Non siete realisti, chiedete l’impossibile

02/02/2009 - Il problema di fondo resta, come si diceva appunto nei ’70, privato ma politico. Altrimenti non si capisce come possa essere assurto ad attualità la vicenda di reietti umani rifugiati altrove come Battisti e Persichetti e Fontana e altri. Gente

     
 

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Il problema di fondo resta, come si diceva appunto nei ’70, privato ma politico. Altrimenti non si capisce come possa essere assurto ad attualità la vicenda di reietti umani rifugiati altrove come Battisti e Persichetti e Fontana e altri. Gente invecchiata a fare gli orologi a pendolo o a lavare stracci, con quintali di carcere dovuti a pene gonfiate, nomi a casaccio, retate, avvocati d’ufficio, difese “politiche”. Violenza. Torture. Solo ai margini del primo processo ai Pac per il mero fatto associativo, tredici casi di “confessioni” ottenute così. Fantasmi, i nostri. Figli degeneri di una cattiva coscienza, si perché il caso Battisti, è vero, è questo, un caso di coscienza, la nostra. Straccioni prodotto di una giustizia all’ingrosso di un tempo che fu braccati al posto di Al Qaeda e proprio meschinamente o giustamente a seconda dell’ottiche dalla pubblica accusa di un tempo promossa a sceriffo. In una sorta di Conti di Montecristo all’incontrario, farli tornare indietro per la vendetta non ricchi e spietati ma per il colpo di grazia a dei vecchi spiantati. Accusati di far come il ricco Previti, difendersi dal processo. Sempre ammesso che sia giusto limitare e inibire il diritto alla difesa, accusati di spacciarsi per Tortora e non disporre dei suoi grassi collegi, dei suoi pur potenti mezzi legali. Accusati di far come i ricchi, accusati di essere poveri. Ma, retorica a parte, il problema resta politiko. Cioè al di là della vicenda umana che si presta a schierarsi, ognuno coi suoi demoni e ognuno con le sue bugie, ognuno le sue facce e ognuno le sue antipatie, il problema Battisti è il problema Italia. Di come questo paese abbia risolto un problema, quello del terrorismo, che rischiava di sommergerlo. E di come, questo modo che è come un nodo in gola talmente che s’è pianto e ha fatto piangere, lo si voglia sciogliere. Lo si voglia con l’imprudenza dei rimorsi scioccamente giudicare. Ancora, giudicare. Ancora giudicando. E così siamo in fuga, sia noi che lui. Dovremmo avvisarci per non incontrarci, altro che roba. Tu stai da una parte, noi ben attenti a stare dall’altra. Lasciare le cose al loro posto, fermi per evitare altri guai e per non ripetere l’ieri, quando? domani. E che i morti seppelliscano i morti.
Avevamo un problema. Lo si è risolto male, violando leggi o piegandole a una esigenza di vittoria. Però lo si è risolto, dicono. Che poi, mica vero, la devianza era figlia di un contesto ed è morta finito quel contesto, mica finita dai pentiti e lo dimostra che poi è rinato ancora. Il problema è che quando risolvi male vuoi l ’assoluzione. Ed è questo quello che sta chiedendo l’Italia al Brasile. Non una estradizione ma una benedizione di una Soluzione. Ma è di nuovo e dalla parte sbagliata un assalto al cielo. Siete soli, arrendetevi. Dovremmo provare.

Vincenzo Ricchiuti

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Risponde Alessandro D’Amato

Ricchiù, tu lo sai che ti voglio bene, no?

1) In effetti, si intendeva che non aveva scontato la prigione per i delitti che aveva commesso, e di cui si parlava. Comunque, grazie per avermi dato l’opportunità di ricordare che Battisti è stato in carcere prima di entrare nei PAC: così facendo, tutti saranno edotti del fatto che il signorino, in effetti, è sempre stato un criminale e ha usato l’ombrello dell’ideologia soltanto per coprirsi: altro che eroe del proletariato.

2) Io non ho mai sentito di gente che prima vive da barbone e poi, puff, con i soldi dell’elemosina probabilmente, tira su abbastanza capitale da aprire una lavanderia a gettone. Tu sì? Mi sa che credere alle favole, alla tua età, non è il caso. Contento che anche a Rio accattonasse invece di lavorare: si vede che è uno che certe attività ce l’ha nel sangue.

3) Io non ho mai capito una cosa: perché, se una di mestiere fa la prostituta, allora ci deve anche vedere male?

4) Ci siamo già decisi. Ha ucciso uno dei due, e dell’altro ha contribuito a pianificare l’omicidio. E’ quello che era già scritto nel primo pezzo.

5) vedi il punto 3.

6) “Beccatelo se ne siete capaci sennò niente broncio. Non fate musetto, è il guardie e ladri, il vero mestiere più antico del mondo. Perché ognuno fa il suo e questo non toglie ragione né all’uno. Né al ladro.”

Sai, ricchiù, io a te, e a tutti quelli che fanno i simpatici parlando del signor Battisti come un eroe romantico, uno un po’ pirata e un po’ signore, un arsenio lupin dei cartoni animati, hai presente? Ecco, io a voi vi prenderei in grandissima amicizia per le orecchie, vi trasporterei a calci in culo in grandissima amicizia sotto casa dei figli e dei parenti degli assassinati da Battisti, e vi direi: daje, vediamo un po’ se avete voglia di ripetere le stesse fregnacce sull’Ultimo dei Miei Cani in faccia a queste persone. In grandissima amicizia, lo farei. Ma siccome in Italia purtroppo la legislazione speciale contro i fiancheggiatori a senso unico ancora non l’hanno fatta, potete continuare così. Che dire? Buon proseguimento.

     
 

11 Commenti

  1. ricchiuti scrive:

    Io dibattiti non ne voglio aprire. Semmai, spero se ne chiuda questo su Battisti così da lasciarlo in pace.
    Tanto è del tutto inutile.
    In Francia la dottrina Mitterand è stata una cosa buona e giusta. Per qualsiasi motivo l’abbian fatta.
    Non ho disprezzo verso la mediocrità.E non ho simpatie per i cosiddetti delinquenti in base a qualche superomismo.
    Disprezzo il fanatismo di chi decide coscientemente di barare dandosi delle illusioni sulla pelle degli altri.
    Se tu leggi Armando Spataro, l’uomo che ha fatto carriera appunto su Barbone e sui Mutti, dichiarare che Battisti ha finito alla testa Torregiani quando sa perfettamente, perchè l’ha scritto lui, che per la giustizia Battisti era a fare da palo in un’altra città, capisci il meccanismo dell’affaire in questione.
    In sintesi, paraculi alla testa di illusi.
    Bisogna solo fuggire.

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