L’ex ministro che fa causa per la super pensione

01/11/2011 - Per un politico 9 mila euro di assegno previdenziale non sono sufficienti, e chiede un aumento di 6 mila Chi si accontenta gode, è un motto sempre valido. In questi tempi di crisi però chi guadagna molto forse dovrebbe ricordarsi

     
 

di

Per un politico 9 mila euro di assegno previdenziale non sono sufficienti, e chiede un aumento di 6 mila

Chi si accontenta gode, è un motto sempre valido. In questi tempi di crisi però chi guadagna molto forse dovrebbe ricordarsi queste parole, specie se ha avuto incarichi pubblici di grande rilevanza. E’ il caso di Hans Eichel, ministro presidente dell’Assia e titolare del dicastero delle Finanze nei governi Schroeder, che ha fatto causa per avere una pensione da 14 mila euro. Quella da quasi 9 mila non gli bastava.

LA SUPER PENSIONE DELL’EX MINISTRO – In questo momento Hans Eichel percepisce un assegno previdenziale di circa ottomila e duecento euro. Una lauta pensione, che deriva dalla somma delle indennità di parlamentare e di ministro. Eichel è stato un membro del Bundestag dal 2002 al 2009, e in precedenza era stato ministro delle Finanze dal 1999 al 2005, durante i governi rosso-verdi. Eichel ha fatto causa allo Stato tedesco perché nel suo assegno previdenziale non gli sono stati conteggiati gli anni da funzionario pubblico – era un insegnante di liceo – e da sindaco della città di Kassel, della quale è stato primo cittadino per una quindicina d’anni. Un periodo di tempo abbastanza lungo, che gli farebbe maturare una pensione ancora più munifica. Se anche quei contributi versati fossero conteggiati, l’assegno dello Stato tedesco salirebbe sopra ai 14 mila euro. Un aumento di 6350 che Eichel chiede in tribunale da ormai tre anni. La causa è arrivata ora al suo momento decisivo: in prima istanza il tribunale amministrativo aveva dato ragione all’ex ministro, mentre il secondo grado del giudizio aveva invece confermato la regolarità dell’attuale pensione.

SPD INDIGNATA- L’indignazione per i privilegi dei politici spira meno forte in Germania che da noi, anche perché il Paese è mediamente più ricco, e i fondamentali economici rimangono comunque positivi nonostante la crisi dell’euro e una possibile contrazione del prossimo anno. Il caso Eichel ha però provocato più di una reazione di stupore, se non di vera e propria rabbia. Andrea Nahles, coordinatrice organizzativa della Spd, ha rimarcato come l’ex ministro non abbia concordato la sua azione legale con il partito, però ha evidenziato l’errore della sua scelta. “Sta dando un’impressione pessima all’opinione pubblica”, ha commentato con imbarazzo la donna di maggior peso dell’establishment socialdemocratico. Il presidente dell’associazione dei contribuenti tedeschi ha definito le richieste di Eichel un vero scandalo. L’ex ministro delle Finanze però non si è fatto intimorire dalle polemiche, e spera nei 6 mila euro mensili che il tribunale amministrativo federale gli potrebbe concedere. Il suo avvocato ha dichiarato la solidità giuridica della richiesta, ed ha rimarcato come nell’economia i super manager hanno trattamenti previdenziali anche più favorevoli.

     
 

2 Commenti

  1. credo scrive:

    Credo che la pensione non dovrebbe andare oltre un certo limite, a prescindere dagli anni e funzioni di contributi (anche e non solo in Italia), davanti a gente disperata sentire che da noi si pagano pensioni di 20-30-40-50 mila euro ed oltre, credo che per nessuno la pensione dovrebbe varcare la già lauta soglia dei 10 mila euro.

    • Hard face scrive:

      Magari 10.000 € all’anno ci farebbero fare una vita grama, e se avessimo pure, come la realtà ci insegna, dei figli disoccupati “a carico” sarebbe assai tragico.
      Quanto affermo vale solo per chi, come me lavora davvero, mentre per tutti quelli che nella vita hanno mai fatto un caxxo, e non perchè sfortunati, ma perchè sono sempre stati dei fannulloni già dal tempo delle scuole e da sempre vivono di espedienti e quindi sulle nostre spalle, nonostante ora costoro compaiano trale liste dei “disperati”, non c’è alcuna ragione per vivere tutti una vita infame per poter permettere loro di continuare a fare i parassiti. Io ne conosco tanti, anche gente che ha intenzionalmente sperperato quello che aveva, senza preocciparsi del futuro; bene, a quelli io darei un cazzo e se la mia pensione fosse anche di 20.000 € all’anno, me li sarei guadagnati. Semmai, allora, se vi fosse una “plusvalenza” di versamenti da parte mia e se proprio dovessi avere una pensione “a tetto” di 10.000 €, la MIA parte restante dovrebbe andare di diritto ai miei famigliari che, o per lavoro, o per disoccupazione NON intenzionale, o perchè studenti con buon profitto, o per altra pensione scarsa, non riuscissero a raggiungere quella stessa cifra “tetto”. Altro che agli altri!
      Finiamola di cercare di mettere il “6 politico” in tutte le cose. I fannuloni o i falliti per cupidigia (quindi non parlo dei poveri cristi che perdono il lavoro perchè licenziati senza ritegno o perchè ammalatisi, o perchè vittime di altre situazioni simili, oppure di tanti poveri giovani studenti volenterosi e/o in cerca, ogni giorno, di una occupazione), non devono poter vivere anche alle spalle di chi si è fatto il mazzo una vita intera mentre loro se la ridevano e/o facevano i delinquenti.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie