Cultura

Il giornalismo secondo Pulcinella

25 luglio 2008

Titoli sfortunati, gossip estivo e interviste a personaggi inaspettati: i quotidiani italiani riservano molte sorprese, non sempre gradite.

(Mass Merda è una rubrica che raccoglie il peggio del peggio pubblicato ogni settimana dai principali organi di informazione del Belpaese. Una specie di rassegna stampa al contrario, tra errori, comicità involontaria e semplici fesserie)

Quello del giornalista è un mestiere difficile. Bisogna stare molto attenti alle notizie che si danno, alle cose che si dicono, alle parole che si usano: l’errore è dietro ogni angolo, e non ci si può distrarre neanche per un momento. È un lavoro che richiede grande responsabilità, impegno e professionalità, e che meriterebbe rispetto e ammirazione da parte di ognuno. Purtroppo, non tutti sembrano rendersene conto: ci sono persone che passano il loro tempo spulciando i giornali e cercando un refuso, un titolo imbarazzante, una falsità qualunque. Persone che stanno lì col ditino a mostrare gli errori grammaticali di chi lavora tutto il giorno. Persone pignole e ingrate che screditano il giornalismo italiano e la sua grande tradizione. Ma basta parlare, passiamo a spulciare i giornali.

LE FRONTIERE DELL’ESTETICA – Capolavoro di un titolista Ansa, mercoledì. C’erano almeno tre modi per evitarlo: usare un verbo diverso (“sta meglio”), usare una sintassi diversa (“migliora la ragazza ecc.”) e usare un cervello diverso (“oddio cosa ho scritto”); ma il nostro titolista non ne ha provato nessuno.

Cade da balcone: ragazza migliora

2 commenti a Il giornalismo secondo Pulcinella

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  2. Il giornalismo italiano è fatto così.

    Basta pensare che Emilio Fede è ancora al suo posto nonostante avesse fatto un uso personale del proprio TG, per sviluppare una sorta di crociata personale contro i vigili, rei di aver multato (giustamente) la figlia.

    Direi che lui è proprio il simbolo del giornalismo che ci meritiamo.

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