La Chiesa cattolica e la trappola del profitto a luci rosse

31/10/2011 - I libri a luci rosse fanno fare profitti ma imbarazzano i vescovi e i fedeli più conservatori Gli affari a luci rosse della Chiesa cattolica tedesca hanno sollevato, come era prevedibile, numerose polemiche, tanto all’interno della comunità cristiana, quanto all’esterno.

I libri a luci rosse fanno fare profitti ma imbarazzano i vescovi e i fedeli più conservatori

Gli affari a luci rosse della Chiesa cattolica tedesca hanno sollevato, come era prevedibile, numerose polemiche, tanto all’interno della comunità cristiana, quanto all’esterno. Le smentite sono subito arrivate, così come i commenti sdegnati da parte del clero, ma sono sembrate reazioni tanto deboli quanto fuorvianti. Le precisazioni non hanno potuto nascondere un’evidente verità: la più grande catena di librerie tedesche vende direttamente o partecipa in società che producono materiale erotico. Nulla di male, a parte la netta contraddizione con il messaggio della Chiesa tedesca sul sesso, il clero dal quale proviene l’attuale Papa, ex vescovo di Monaco di Baviera.

EDITORIA CATTOLICAWeltbild è una catena di librerie e una casa editorice che è tra i leader di mercato in Germania. La sua sede è ad Augusta, una delle principali città bavaresi, ed è stata fondata poco dopo la seconda guerra mondiale, quando si chiamava in un altro modo. Col passare dei decenni Weltbild, società interamente posseduta dalla Chiesa cattolica tedesca, si è evoluta e trasformata, anche se la catena di comando non è mutata. Le sue partecipazioni azionarie sono suddivise tra dodici diocesi, tra le quali le più importanti per quote sono quella di Augusta e quella di Monaco, mentre le altre ne fanno parte tramite la Conferenza episcopale tedesca. Nel consiglio di sorveglianza dell’azienda siede infatti Hans Langendörfer,  il segretario  generale della versione teutonica della Cei. Un fatto che non è molto conosciuto, anche perché nei negozi di libri posseduti da Weltbild, o sul sito che è il secondo per acquisti in Germania dopo Amazon.de, le immagini religiose sono praticamente assenti. Inizialmente l’azienda editoriale era molto più orientata su temi ed iniziative imprenditoriale di carattere religioso, ma il successo e la crescita di Weltbild hanno consigliato di ridurre al minimo questo tipo di business. Weltbild è così diventata un’importante fonte di reddito per la Chiesa cattolica tedesca, già molto ricca grazie al costante afflusso garantito dalla Kirchenstuer, che permette entrate nell’ordine dei 4, 5 miliardi di euro l’anno. A Weltbild lavorano circa seimila persone, e il fatturato supera costantemente il miliardo di euro da metà degli anni 2000, con una tendenza positiva che ha permesso alla società di fregiarsi del titolo di azienda leader della vendita al dettaglio dei libri, con un quota pari al 20% del mercato tedesco. I clienti però, come è noto, non disprezzano la letteratura erotica, che è ampiamente diffusa nell’offerta di Weltbild, sia nella versione online che nelle librerie diffuse in tutta la Germania.

QUALE STRATEGIA – La Chiesa cattolica ha da tempo un problema con Weltbild, che prova a nascondere ma che al contempo non vuole perdere. Negli ultimi anni l’azienda è stata utilizzata quasi come una banca dalla Confederazione episcopale tedesca, che ha versato quasi 200 milioni di euro nelle casse di Weltbild. Sul sito del gruppo però non si trova neanche un’allusione all’ispirazione cristiana, seppur vaga, dell’azienda, alla pagina di presentazione.

Weltbild mira ad un ruolo di guida nei seguenti mercati: l’azienda è la numero uno nella vendita dei media tedeschi, il numero 2 nella vendita online die libri, il numero 3 nella spedizione e l’ottava casa editrice tedesca. Il gusto die nostri clienti cambia quasi giornalmente. Per questo non ci sono regole intoccabili o strategie prefissate. Ci scopriamo nuovi in modo permanente. Questo può anche essere molto faticoso, e signficare, che un lavoro nel quale si è investito molto, deve essere dimenticato e rifatto completamento. E’ sicuramente emozionante. Gli errori sono permessi, ma conta solo il successo.

