Si può mollare l’Euro?

02/11/2011 - La Grecia inizia a chiedersi se non sia il caso di tornare alla dracma C’è un fantasma che si aggira per la Grecia, indisturbato. E’ qualcosa che molti pensano, ma che nessuno confessa ad alta voce; che nessuno vuole dire,

     
 

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La Grecia inizia a chiedersi se non sia il caso di tornare alla dracma

C’è un fantasma che si aggira per la Grecia, indisturbato. E’ qualcosa che molti pensano, ma che nessuno confessa ad alta voce; che nessuno vuole dire, o ammettere. E’ la sfiducia verso l’euro, verso la moneta unica e, dunque, verso l’Europa; verso il destino unito del vecchio continente in questi periodi di crisi. L’economia ellenica sta facendo uno dei botti più rumorosi che si ricordino, e si sta delineando un futuro nefasto: la Grecia potrebbe davvero uscire dall’Unione Monetaria europea. E dunque dall’duro.

TORNARE ALLA DRACMA – C’è chi pensa che sarebbe una strage, un dramma. E c’è chi pensa che sarebbe salutare: mollare l’euro, salutare l’Europa e tornare alla cara, vecchia dracma. Come se l’Italia, di colpo, tornasse alla lira (soluzione peraltro paventata anche da noi nei mesi scorsi, all’inizio di questa turbolenza finanziaria). C’è un crescente movimento, in Grecia (lo racconta il New York Times), di intellettuali, pensatori ed esperti che da qualche settimana sta teorizzando, calcolando e cercando di immaginare lo scenario che verrebbe a crearsi se davvero la Grecia uscisse dall’euro: e i risultati delle proiezioni, pur discordanti e tutti da confermare, restituiscono uno scenario non così proibitivo come si penserebbe. Insomma, secondo alcuni, se la Grecia uscisse dall’euro non sarebbe poi male. “I difensori della dracma affermano che le maggiori paure sono gonfiate. Certo, ci sarebbe panico e disordine inizialmente”, dice il Times: “Ma, come il caso argentino, dove dopo il crollo del dollaro le esportazioni sono partite a razzo grazie ad una valuta più economica, la possibilità di controllare la dracma finirebbe per risultare a favore della Grecia”. Di certo la Grecia verrebbe cacciata dal club dei grandi e ci vorrebbero “anni” per ritornare “nel mercato finanziario mondiale”.

VANTAGGI… – Tutto ciò, però, potrebbe essere un bene: essenzialmente tornando alla dracma, e dunque ad una valuta sovrana, si avrebbe la possibilità “di stampare nuove dracme”, svalutando la propria moneta. Per ora sono alcuni economisti ed esperti a paventare e teorizzare il ritorno alla dracma; il popolo, interrogato dai sondaggi, per ora si dice assolutamente contrario: più che altro perché “l’opinione maggioritaria” preme per restare con l’euro grazie a dieci anni di educazione europea, dieci anni in cui le classi dirigenti hanno sempre descritto il cammino di integrazione comunitaria come la miglior cosa possibile, e l’uscita dall’Unione come “una prospettiva apocalittica”: bene, “il crollo dell’economia è per molti sufficientemente apocalittico”, e anche se in tanti non lo ammettono, non pochi iniziano a pensare che Bruxelles debba tornare ad essere solo la capitale del Belgio.

…E SVANTAGGI – “Il nostro principale problema è che operiamo con una valuta straniera”, ha detto un dirigente della principale compagnia di benzine e petroli greca; “una dracma più economica conterrebbe le importazioni, lancerebbe le esportazioni e, il che è cruciale, darebbe alla Grecia la flessibilità per controllare la propria politica monetaria”, dice un economista greco, Stergios Skaperdas, che insegna in California. Yannis Stournaras, per contro, “influente economista ad Atene già consulente di vari governi”, dice che l’ipotesi è “fuori questione”: “Il debito raddoppierebbe, avremmo un default incontrollato, torneremmo indietro di anni”. Il problema è che a stare a questi ritmi, di certo, la Grecia non ce la fa: rimanendo agganciata all’euro, le sue prospettive di crescita rimarranno difficili e faticose – come evidenziato, fra gli altri, dal premio nobel Nouriel Roubini. Atene deve trovare un modo per allinearsi al passo della locomotiva Europa; altrimenti, l’uscita dall’euro molto semplicemente non sarà una scelta.

