Il 2008 è stato l’anno della scomparsa dell’intera forza politica dalle camere, e il futuro non è affatto roseo. Il calo dei consensi tra gli elettori non lascia altre prospettive: restare forze extraparlamentari o immergersi nel mare magnum del PD.
Quando, nel tardo pomeriggio di quel lunedì elettorale divenne chiaro che la Sinistra Arcobaleno non avrebbe avuto rappresentanza parlamentare nella XVI Legislatura della Repubblica, il sentire comune cominciò subito ad orientarsi, nell’esilarante confusione, in una direzione che, ancora oggi, risulta dominante: una crisi clamorosa ed imprevedibile quanto passeggera e contingente. L’italia non è pronta oggi, nè lo sarà tra vent’anni, a non avere alternative parlamentari alla sinistra del PD - non siamo mica gli anglosassoni, noi. Quindi certo, i sinistri avrebbero dovuto cambiare, sia politica che personale. Ma
appartenendo loro costitutivamente alla partitocrazia italiana, sarebbero tornati presto.
TRE RAGIONI PER UNA SCOMPARSA - Penso invece che il sentire comune corra ancora una volta il rischio di sottovalutare un cambiamento che potrebbe davvero diventare definitivo. Le ragioni che suggeriscono l’estinzione della sinistra parlamentare sono tre: (1) ci sono ottime ragioni per ritenere che il sistema elettorale andrà sviluppandosi in una direzione che non favorisce il ritorno di una alternativa parlamentare alla sinistra dei democratici; (2) lo stesso Partito Democratico ha tutto l’interesse a far seguire al soffocamento della sinistra il di lei assorbimento - e dovesse imporsi, come probabile, la linea di Vendola a Chianciano, non è da escludere che questa manovra diventi bilaterale. Infine, (3) è probabile che la crisi di consensi sia più profonda e ’storica’ di quanto abbiano finora ritenuto le dirigenze interessate e il sentire comune (riflessione a parte merita il destino dei verdi: paradossalmente, ma per niente, il recente e benvenuto sdoganamento della questione ambientale li marginalizza).
SPIEGAZIONI - 1) E’ molto difficile immaginare, nel medio termine, una legge elettorale più faverole alla sinistra di quella con cui, quest’anno, sono riusciti a totalizzare zero parlamentari. Non è ovvio che, durante questa legislatura, PdL e PD avranno la volontà ed il coraggio di tornare al maggioritario - ma è da escludere che l’attuale legge possa essere proporzionalizzata ulteriormente.
2) Il dibattito all’interno del PD è in atto rispetto ad eventuali aperture a sinistra (ed al centro). Ma ovviamente al PD non sono uffici, dirigenti, o simboli della sinistra ad interessare: ma solo e semplicemente i voti. La strategia preferita del PD sarà quindi quella dell’assorbimento, rispetto ad una dispendiosa alleanza. Così che a sinistra hanno solo due alternative: dimostrare che quei voti sono legati ad una identità distinta, così che i democratici, per averli, avrebbero bisogno di un’alleanza. Oppore proporsi come alternativa ai compromessi centristi del PD. Il problema è, ovviamente, che queste due sono esattamente le strade già percorse dalla sinistra nelle ultime due tornate elettorali, e non si può dire che
abbiano funzionato. Nel 2006, da alleati dell’ulivo, hanno si ‘vinto’ le elezioni, ma finendo al governo si sono, inevitabilmente, autodistrutti. Nel 2008, da soli, è andata anche peggio, riuscendo a rimanere fuori del parlamento. Il rischio concreto, al di là di come si risolva la sfida Ferrero vs. Vendola tra due strategie già dimostratesi entrambe perdenti, è un massiccio assorbimento da parte del PD (se si muove bene); relativa frammentazione dei superstiti, che si dovranno abituare, rapidamente, alla realtà extra-parlamentare, parrocchiale, ed un poco autistica, che caratterizza certe esperienze in paesi come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti.
