La ragazza con la svastica

14/11/2011 - Secondo arresto in Germania: il paese punta a sgominare le cellule naziste sotterranee Beate Z. ha 37 anni ed è il secondo arresto formale in meno di due giorni nell’ambito dell’operazione di polizia che punta ad incriminare e condannare gli

     
 

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Secondo arresto in Germania: il paese punta a sgominare le cellule naziste sotterranee

Beate Z. ha 37 anni ed è il secondo arresto formale in meno di due giorni nell’ambito dell’operazione di polizia che punta ad incriminare e condannare gli appartenenti alla cellula terroristica di estrema destra nota come National Socialist Underground. Si tratta del gruppo responsabile degli attentati agli immigrati del kebab (principalmente dunque nei confronti della comunità turca), una storia già raccontata su queste pagine: parliamo di oltre 10 omicidi in oltre cinque anni.

LA DONNA PERICOLOSA – Le notizie rimbalzano in questi minuti. La polizia avrebbe preso in custodia ufficialmente la donna, arrestandola fra le altre accuse per l’incendio di una casa collegata al gruppo “con l’intenzione di occultare le prove”. La donna, come avevamo scritto, si era spontaneamente consegnata alle forze dell’ordine ma fino ad oggi ha rifiutato ogni cooperazione con la polizia, che così si è vista costretta a richiedere un formale intervento del giudice. Le accuse alla donna sono appunto di aver “fondato e preso parte” al movimento Nazionalsocialista Sotterraneo; di aver incendiato un’abitazione per occultare le prove; di aver partecipato alla più controversa vicenda di cronaca interna tedesca: il caso del Nazismo Underground sta facendo discutere tutto il paese, man mano che “le autorità svelano nuovi particolari su ciò che già viene definita ‘una cellula nascosta” che avrebbe ucciso 10 immigrati greci e turchi fra il 2000 e il 2006. Beate è il secondo arresto, visto che solo ieri è stato fermato dalla polizia un suo coetaneo, un 37enne.

DAVANTI AL GIUDICE – Avevamo descritto così l’operare di questa cellula.

Il trio composto da Uwe M., Uwe B, e Beate Z. non era certamente sconosciuto alle autorità, che sapevano della loro scelta di entrare in clandestinità, tredici anni fa, per compiere attentati, agendo con l’appoggio di una rete di connivenze, solidarietà e protezioni sulla quale adesso si tratta di fare luce completa. La rapina in banca, di cui i giornali hanno mostrato le immagini videoregistrate con i due Uwe a capo coperto che si impadroniscono di denaro per autofinanziare la propria attività criminale. Poi la fuga, la decisione di togliersi la vita invece di arrendersi. Il cerchio che si stringe anche attorno alla donna. Beate decide di incendiare il nascondiglio, dove era custodito un vero arsenale, senza riuscire però a cancellare le prove dei delitti commessi. Poi si costituisce, tenendo fino a questo momento per sé i suoi atroci segreti.

Ora Beate è formalmente accusata dei suoi crimini e dovrà risponderne in tribunale. Uwe è già atteso davanti ai giudici nei prossimi giorni.

     
 

3 Commenti

  1. vilpaijacci scrive:

    Se arrestano quelli con la svastica, In italia dovrebbero arrestare anche il sindaco di roma..allora

  2. Satana scrive:

    Perchè non fanno una bella inchiesta sul neonazismo nelle forze armate tedesche, magari scoprono delle cose interessanti.

  3. michael scrive:

    Non dimentichiamo mai quello che hanno fatto i nazisti e fascisti nel’ultima guerra mondiale,percio non lasciamo questa gente ritornare al potere perche loro seminano odio e non amore verso il prossimo!!!

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