     
 

11 Commenti

  1. cappuccettorosso scrive:

    non vedo xchè non si potrebbe tornare tutti alla ns. moneta…..del resto il mondo occidentale ha cominciato a star male con l’avvento dell’euro……

    • aol scrive:

      Non è così semplice, dal mio modestissimo punto di vista invece ci sarebbe da capire l’utilità di una moneta adottata da paesi completamente diversi tra loro, mi riferisco – per esempio – alla Germania che va da una parte e Spagna e/o Italia dall’altra. Insomma, l’euro senza gli stati uniti d’Europa non ha senso.

  2. Maszmenkho scrive:

    Parlando da inesperto, e quindi con tutti i limiti del caso, io vorrei però evidenziare il seguente aspetto: quando si affaccia l’ipotesi di tornare vuoi alla dracma (nel caso della Grecia), vuoi alla lira, alle pesetas, al franco etc etc, si alza sempre la voce critica di qualcuno (di solito un economista) che afferma che sarebbe un salto indietro di anni.
    Bene, a me pare che il salto indietro di anni lo abbiamo compiuto proprio con l’euro invece. Non sarà che in realtà c’è molto di vero nell’ipotesi che l’euro altro non sia che un formidabile strumento nelle mani delle banche e del capitalismo, per togliere potere agli stati e di conseguenza ai cittadini?

    • W la lira scrive:

      I grandi economisti dicevano che l’Euro ci avrebbe protetto dalla speculazione internazionale, da un’aumento dei tassi sul debito pubblico, dall’inflazione, da una crisi finanziaria ed economica.
      Senza l’Euro ci sarebbero stati decine di milioni di disoccupati in Europa e scontri nelle piazze.

      Bene, ora i tassi dei Btp sono a livelli record, l’inflazione è al 3,4%, la crisi finanziaria ed economica ha raggiunto livelli drammatici.

      Negli anni ’90 con la Lira si stava decisamente meglio, questa è la verità.
      La stessa cosa vale in Grecia per la Dracma, ecco perchè tutti temono il referendum.

      • paolo scrive:

        con la lira i tassi d’interesse oscillavano fra il 15 e il 20%, l’inflazione era detta “a due cifre” mica per niente, il debito pubblico era alle stelle anche grazie agli allucinanti interessi da pagare.
        c’erano più dipendenti pubblici, parecchie centinaia di migliaia in più: alle poste invece dei 150.000 di oggi erano in oltre 300.000, i treni li guidavano due persone, una lavorava e l’altra stava lì per l’eventuale malore del conducente, negli uffici pubblici sembrava di essere in unione sovietica (però lì almeno si lavorava, altrimenti finivi nei gulag).
        il sistema economico era sottosviluppato e campava egregiamente solo grazie alle esportazioni, beneficiate della debolezza della lira (che toccò 2.200 per un dollaro, che oggi con l’euro vale invece 1.400 lire).
        tutto questo spreco era finanziato con il debito pubblico. lo stato affondava, ma i debiti venivano pagati emettendo altri debiti, rinviando cioè il problema alle generazioni successive.
        che siamo noi.
        che infatti siamo in questo schifo. non certo per colpa dell’euro.

    • VR scrive:

      Credo che sia così anche io

  3. Simon scrive:

    Non capisco perchè la gente non si informa prima di parlare…
    Se noi Italiani non avessimo adottato l’euro adesso saremmo nel caos più totale. La Lira era una moneta troppo debole per contrastare l’euro (la moneta più forte al mondo senza contare la sterlina). Il problema è che la Bce non ha gestito bene la situazione dall’ entrata in vigore della moneta unica… Non può esistere una moneta unica senza degli Stati Uniti d’Europa.

    • gigi scrive:

      ah, meno male che con la lira saremmo nel caos più totale..
      pensa te se avessimo adottato l’euro ;)
      in verità con la lira, svalutata rispetto all’euro, avremmo esportazioni a tutto gas.. l’Argentina insegna.
      abbiamo iniziato a star male con questa maledetta moneta artificiale, senza padri e senza patria.

  4. luigi scrive:

    Ma facciamo questo benedetto governo o Presidente degli Stati Uniti D’Europa con pieni poteri con leggi uguali per tutti gli Stati e polizia investigativa dell’ unione.

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