Pannella e i Radicali, la barzelletta infinita
12/11/2011 - Il Lider supremo del partitino della Radio finanziata coi nostri soldi si candida ad entrare nel governo MontiQuando si scriverà la storia dell’Italia degli ultimi 20 anni, dominata dalla figura di Silvio Berlusconi, una pagina tanto surreale quanto malinconica sarà
Il Lider supremo del partitino della Radio finanziata coi nostri soldi si candida ad entrare nel governo MontiQuando si scriverà la storia dell’Italia degli ultimi 20 anni, dominata dalla figura di Silvio Berlusconi, una pagina tanto surreale quanto malinconica sarà scritta per raccontare le epiche gesta dei Radicali. Un tempo partito glorioso, spariti i partiti della I repubblica , la formazione di Marco Pannella non ha più saputo ritrovare un’identità, collezionando flop uno dietro l’altro e suscitando molta più ilarità che consenso.
PANNELLA MINISTRO – Sembrava una boutade buona per un boxino sui giornali, invece una deputata dei Radicali , Rita Bernardini, ha candidato ufficialmente Marco Pannella come ministro della Giustizia nel nuovo governo che si andrà a formare, probabilmente presieduto da Mario Monti.
Astensione per assecondare i provvedimenti in esame. Candidiamo Marco Pannella a ministro della Giustizia”. Così Rita Bernardini, Radicali, durante le dichiarazioni di voto sulla legge di stabilità, in corso alla Camera dei deputati
.
I Radicali sono gli unici, e di questo va dato atto a loro, che si battono per condizioni più dignitose nelle carceri italiane. Un tema importante e mai preso in considerazione, perchè molto impopolare. Ci si chiede però quale sia il senso di un partitino di 6 deputati e pochi voti in più che candida, in un governo tecnico, uno dei leader politici più usurati della II Repubblica. Al limite perchè non scegliere la Bonino, con la quale Mario Monti ha già collaborato, creando un reciproco rapporto di stima?













Invece, tralasciando solo per un attimo le innumerevoli stron.ate dette dai radicali negli ultimi anni mi sento di poter condividere la loro lotta per la giustizia, specie quando denunciano le condizioni di vita nelle carceri italiane…
Spero sinceramente che lei non sia tra coloro che scriveranno la storia di questi 20 anni.
La questione e’ a monte:
puo’ uno che, a vederlo nella foto, e’ uno sbarbino di circa venti anni, trattare di politica degli ultimi venti anni e, per sovrapprezzo, di politica del partito ormai piu’ anziano di italia e del portato storico e personale del leader politico attivo piu’ anziano d’Italia, anche in termini di esperienza politica, e tutto questo senza il rischio di cadere in vacue ed al contempo arroganti valutazioni?
Io dico di no.
grazie per avermi tolto così tanti anni. Direi nelle valutazioni politiche dimostri la stessa lucidità di quelle sull’aspetto fisico
ma infatti, che scherzi, ti pare che un giovane può dare un giudizio su un vecchio. E’ uno scandalo, signora mia
(poveraccio)
Toh, teneri, cric e croc che si manifestano all’unisono
Tenero Gragorj, non ci provare neppure per scommessa a farmi dire quello che non ho detto: e’ solarmente evidente quanto ho detto, e non e’ questione di giovane vs. vecchio.
E’ questione invece che se non si conoscono gli stilemi politici radicali, tipici solo dei radicali, ieri come oggi come domani ogni loro iniziativa verra’ letta come estemporanea cazzata, e non come sviluppo del filo logico di una linea politica piu’ che cinquantennale.
Poi, ovviamente, uno ha tutto il diritto di considerare cazzata la radicalata di turno, ma liquidarla con l’arrogante sufficienza con cui la si liquida nell’articolo, senza neppure tentare di capire cosa ci sia dietro e perche’ si arrivi a quella decisione politica (hint: sara’ stata mica una provocazione – visto e scontato che si sarebbe trattato, e si trattera’, di un governo di soli tecnici – per porre l’accento sulla, per i radicali, ineludibile ed improcrastinabile questione giustizia evocando la figura di chi primo fra tutti da decenni conduce questa battaglia? Troppo facile, eh?) e’ piuttosto patetico.
quotone, guarda
“Al limite perchè non scegliere la Bonino, con la quale Mario Monti ha già collaborato, creando un reciproco rapporto di stima?”
I radicali alla giustizia speriamo di no. Nel senso che le loro idee sulla giustizia non sono cattive, ma è l’Italia che geneticamente inadatta ad un sistema all’americana.
La Bonino però secondo me farebbe un ottimo lavoro agli esteri, vista la sua grande esperienza con le organizzazioni internazionali.
Mollica, Leader no Lider.
E’ scritto apposta, in modo sarcastico. Lider maximo mi sembrava troppo scontato, ma il riferimento era ad un altro ottantenne che aveva strarotto.
Quando uno riduce il Partito Radicale a “partitino della Radio finanziata coi nostri soldi” (come se le battaglie su giustizia, abolizione della pena di morte nel mondo, liberalizzazioni, abolizione del finanziamento ai partiti, restituzione dei contributi silenti, diritti civili etc. fossero nulla) che gli vuoi dire? Non ti curar di costui, ma guarda e passa.
Pannella come ministro della giustizia è la persona giusta, per portare un po di umanità nelle carceri italiane ,che sono dei lager autorizzati ,dove le persone sono trattati peggio degli animali .E gli unici che si battono per i diritti dei carcerati sono proprio i radicali , gli unici che trattano cristianamente gli ultimi degli ultimi.
Quindi è inutile pensare con pregiudizio a Pannella.
Dov’è la barzelletta? Mah, non l’ho capita.
Intendi la candidatura di Pannella a ministro della giustizia?
Prova a raccontarla a Luigi Manconi (presidente associazione A Buon Diritto), il quale afferma di essere irritato dal fatto che la cosa venga presa come una provocazione, e che invece sarebbe la miglior proposta come ministro. Forse lui ride.
Oppure raccontala ai direttori penitenziari che solo qualche giorno fa in un comunicato (), nel quale supplicano per l’ennesima volta aiuto alle istituzioni per risolvere l’emergenza che ogni giorno sono chiamati a risolvere nel loro lavoro, hanno tenuto a menzionare Pannella così: “non possiamo non essere grati alla benemerita azione di quanti, come Marco Pannella, si impegnino su questo fronte scomodo”. Forse loro rireranno.
O a tutti i detenuti e guerdie carcerarie che sono morti di carcere. Forse loro… ah no, loro non possono più ridere.
Mi e’ saltato il link al documento dei direttori penitenziari: questo.