3) L’analisi al punto secondo dipende però da un assunto che va, ora, discusso; e che è, esso stesso, il nodo fondamentale del destino della sinistra: il consenso. E’ la crisi di consensi transitoria, oppure siamo di fronte ad un passaggio ’storico’? I problemi che la sinistra sostiene di avere a cuore esistono ancora e, evidentemente, esisteranno sempre. È anche possibile che il mondo sia cambiato, avendola lasciata indietro: ma questo non è certo perchè il mondo abbia in qualche maniera risolto quei problemi. Le loro lotte sono quindi attualissime e continueranno ad esserlo a lungo. Il problema, semmai, è l’analisi e le relative proposte. Sintomatico, per esempio, il fatto che la debacle della sinistra sia avvenuta in una elezione dominata dal tema del precariato: che sia davvero un tema socialmente bollente o meno, quel messaggio è passato: eppure l’umiliante risultato della sinistra suggerisce che gli stessi precari non li hanno votati. Capendo, probabilmente, che quello straccio di lavoro non lo dovevano certo ai
post-comunisti; e, soprattutto, che i post-comunisti non avevano gli strumenti per trasformare quel loro straccio di lavoro in qualcosa di più.
SINDROME ARCOBALENICA - La stessa composizione arcobalenica della sinistra alle ultime elezioni simboleggia perfettamente quello che ritengo essere il problema di lungo corso di quell’area di riferimento: ci sono ancora, e ci saranno ancora a lungo, un numero significativo di questioni importanti di cui la sinistra ha tutto il diritto, ed il dovere, di ergersi a rappresentante: la questione ambientale, quella patriarcale (che in italia ne pone anche un’altra, distintiva: la questione laica); il problema del mondo in via di sviluppo; e quello più generale dell’equità e della redistribuzione delle risorse - solo per elencarne alcuni di quelli che mi stanno più a cuore. Ma, accantonato il marxismo, non esiste un sistema di riferimento che possa riunire queste battaglie in un’unica proposta politica.


























Emergenza: la sinistra italiana è una razza in via d’estinzione…
Il 2008 è stato l’anno della scomparsa dell’intera forza politica dalle camere, e il futuro non è affatto roseo. Il calo dei consensi tra gli elettori non lascia altre prospettive: restare forze extraparlamentari o immergersi nel mare magnum del PD…
Bell’articolo.
“Le loro lotte sono quindi attualissime e continueranno ad esserlo a lungo. Il problema, semmai, è l’analisi e le relative proposte”
Esattamente. La sinistra non saprirà come temi, ma rischia di sparire come ricette e interpretazione della relatà . Mi chiedo (non ho risposte in reltà , solo tanti dubbi): è sparita perchè è cambiato il mondo o perchè essa non ha voluto accorgersi che stava cambiando, magri perchè era più comodo continuare con i vecchi sloga e miti e simboli?
Un sorriso sconsolato, da uno di sinistra che sente che della sinistra nel mondo di oggi c’è più bisogno che mai
Ciao!
Mister X di Comicomix
mma…io credo che la sinistra si sia fatta corrompere e si trovi oramai nella melma come tutto il resto, impossibilitata a riemergere, perché è corrotto tutto il contorno.Chi prova a resistere si ritrova senza nulla
Io non la vedo così tragica…un mondo senza più sinistre sarebbe un mondo perfetto! Le “battaglie” che indicate, non sono prerogativa della sinistra…ormai fanno parte del programma di qualsiasi partito.
Nessun partito può trascurare il precariato, la distribuzione delle risorse via dicendo…altrimenti non prenderebbe abbastanza voti.
Quello che ha fregato la sinistra estrema è di essere rimasta in coma per 10 anni…crede ancora che basta chiamare uno “compagno” per essere superiore moralmente e culturalmente; o avere una falce/martello nel simbolo per essere il partito dei lavoratori!
Ma quali lavoratori? La sinistra estrema prende voti da nullafacenti che credono nelle utopie e dai pensionati…i lavoratori guardano da un’altra parte e lo hanno dimostrato in aprile.
Poi quando leggi il prossimo programma “un nuovo 20 ottobre con manifestazioni di massa per riattivare la lotta”…mi viene solo da ridere!
Per ora è solo la sinistra estrema a essere un cadavere che tengono in piedi a forza…tra poco la seguirà anche quello che dicono sia la “sinistra moderata”.
Questo sì, che sarebbe una figata!