Google e Facebook contro le leggi anti-pirateria

di - 16/11/2011 - I due colossi del web si uniscono nella lotta alle misure imposte dagli USA I provvedimenti Stop Online Piracy Act e Protect IP Act hanno messo l’intero settore tecnologico contro la musica e le case cinematografiche, in un dibattito che

I due colossi del web si uniscono nella lotta alle misure imposte dagli USA
I provvedimenti Stop Online Piracy Act e Protect IP Act hanno messo l’intero settore tecnologico contro la musica e le case cinematografiche, in un dibattito che si fa sempre più agguerrito negli Stati Uniti.

LA LEGISLAZIONE - La normativa propone nuovi poteri per chiudere i siti web coinvolti nella violazione della proprietà intellettuale, come per i download illegali e la vendita di farmaci contraffatti. La Silicon Valley non si rassegna e si oppone, ritenendo che un simile provvedimento “mette a serio rischio i continui passi avanti innovativi e la creazione di posti di lavoro nell’industria, così come la sicurezza sul web”. Si sono rivolti al Congresso, con una lettera, realtà quali Google, Facebook, Twitter, Zynga, eBay, Mozilla, Yahoo, AOL e LinkedIn: “Sosteniamo gli obiettivi dichiarati – fornire strumenti di applicazione supplementari per combattere i siti ‘malevoli’ dedicati alla violazione del copyright o alla contraffazione”, hanno scritto. “Purtroppo, le proposte di legge così elaborate esporrebbero gli utenti statunitensi di Internet, rispettosi della legge, e le aziende tecnologiche a nuovi impegni incerti, diritti privati ​​di reazione e mandati tecnologici che richiedono un monitoraggio costante dei siti web”.

PREOCCUPAZIONI - Il gruppo si dice particolarmente preoccupato per gli aspetti della legislazione che minerebbero il cosiddetto “porto sicuro”, ovvero le protezioni concesse ai fornitori di servizi Internet dalle precedenti leggi. Il porto sicuro ha permesso alle aziende come Google di offrire servizi di blogging e di altri tipo senza paura di azioni legali riguardo al diritto d’autore, purché vengano rimossi i contenuti che violano i diritti d’autore in caso di notifica da parte del titolare dei diritti stessi. “Fin dalla promulgazione [di questi porti sicuri] nel 1998 … Sono diventati una pietra miliare di Internet negli Stati Uniti, della crescita del settore tecnologico e del suo successo”, hanno spiegato nella lettera al Congresso. I grandi nomi della tecnologia lamentano che i provvedimenti Stop Online Piracy Act e il Protect IP Act li forzeranno a monitorare costantemente i propri servizi per bloccare possibili infrazioni.

LA DIMOSTRAZIONE - Un rappresentante di Google parlerà oggi alla Camera dei Rappresentanti del Comitato Giudiziario, un gruppo bipartisan che sponsorizza la legge per fermare la pirateria online, sostenuto da un portavoce delle industrie cinematografiche e farmaceutiche. Il CEO di Google ha definito le proposte come “draconiane”, dichiarando: “Questo è un disegno di legge che imporrebbe agli ISP di eliminare gli URL dal web, sistema che è anche conosciuto come censura, l’ultima volta che ho controllato”. Il comitato rigetta le accuse di censura, definendole “una leggenda metropolitana”: “Esiste un’importante differenza tra la libertà di parola e il furto di beni o servizi. È assurdo ed offensivo tentare di tracciare una parallela tra dissidenti politici e chi nega la libertà religiosa e quelli che non potranno più guadagnare soldi impegnandosi in attività illegali nel furto”.

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