Parole ispirate dal business, e non certo dalle fede. La visione del mondo cristiana viene citata solo brevemente in un altro spazio del sito, dove vengono citati gli azionisti del gruppo. Dodici diocesi, l’associazione delle diocesi tedesche e un’istituzione religiosa per i militari. La visione cristiana deve trovare un’armonia con il mondo degli affari, ma la realtà è andata un po’ diversamente. La Chiesa cattolica ha anche provato a vendere Weltbild nel 2008, ma non ci è riuscita, ed ha anzi creato una joint venture con un’altra azienda leader della vendita dei libri, Hugenbubel. Per far soldi però, come riconosce la stessa Weltbild, è necessario andare molto oltre il limitato campo dei fedeli cattolici. Ecco dunque che nei cataloghi di Weltbil compaiono tanti titoli che nulla hanno a che fare con il messaggio cattolico. I libri erotici, con titoli tanto allusivi quanto espliciti, hanno fatto molto rumore, ma i libri sull’astrologia, i videogames violenti oppure manuali sul buddismo o i saggi  atei di Hawkins.

LOTTA TRA CATTOLICI – Il caso Weltbild occupa da molto tempo le menti dei vescovi tedeschi. Come ricordato in precedenza, nel 2008 la Conferenza episcopale tedesca provò a vendere l’azienda, ma la crisi impedì acquisizioni così dispendiose. Già in quell’anno numerosi attivisti di stampo conservatore avevano scritto alla Conferenza episcopale della Germania il loro sdegno per le attività commerciali di Weltbild, che tradivano completamente il messaggio predicato dal Papa e dalla Chiesa cattolica. La Diocesi di Monaco rispose, ma i toni mascheravano un evidente disinteresse, giudicato scandaloso dal sito dei cattolici reazionari di kreuz.net, per i libri hard presenti tra i titoli delle librerie cattoliche.

Sebbene come prete mi interessi molto la credibilità di un’impresa ecclesiale, mi riesce difficile concentrare tutte le energie per strappare le ultime erbacce ( i prodotti a luci rosse, Ndr), anche perché ci potrebbe essere il pericolo, di distruggere anche il grano nel campo.

La lettera è firmata da Sebastian Anneser, direttore finanziario dell’arcidiocesi. Una risposta che indignò Bernhard Müller, il responsabile della rivista che ha fatto riesplodere il caso. Passano tre anni e lo scandalo Weltbild è di nuovo al centro dell’attenzione. Ci pensa il sito Buchreport, a compilare la lista dei titoli erotici presenti nei catologhi del magnate editoriale di fede cattolica, e delle sue società partecipate. Una di esse produce addirittura romanzi erotici. L’analisi viene ripresa dalla rivista Pur che le dedica la propria copertina,che accusa i vescovi di essere pornografi, mentre  il sito ultraconservatore kreuz.net (kreuz significa croce) si appella direttamente ai porporati in attesa di risposte. E’ possibile che la Chiesa, tramite le sue partecipazioni, venda oppure produca materiali dal contenuto inequivocabilmente erotico? Romanzi come “Il bar del sesso/ XXiavabile”, un gioco di parola sulla parola Vögel, che è un’espressione volgare  per fare sesso, provocano molte perplessità, se non vera e propria indignazione, tra i fedeli più conservatori.

SESSO IN VENDITA – L’aspetto che più indigna, e sorprende, nell’attività di Weltbild e delle sue società partecipate è la presenza di titoli a luci rosse. Altre produzioni sono contraddittorie rispetto al messaggio della Chiesa, ma l’hard certo sorprende più di ogni altra cosa. Se Weltbild evidenzia come solo il 2 per mille del proprio catalogo sia dedicato in qualche modo al sesso, la società controllata al 50%, Droemer Knaur, è molto più ricca di materiale a luci rosse. Libri che insegnano i migliori movimenti per le coppie, manuali per esperti, romanzi dai titoli espliciti, mentre nel portale online Buecher.de, che l’azienda cattolica controlla per un terzo, sono presenti anche Dvd erotici. Il sesso in vendita crea scandalo, anche se la Chiesa, così come le imprese editoriale citate, si sono difese subito dalle accuse, parlando di business marginali, che non possono giustificare titoli che alludono ai soldi dei vescovi generati dalla pornografia.

Sono presenti titoli riferibili all’erotismo, ma non pornografia. Simili affermazioni sono false. Sono presenti manuali per il sesso ed alcuni libri erotici che in passato sono stati un grande successo, ma nel 2011 non è uscito alcun libro ascrivibile al concetto di pornografia.

Subito dopo che lo scandalo è emerso, dal sito di Buecher.de il libro “Porno per coppie” era scomparso, così come erano spariti altri titoli equivoci da Weltbild.de. I filtri che erano troppo costosi da utilizzare sono comparsi al mattino dopo la piccola tempesta scatenata dai reportage sul business a luci rosse dei vescovi.

Alcuni cardinali tedeschi hanno subito reagito, anche se ovviamente la loro reazione, in particolare quella del cardinale di Monaco di Baviera, appare surreale vista la risposta citata sopra alle proteste dei fedeli verificatesi nel 2008

L’inchiesta sugli affari a luci rosse del clero tedesco ha scosso molti cattolici, e ha provocato l’immediata risposta di alcuni vescovi. “Ci devono essere filtri, che impediscano la pubblicazione di materiali simili. La nostra casa editrice non può pubblicare contenuti pornografici o che incitino la violenza, e dobbiamo affrontare il caso perché non si ripeta più”, ha esclamato il cardinale di Monaco, Reinhard Marx. Anche  il vicario generale della Arcidiocesi di Colonia ha rimarcato il desiderio delle sua diocesi di separarsi da Weltbild, o trasferire quantomeno le loro quote, vista la tipologia di contenuti promossi dalla casa editrice.

DIO VS MAMMONA – La Chiesa tedesca ha un evidente imbarazzo nei confronti di una delle sue principali attività economiche. Cosciente che il mercato editoriale non permetterebbe a Weltbild di essere così profittevole senza la commercializzazione di materiale che nulla ha a che fare col cattolicesimo, i vescovi hanno deciso di far trionfare la legge della domanda e dell’offerta, anche se in palese contraddizione con il più recente messaggio papale.

Qui – ha aggiunto – non vorrei però soffermarmi sull’ateismo prescritto dallo Stato; vorrei piuttosto parlare della “decadenza” dell’uomo, in conseguenza della quale si realizza in modo silenzioso, e quindi più pericoloso, un cambiamento del clima spirituale. L’adorazione di mammona, dell’avere e del potere, si rivela una contro-religione, in cui non conta più l’uomo, ma solo il vantaggio personale. Il desiderio di felicità degenera, ad esempio, in una brama sfrenata e disumana quale si manifesta nel dominio della droga con le sue diverse forme. Vi sono i grandi, che con essa fanno i loro affari, e poi i tanti che da essa vengono sedotti e rovinati sia nel corpo che nell’animo. La violenza diventa una cosa normale e minaccia di distruggere in alcune parti del mondo la nostra gioventù. Poiché la violenza diventa cosa normale, la pace è distrutta e in questa mancanza di pace l’uomo distrugge se stesso

La logica del profitto condanna dunque la Conferenza episcopale tedesca, e solo una uscita da questo modo di pensare potrebbe essere la soluzione all’affaire Weltbild, come gli consiglia il settimanale, vicino al centrodestra tedesco, Focus. La Chiesa può ancora sperare che tutto cada nel dimenticatoio come già era successo nel 2008, così che le sue imprese attive nel settore editoriale possano riprendere a vendere con tranquillità libri a luci rosse. Se i clienti vogliono quello, è giusto che l’abbiano, d’altronde, se si ragiona con una logica imprenditoriale. Il problema è dunque se i vescovi possono essere imprenditori, e come questo sia compatibile con la loro funzione religiosa. In attesa di un’azione chiara sul punto, le puntualizzazioni sui pochi titoli in catalogo, o le minacce di fuoriuscita da un business conosciuto da molto tempo, fanno solo malinconia.

 

5 Commenti

  1. Mattia scrive:

    Ma non capisco, ormai si sa che la Chiesa predica bene e razzola male, anzi malissimo. Manco sanno che cosa voglia dire la coerenza.

    Hanno sempre e soltanto cercato di far soldi. In ogni caso. Mica e’ qualcosa di appena scoperto. Ogni singola scelta fatta dal 300 AD ad oggi, hanno fatto la scelta di farsi soldi sulla pelle del prossimo. Tanto sono maestri dello: “stiamo zitti, magari la tempesta passa”. Marci e malati.

    Mattia

    • Christian d'IOR scrive:

      Condivido appieno. Ad ogni modo se il loro giro d’affari venisse solo dalla pornografia, sarebbero quasi angioletti. Il fatto è che hanno sempre prosperato in combutta con i peggiori criminali della storia.

  2. Paolo Fanello scrive:

    Vista la situazione non mi stupirebbe trovare materiale pedopornografico in abbondanza…

  3. Vittorio Felaco scrive:

    Ho l’impressione che si tratti ancora una volta di una mala applicazione dei concetti dell’economia! Si investe in tutto pensando che con il ricavato si possa fare del bene quando in realtà si potrebbe già fare tanto bene semplicemente non investendo in cose errate! Le dimostrazioni di Wall Street che si sono ripetute in tante città del mondo servono proprio a ricordarci che l’umanità intera ha bisogno di un’economia che ha senso e non una che fa senso e causa scandalo e disgusto!

  4. Priapus scrive:

    Tutto risaputo, la solita ipocrisia cattolica, ma meglio dello IOR che
    ricicla i soldini della MAFIA, fatti con traffico di droga ecc.

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