Pronto il piano per la salvezza dell’Italia!

03/02/2009 - Clamoroso. Il governo Berlusconi sta per annunciare un grande piano per risolvere definitivamente i problemi dell’Italia. Un piano semplice e geniale: consegnare il governo dell’Italia all’Unione europea. Tutti i particolari in cronaca I disfattisti che hanno accusato il governo di

     
 

di

Clamoroso. Il governo Berlusconi sta per annunciare un grande piano per risolvere definitivamente i problemi dell’Italia. Un piano semplice e geniale: consegnare il governo dell’Italia all’Unione europea. Tutti i particolari in cronaca

I disfattisti che hanno accusato il governo di non far nulla per risolvere la drammatica crisi in cui è avvitata l’Italia saranno presto messi a tacere. Il governo c’è, e vigila sul popolo italiano come neppure Nerone seppe fare su Roma. Le nostre riservatissime fonti ci segnalano che sta per essere annunciato urbi et orbi un piano per la salvezza dell’Italia. Andiamo per ordine. Tutto è iniziato nel luglio 2008, quando Silvio Berlusconi, dopo la presentazione della bozza di manovra economica triennale da parte di Giulio Tremonti si è reso conto, in appena 9 minuti e mezzo, di non essere – come lui aveva sempre pensato – il protagonista di in una puntata di Scherzi a parte, ma di essere davvero il capo del governo italiano.

Non ci posso credere, pare abbia esclamato il premier, guardando le facce di Bonaiuti, Bondi, Vito, Meloni, Matteoli, Maroni e gli altri presenti in consiglio dei ministri. Gli italiani ci hanno VERAMENTE rimandato a governare? Riavutosi dallo shock grazie al pronto intervento della ministro Carfagna, Berlusconi ha immediatamente convocato un consiglio di gabinetto per studiare il da farsi. La prima idea l’ha lanciata il governatore della Sicilia Lombardo, ed è stata quella di appaltare il governo a Cosa nostra. “In fondo, comandano già da me e in altre regioni, con buoni risultati” ha esclamato il governatore.

Dopo frenetiche consultazioni, i capicosca hanno però declinato l’invito: troppo difficile pure per loro. Dopo un ora di sconcerto, si è deciso di affidare lo studio della cosa ai massimi esperti del centro destra: Giulio Tremonti ha chiamato al telefono Calderoli, Gasparri, Rotondi, Frattini, Pluto e Felix mio mao, e tutti insieme si sono messi al lavoro. L’impresa non era semplice. Riformare un paese con la giustizia in sfacelo, l’economia sfarinata, una polizia demotivata e sfiduciata, con il territorio devastato da cemento e incuria, nel quale la sola idea di fare una riforma fa venire l’orticaria a metà della popolazione e le palpitazioni all’altra metà non è una cosa che possa interessare molti.

Improvvisamente, con la genialità che ne contraddistingue lo sguardo intelligente, il ministro Franco Frattini ha avuto l’idea giusta: “Vendiamo l’Italia agli stranieri!” Lo sguardo dei presenti si è fatto attonito. Ma Frattini ha proseguito: “Scusate, ma visto che all’estero la giustizia funziona, le economie sono più solide e della nostra, il territorio è meglio tutelato, le riforme più o meno si riescono a fare, perché non provare a smollare la patacca a qualche governante volenteroso o, meglio, direttamente all’Unione europea?”

Dopo due minuti di assoluto silenzio, la sala è esplosa in un applauso entusiasta. Il ministro è stato sommerso di pacche sulle spalle e complimenti: Solo a te poteva venire in mente un’idea così! Il problema era trovare il fesso che si prendeva l’Italia e la rimetteva a posto. Tremonti è stato incaricato di bandire un concorso internazionale, in cui si offrivano: stipendio miliardario, benefits vari, jet privato e una rendita vitalizia. Tony Blair ha fatto sapere di essere interessato, ma solo se gli avessero regalato la Fontana di Trevi. Josè Aznar ha chiesto in aggiunta Mara Carfagna perché nel mettere incinta le ministre è già dotato di esperienza, ma l’interessata ha chiarito che lei è legata – politicamente, s’intende! – solo a Silvio e non se ne poteva far niente.

L’impresa sembrava disperata: George Bush è stato scartato per troppa capacità (affidare l’Italia al migliore presidente Usa che si ricordi è sembrato eccessivo persino a Berlusconi), Vladimir Putin – tentato dal buon clima italiano – alla fine ha preferito la Gazprom, il Premier israeliano Olmert avrebbe accettato solo se gli permettevano di bombardare Gaza, il Presidente Brasiliano Lula era ben disposto ma dopo che Berlusconi lo ha mandato a Kakà presso la sede del Milan si è offeso e ha anche negato l’estradizione a Cesare Battisti.

Quando il nostro branco di buoni a nulla cominciava a disperare, un summit ristretto Trichet-Barroso-Sarkozy-Merkel-Brown ha sciolto il nodo: l’Europa non può permettersi  il fallimento dell’Italia giudicato dai più ormai imminente. Quindi, l’Italia sarà guidata direttamente dall’Unione Europea. Se ha funzionato per l’euro, perché non fare le cose per bene? Saranno quindi abolite tutte le istituzioni italiane: Governo, Parlamento, Corte costituzionale, CSM, anche la Banca d’Italia (su specifica richiesta di Tremonti). Verranno riscritte tutte le leggi, riprendendole da Bruxelles, Berlino, Parigi, Londra e Madrid. Saranno sciolte tutte le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, assorbite dalle loro omologhe europee.

Molti dovranno essere destinati ad altro incarico di prestigio, in base alle loro capacità. Emma Marcegaglia lavorerà come impiegata in una fabbrica di Lione, Raffaele Bonanni diventerà presidente di una bocciofila di Stoccarda, Veltroni bidello in una scuola di Manchester. Berlusconi per sé ha chiesto ed ottenuto l’impunità permanente e il ritiro nella sua villa in Sardegna (che godrà di extraterritorialità senza possibilità di estradizione), mentre a Tremonti verrà dato un incarico di prestigio (coordinatore delle pulizie serali) al Ministero dell’Economia.

Il nuovo governo italiano dipenderà dall’Unione Europea, e i ministri risponderanno tutti a Barroso, il presidente della Commissione.  L’unico problema riguarda il referente incaricato di preparare un piano di azione da attuare in 100 giorni, che prevede una giustizia finalmente in media con quelle degli altri paesi europei, una scuola decente in tutta Italia, pensioni, liberalizzazioni (i tassisti romani già si preparano a marciare tutti uniti verso Bruxelles), insomma tutto quello che normalmente si fa in un paese normale. Fonti riservate dicono che si tratti di un ex presidente della Commissione Europea, uno che già conosce il paese e parla la nostra lingua. Un giovane di belle speranze. Pare si chiami Romano Prodi.

Buon tutto!

     
 

3 Commenti

  1. and racc scrive:

    magari, sarebbe ora

  2. EssEmme scrive:

    Io avrei votato per il Monti senza Tre. Un altro personaggio ancora più amato da queste parti.

  3. Comicomix scrive:

    @and racc:
    A mali estremi, estremi rimedi… ;-)

    @EssEmme:
    Il Monti ha indubbiamente delle doti, anche se come commissario europeo ha dato (a volte) prove non eccelse di sè. certo, meglio il Monti (da solo) che insieme ai suoi due fratellini..

    ^_^

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie