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La vera storia storia del gruppo di attivisti che rovinò Edgar Hoover (beffando l’Fbi)

Avevano scelto di chiamarsi « The Citizens’ Commission to Investigate the FBI», ma compirono una sola clamorosa azione e poi sparirono per decenni. Sono i protagonisti di un’importante pagina della storia americana, che stanno riemergendo solo ora dalle nebbie del passato e raccontano come andò e come riuscirono a sfuggire dell’agenzia, che non risparmiò mezzi per mettere le mani sugli autori dell’affronto. Sono i ragazzi che nel 1971 entrarono negli uffici del FBI e trafugarono più di 1000 documenti top secret, poi dati ai giornali. Storie individuali, su tutte quella della più giovane del gruppo, che raccontano di che pasta fossero fatti quei ragazzi che marcarono l’inizio della fine per gli uomini più potenti degli Stati Uniti, il capo del FBI J. Edgar Hoover e il presidente Richard Nixon.

 Daniel Ellsberg, former United States military analyst considered the Pentagon Papers whistleblower, speaks during mass rally in support for PFC Bradley Manning on June 1, 2013 in Fort Meade (Photo by Lexey Swall/Getty Images)
Daniel Ellsberg in una manifestazione a favore di Chelsea (un tempo Bradley) Manning a Fort Meade (Photo Lexey Swall/Getty Images)

IL FURTO NELL’UFFICIO FBI DI MEDIA – L’8 marzo del 1971 ignoti entrarono negli uffici del FBI di Media, un sobborgo di Philadelphia, in Pennsylvania, e trafugarono più di 1000 documenti top secret, che nel marzo del 1972 finiranno su tutti i giornali. Il furto fu organizzato lo stesso giorno nel quale Joe Frazier e Muhammad Ali si battevano in quello che fu definito “il combattimento del secolo”, confidando che gli uomini messi a vigilanza sarebbero rimasti incollati a radio e televisioni come il resto del paese.  Dopo aver sottratto i documenti li portarono in una casa di campagna dove rimasero per alcuni giorni ad analizzare il bottino, poi fotocopiarono i documenti e li diffusero inviandoli a numerosi tra giornali e media, molti dei quali rifiutarono di pubblicarli. Il primo a pubblicarli integralmente fu WIN Magazine, una testata associata alla War Resisters League che si batteva contro la guerra in Vietnam. Ma del gruppo non si è più saputo niente fino a poco tempo fa e due di loro ancora preferiscono rimanere nell’ombra. Erano persone normali, una studentessa e uno studente, due professori, due sanitari e due persone che avevano lasciato il college per dedicarsi a tempo pieno a opporsi alla guerra in Vietnam, ma hanno lasciato un segno nella storia dell’America moderna.

LA FINE DELL’ERA HOOVER – Il furto e lo stillicidio di di articoli che a partire da un paio di settimane dopo l’evento presero spunto dai file sottratti, rivelarono agli americani che il leggendario capo del Fbi J. Edgar Hoover usava l’agenzia per schedare e ricattare politici e celebrità. Un’attività che aveva preso il nome di programma COINTELPRO, scoperto il quale la reputazione e la vita del leggendario direttore dell’agenzia cambieranno di segno, anche se forse non è a causa dello scandalo che Hoover morì d’infarto nel maggio del 1972 all’età di 77 anni. Hoover era stato a capo del Bureau of Investigation fin dal 1924, lo trasformò nel FBI nel 1935 e lo diresse fino alla morte, grazie a quel furto ora si sa come riuscì a farsi confermare la fiducia da maggioranze diverse attraverso quasi mezzo secolo. Non che non ci fossero mai stati sospetti in merito, ma i documenti pubblicati sui giornali tolsero ogni dubbio. Già il presidente Truman, (1945–1953) lo accusò di aver trasformato l’agenzia nella sua polizia privata: «Non vogliamo una Gestapo o una polizia segreta. Il FBI sta andando in quella direzione. Stanno rimestando negli scandali sessuali e nei ricatti. J. Edgar Hoover darebbe un occhio piuttosto che mollare e tutti i congressisti e i senatori hanno paura di lui», ebbe a dire il presidente vent’anni prima.