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La foto-bufala russa sull’abbattimento del volo MH17

Il telegiornale di Canale 1, la televisione pubblica russa, ha mandato in onda un falso consapevole e costruito male per accusare gli ucraini dell’abbattimento del volo MH17 di Air Malaysia.


LA RIVELAZIONE – Il principale telegiornale russo nei giorni scorsi ha mandato in onda la «sensazionale fotografia» che inchioderebbe l’Ucraina alle sue responsabilità in merito all’abbattimento del volo MH17. La fonte dell’immagine sarebbe un americano, George Bilt, che avrebbe segnalato l’immagine a Ivan Andriyevsky, vicepresidente dell’Unione degli Ingegneri russi, che poi l’ha girata al telegiornale.

L’ESPERTO RUSSO – Andriyevsky ha spiegato al telegiornale che «possiamo ritenere che l’immagine sia stata scattata da un satellite americano o britannico», aggiungendo poi: «abbiamo studiato la fotografia nel dettaglio e non abbiamo trovato niente che possa suggerire che sia un falso». Al che il presentatore ha aggiunto: «Falsificare qualcosa del genere è più difficile che avere accesso a questo tipo d’informazioni».

LA SOLITA BUFALA CON PHOTOSHOP – Ma è una bufala, che altri media in giro per il mondo hanno rilanciato anche una volta sbugiardata, come faceva ancora ieri Reinews. L’immagine è un falso composto come un collage, l’immagine «da satellite» è stata presa da Google Earth, quella del Boeing da una pubblicità della stessa azienda e non riporta la scritta dell’Air Malaysia sulla fusoliera, oltre ad essere quella di 767 e non di un 777 come quello abbattuto. L’aereo che attacca è invece un Su-29, decisamente diverso dal Su-25 che secondo le fonti del Cremlino avrebbe colpito l’aereo di linea, almeno nella versione alternativa prodotta dai russi per scagionare i ribelli del Donbass, che aerei non ne hanno.

LA FONTE TRADITA – Poi è venuto allo scoperto anche il signor Bilt, che si è detto stupito di essere finito sul telegiornale russo e di essersi semplicemente limitato a segnalare ad Andriyevsky l’immagine incriminata, dopo averla trovata su un forum russo, dove giaceva pubblicata e ignorata dai primi d’ottobre: «Non avevo mezzi o competenze per dimostrare che se fosse un’immagine autentica o no» dice Bilt, che quindi ha pensato bene di chiedere all’Unione degli Ingegneri Russi. L’uomo si è  detto ovviamente sorpreso nel ritrovarsi citato come fonte e di aver visto tradita la sua buona fede, visto che non era in cerca di fama e che l’ultimo dei suoi pensieri era quello di diffondere l’immagine come se fosse una verità.