di Vincenzo Ricchiuti
postato alle 11:08 del 25 luglio 2008 in Interni Torna alla home

Una piccola immagine, il papa, la “scomunica dei blog”. Tanto è bastato ad un venticinquenne per vedersi “minacciato” di denuncia se non avesse rimosso l’oltraggiosa icona. Che ora è sparita. Ma tornerà, come promette il malcapitato nella seguente intervista

Stefano, Burbero “niente affatto Benefico” mi aggiungerà poi in calce, è un ragazzo. Un laureando sotto i venticinque. In vacanza. Dirimpetto le sue ambizioni di libero e laiko pensatoio c’è a quanto pare la Curia di Bologna. La quale, allertata non si sa bene da chi (né lui farà il nome), gli ha inibito, a mezzo Pol.Posta, lo spazio di un banner, da lui fatto sul Papa, per “tentata autoscomunica”. Lui in queste ore ha gridato al lupo, as usual. Io l’ho intervistato, ponendomi dalla parte della ragione visto che da quella del libero e vittimistico torto posti neanche all’in piedi. Non me ne pento. È maggiorenne, laureando: sa quel che fa. Un banner per un impegno. Era dai tempi della coperta a suon di Pastore tedesco del manifesto che non capitava niente (di succulento) del genere: si pensava che Dio fosse morto e tutto possibile. Invece. Gli premetto che se ha bisogno di far nomi, li faccia perché ne ho bisogno più io di quanto convenga a lui. Lui dice si, ma poi non ne farà o almeno non farà quelli giusti (per me, s’intende). In cambio, solidarizzerebbe con Ferrara.

Cominciamo dalla fine. Lei s’è fatto “scomunicare”, per davvero, nel bel mezzo del 2008. E il fatto grave, per gente che ci prova da una vita in tal senso (e che magari adesso le darà una mano sul blog), è che ci sia riuscito
Una profezia che si auto realizza, come si dice. In realtà ovviamente non c’è scomunica, né denuncia ancora ma sono sulla buona strada. In realtà non è una mia aspirazione.

E chi le crede. Riepiloghiamo (dopo la fine, l’inizio). Lei, nel tardo gennaio del 2007, idea un banner (non vorrà mica cacciarlo fuori qui, no eh).
L’idea è semplicemente quella di tanti altri banner. Cioè lanciare un messaggio veloce in maniera concisa, faccio un esempio: ho un banner che invita a scrivere senza le k e le abbreviazioni. Anche il Papabanner ha questa funzione.

Lei sta aggravando la sua posizione, potenzialmente, comparando il papa alle interpunzioni da sms.
No, sto comparando un messaggio.

Si è tirato fuori da un consesso al quale però non appartiene. Lei non è cattolico.
No, non sono cattolico.

“Ci sono in giro molti non-cattolici più ferventi dei cattolici stessi”. Un credente e cattolico, errante e imperfetto rispetto ai suoi, direbbe che il suo banner è nella migliore delle ipotesi gratuito. Lei riconosce una qualche utilità al suo banner ?
Premettendo che la rete è zeppa di cose completamente inutili e che anzi spesso sono quelle che hanno più successo, l’utilità del banner sta nel tenere alla larga certi visitatori dal sito. Se sai che l’autore del sito ha certe idee, non andrai a leggere i suoi post sull’eutanasia, magari arrabbiandoti e insultandolo nei commenti. Mi è capitato spesso di ricevere insulti pesanti solo per aver parlato di staminali.

E’ come uno sfollagente dunque. E’ stato questo il fastidio vero dunque, quello arrecatole nei commenti del suo blog, più che, che so, Bagnasco che lei cita?
Preferirei evitare il paragone con gli sfollagenti, direi che è più un cartello di avviso ai naviganti. Direi che molti fanno ridere, questi sedicenti cristiani che ti vomitano addosso tutto il loro astio prendendosela coi congiunti e insultando in modi che preferisco non riportare. Certo è che Bagnasco a me non ha fatto nulla, anche se i metodi da scomunica di quelli come lui non mi piacciono, e sono quelli di cui cose come il Papabanner sono una parodia.

Lei ha spiegato nel suo ultimo post che è stata la Chiesa a denunciarla. Può dirci di più?
Dunque, quello che mi ha detto il poliziotto che si è occupato della cosa è che “esponenti della Curia” si sono espressi con toni preoccupati su questo Papabanner e si sono, pare, dichiarati pronti a denunciare.

Di quale Curia?
Ho provato a chiedere ma è rimasto abbottonato, visto che si tratta della polizia di Bologna pensavo che potesse essere quella diocesi lì. Allora ho dato il mio numero di telefono al poliziotto e gli ho detto di darlo a queste persone preoccupate in maniera che potessero chiamarmi.

Interessante. Ha provato a contattare, come giusto che sia, l’arcivescovado o secondo lei, nientemeno, la contatteranno?
Sono già passati un po’ di giorni, penso che l’avrebbero già fatto.

Lei ha preannunciato una lettera aperta di denuncia di quanto successole e ha promesso di mantenere il punto mettendo i banner al sicuro. Trasferirli su di un server americano a suo avviso cosa comporterà? La lasceranno in pace?
Dunque, trasferirli sarebbe comunque d’obbligo visto che il precedente spazio è bloccato ma penso che il modo principale per essere lasciato in pace sia quello di avere il sostegno di diverse associazioni. Come chiamare il fratello grande quando si è minacciati. Lo stile di questi figuri è quello dell’intimidazione. Non credo che pensino davvero di denunciarmi, il loro risultato l’hanno ottenuto.

A proposito di (prender alle) spalle. Mentre lei pensa quali possano essere questi fratelli grandi, facciamo una pausa dai massimi sistemi. Lei insiste tanto sul tasto “poteri forti grande avvocato-muniti” contro civil servant. Lei è un cittadino semplice? Ci parli un po’ di lei (arcivescovado questa è per lei).
Semplicissimo. sono uno studente di 24 anni, sto scrivendo ora la tesi per la laurea specialistica e penso di laurearmi entro marzo.

Lei però appare incoerente e spiego. Premette che il Papabanner sia un oggetto autoreferenziale concepito più che altro per sua comodità di blogging. Continua dicendo che l’”inutilità” del suo banner corrisponde per coerenza allo spirito della rete, più che altro sentina di mille altre autoreferenziali delicatessen e gadget. Premette che non ha mezzi né voglia di avere problemi. Però promette battaglia. Se il banner in fondo è una sciccheria inutile o una sciocchezza tout court non le converrebbe arrendersi e farla finita?
E’ lo stesso che mi ha detto il poliziotto.

Però?
Ma si tratta di una questione di principio. Spiego. Se io, normale cittadino, e immagino anche lei, finiamo su un sito che non ci garba per qualche motivo (per dire fa satira su un nostro beniamino) certo non possiamo permetterci di chiamare la polizia e lamentarci aspettandoci che quelli prontamente facciano bloccare le cose senza nemmeno il consenso di un giudice. La rete è talmente piena di queste cose che la stessa polizia non potrebbe gestire le lamentele di ogni singolo cittadino ma se è invece un organo come la Chiesa, subito le cose si fanno più facili: non c’è una denuncia, né un giudice si è pronunciato, però…

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