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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 3 febbraio 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

E’ quando si ricevono commenti come quello di Grazia Cinque – così si firma – all’articolo “Sbatti l’uomo nero in prima pagina” (di Maddalena Balacco) che si capisce che il giornalismo è un mestiere fondamentale in qualsiasi democrazia, ma soprattutto in Italia. Scrive la signora, che ha evidentemente letto con attenzione quanto da noi pubblicato prima di aprire la boccuccia di rosa:

ma possibile che non si possa piantarla con questa difesa sempre e comunque degli extracomunitari? Se delinquono, delinquono. Gli italiani, se delinquono, delinquono. Se scrivo che un bergamasco ha violentato una donna italiana, nessuno fa una piega. Se dico che un rumeno ha violentato una donna italiana, tutte le sinistre a gridare al razzista. Basta! Devono andare in galera, italiani, comunitari ed extracomunitari. Senza che i giudici (di sinistra pure loro) li mettano fuori con giustificazioni che gridano vendetta al cielo, come quella che la sig.a Reggiani è morta per colpa sua perchè ha resistito! E comunque, qui siamo – per quanto? – ancora in Italia. E’ così strano occuparsi prima dei connazionali? E poi degli altri? Ma già, il comunismo era internazionalista….

Ecco, non c’è che da sperare che il commento sia finto. Perché per rispondere alla prima accusa basta leggere questo contenuto linkato nell’articolo: “17 gennaio, un branco di tre stupratori violenta in un’auto una ragazza. minorenne; metà novembre, due fratrelli stuprano una tredicenne; 20 gennaio, uomo di 70 anni violenta una quattordicenne. Li avete visti sui giornali? Ne sapete qualcosa del primo “branco”, come lo chiamano i nostri reporter? E’ un branco nostrano, di Sassari, sono tutti italiani. E i due fratelli? Anche loro italiani, anche loro sardi, di Sassari. Ci deve essere un problema con questi sassaresi. L’anziano stupratore è italiano pure lui, stavolta di Cosenza. Ne sapete qualcosa? Niente, nulla, nessuna notizia è rimbalzata sulle prime pagine o anche solo nelle pagine interne dei nostri quotidiani“. Ci siamo spegati? Se non ci siamo spiegati bene, basterebbe dare un’occhiata a questo rapporto dell’Istat (peraltro segnalato nei commenti): “Negli ultimi 12 mesi il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1 milione e 150 mila (5,4%). Sono le giovani dai 16 ai 24 anni (16,3%) e dai 25 ai 24 anni (7,9%) a presentare i tassi più alti. Il 3,5% delle donne ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. Lo 0,3%, pari a 74 mila donne, ha subito stupri o tentati stupri. La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel casodegli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla con nessuno“. Per capirci ancora meglio, è bene che si sappia anche questo: i partner responsabili sono della maggioranza degli stupri. Il 21% delle vittime ha subito la violenza sia in famiglia che fuori, il 22,6% solo dal partner, il 56,4% solo da altri uomini non partner. I partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate. I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei. 3247940689 775604c946 o Giornalettismo: perché è importante leggere i commenti

Se ancora non fosse chiaro, allora ci basti citare gente insospettabile, come il ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Non confondere le emozioni con il fenomeno: i reati e anche quelli a sfondo sessuale sono in calo. In pochissimo tempo i risultati ci sono stati: non c’è oggi un’emergenza sicurezza. Nel 2008 rispetto al 2007 sono diminuiti i reati dell’11 per cento, del 12 per cento sono diminuite le rapine. È diminuito anche il numero di reati contro le donne, di violenza sessuale, del 9 per cento. Se ne fa un gran parlare a causa di episodi terribili, ma non confondiamo l’indignazione e l’emozione“. Più limpido di così, è impossibile. E per fortuna che esiste gente come Mauro (Mthrandir), nei commenti, a farci comprendere che il mondo vale la pena viverlo ancora: “Grazia, vediamo se riusciamo a spiegarci. Il fatto non è tanto che lo stupratore sia rumeno o rovigotto: il reato è lo stupro, non la provenienza geografica. Questo era il senso del pezzo. Facile, come bere un bicchiere d’acqua. Inoltre, vado a citarti: “Se scrivo che un bergamasco ha violentato una donna italiana, nessuno fa una piega.” Ti sembra normale? Ecco, a me no. Il problema, forse, sta tutto lì: perchè, a parità di stupro, la gente si stranisce se è rumeno, ma se è bergamasco no. Anzi, se mi permetti di sottolineare un tuo piccolo autogol (”E’ così strano occuparsi prima dei connazionali? E poi degli altri?”), il tuo ragionamento porterebbe esattamente nella direzione opposta a quella da te desiderata: ci si dovrebbe incazzare prima col bergamasco (connazionale) e poi col rumeno (altri). Non trovi?“. C’è solo da aggiungere che per la signora la cosa più scandalosa sembra sia questa: che gli immigrati stuprino le NOSTRE donne. Sottintendendo: noi, al limite, potremmo pure. Alla fin fine sono nostre, no?

A quel punto la persona in questione potrebbe obiettarci qualcosa del tipo che noi non è che ci siamo spiegati poi così bene, e che dobbiamo argomentare meglio. E a noi a quel punto verrebbe da replicare come farebbe Pietro Di Giorgio: “Potremmo scegliere argomenti peggiori o interlocutori migliori; preferiamo i secondi. Arrivederci“. …ma non esageriamo. D’altronde, la signora in questione forse è solo un troll. Voglio dire: è qualcuno che sta scherzando, credo. O forse…? Non è che la maggior parte degli italiani la pensa così, vero? Ditemi di no. Vi prego.

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