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Vladimir Putin, il nuovo cattivo del wrestling

Il nuovo cattivo del wrestling è Rusev, un lottatore che strappa la bandiera statunitense, picchia i soldati e si presenta al pubblico dei palazzetti con una gigantografia del suo presidente Putin, nuova icona negativa dell’industria dell’intrattenimento americana. Le tensioni tra Stati Uniti e Russia diventano materiale per il racconto del wrestling, con una lotta tra il bene e il male che ricorda i tempi della Guerra Fredda.

RUSEV E IL WRESTLING – Il wrestling americano ha un nuovo protagonista. Il suo nome è Rusev, un colosso alto 1 metro e 83 centimetri e pesante 138 chili che continua a battere i suoi avversari sul ring. Rusev è un nome di fantasia, e viene presentato al pubblico a casa così come nel palazzetto come il grande eroe della Federazione russa. Quando il wrestler sale sul palco si fa accompagnare da una biondissima ragazza che parla con un esagerato accento russo, che si diletta a provocare il pubblico statunitense. La biondissima accompagnatrice di Rusev è in realtà un’attrice della Florida, ma la scarsa veridicità di quanto succede sul ring è da sempre uno degli elementi di maggior successo del wrestling. Appena Rusev entra nell’arena compare sul maxi schermo l’immagine di Vladimir Putin, e dagli spettatori arrivano copiosi fischi verso il nuovo nemico numero 1 degli Stati Uniti.

Le tensioni tra Usa e Russia degli ultimi mesi, sfociate prima sulla Siria e poi nella crisi ucraina, sono diventate così materiale per il racconto iconografico del wrestling. Rusev rappresenta il male che va sconfitto dagli eroi buoni, i lottatori americani, anche se per il momento il finto wrestler di Mosca appare invincibile, un po’ come Putin per i critici di Barack Obama. La WWE, l’azienda che organizza gli incontri di wrestling, è tra l’altro un’azienda storicamente legata ai Repubblicani.

IL FINTO RUSSO E IL VERO CATTIVO, PUTIN – Negli ultimi mesi Rusev è diventato il grande protagonista di Raw, la trasmissione che trasmette gli incontri di wrestling prodotti dalla WWE. Rusev è il cattivo, e la sua malvagità è rappresentata sopratutto dalla sua provenienza, la Russia. Il combattente che interpreta Rusev è in realtà un sollevatore di pesi bulgaro, che da ormai diversi anni vive negli Stati Uniti per praticare il wrestling. Nel 2014 Miroslav Barnyashev, il vero nome di Rusev, ha trasformato il suo personaggio, sfruttando le nuove tensioni tra Usa e suo fittizio paese d’origine. Ogni sua vittoria viene dedicata al presidente Vladimir Putin, e quando la sua accompagnatrice lo nomina, il pubblico risponde urlando “Usa, Usa, Usa”. Il WWE, l’azienda che ha costruito un impero economico sul wrestling, ha così deciso di sfruttare la politica internazionale per trovare una nuova polarizzazione utile a suscitare l’interesse del pubblico. Rusev e l’ostilità degli statunitensi verso Putin sembrano pagare, visto che Raw da diverso tempo è la trasmissione sportiva più vista dal pubblico dopo i programmi relativi al football americano, tradizionale campione di ascolti. Il wrestling è una soap opera d’azione, come da definizione della stessa WWE, che vive delle storie dei suoi protagonisti. I racconti inscenati traggono spesso spunto da temi di interesse della società americana, sempre piegati nella logica dello scontro tra il bene e il male. In passato diversi cattivi erano lottatori provenienti dai Paesi ostili agli Usa, come Urss o Iran, e Rusev evidenzia come Putin ora sia riuscito a diventare un protagonista anche sul ring più seguito della TV americana.

Photo credit: VASILY MAXIMOV/AFP/Getty Images