fare i conti senza l’oste…..a buon intenditor…!!

  2. gigi scrive:

    ma se a me facesse schifo sia la commedia alla colpo grosso che la dittatura in doppiopetto alla bilderberg?
    non potremmo aspirare a qualcosa di meglio dei due scenari, che vano bene solo al famoso 1%?

    • quasi vecchio scrive:

      caro gigi, ho un’età abbastanza avanzata per per poterti dire di non disperare.
      questa gente si è offerta di lavorare proprio per garantire un futuro a voi giovani.
      In ogni famiglia, quando qualche crisi profonda ne ha minato il futuro, si è ricorso all’aiuto di “amici” fidati.
      Gli affaristi non sono gli studiosi di economia ma i politici che studiano come fregare……………… l’economia.
      In un momento così tragico, col rischio di trovarci con carta straccia nelle mani qualche spicciolo raggranellato con la pensione piuttosto che uno stipendio, è meglio che questi esperti ci suggeriscano la cura a cui sottoporci.
      I sacrifici (ne dovremo fare tanti oltre a quelli che già facciamo!!), ci daranno ragione di sperare meglio sopratutto per il futuro dei nostri figli e nipoti.
      Il nostro Paese è sempre stato in grado di sopperire alle sue necessità; poi è arrivata la destra acchiappatutto (pensa al terremoto, al G8) e, per compiacere i grandi ricchi, ha fatto sprofondare il Popolo nella povertà.
      Abbi fiducia, passerà questo momento e torneremo noi a decidere chi deve amministrarci.

  3. Flavio scrive:

    sto deficiente non ha capito che deve chiudere il cesso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    noi italiani onesti NON NE POSSIAMO PIU DI LUI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. ginko scrive:

    Abbiate pazienza, lasciate che l’aids faccia il suo corso. Lo sanno tutti, ma non lo dicono, l’uomo e’ finito, oltre ad infettare un po’ di ragazzotte ha infettato un paese intero.

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