Interni

Testamento biologico, la truffa è servita

29 gennaio 2009

 

Approda in commissione sanità al Senato il nuovo testo unificato sul tema delle direttive anticipate. Negata ogni possibilità di scelta al paziente e di autodeterminazione del singolo: l’ennesima inammissibile violazione delle libertà personali

C’è un nuovo colpo di scena nella saga (o dovremmo dire soap opera vista l’interminabile durata?) del dibattito parlamentare sul testamento biologico, altrimenti definito direttive anticipate (DAT) o liwing will. Verrebbe da commentare: chiamatelo pure come vi pare a condizione che siano garantite le scelte delle persone – ragione per cui sarebbe importante una legge al riguardo, e non perché si sente la mancanza di una legge inutile o dannosa. Garantire il rispetto delle decisioni di ciascuno di noi quando non siamo più nelle condizioni di esprimere le nostre preferenze, questo dovrebbe regolamentare una buona legge.

COME DOVREBBE ESSERE – Pur rischiando di essere noiosi lo ripetiamo: il testamento biologico dovrebbe assicurarci la possibilità di esprimere oggi le nostre volontà per un tempo in cui non è più possibile farlo, perché abbiamo subito un incidente o perché l’aggravamento di una malattia ce lo impedisce. Dovrebbe, in altre parole, protrarre nel tempo un diritto che ci è già garantito e che è ben espresso nel consenso informato. Quando acconsentiamo ad un intervento già “estendiamo” le nostre volontà per il tempo della anestesia e del tempo che passeremo in stato di incoscienza (si pensi ad interventi che richiedono molte ore di anestesia generale e molte ore, se non giorni, di sedazione tale da impedire una manifestazione attuale del nostro volere). Scegliere se e come curarci, decidere come vivere a patto che la nostra decisione ricada su di noi è un diritto fondamentale. Il patto di non recare danno a terzi è rispettato se decido, ad esempio, di non nutrirmi, di non sottopormi alla chemioterapia o di non essere trachestomizzata.Il cuore della normativa sul testamento biologico dovrebbe essere la garanzia dell’autodeterminazione del singolo, sostenuta da articoli spesso citati, raramente presi sul serio. Basti pensare all’articolo 13 e 32 della Costituzione Italiana.

E INVECE, CIPPERIMERLO - Veniamo al colpo di scena: in commissione Igiene e Sanità viene presentata la proposta di legge del senatore Raffaele Calabrò recante norme su “disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato, e di dichiarazioni anticipate di trattamento“. Questo disegno di legge rispetta le condizioni necessarie per garantire la nostra libera scelta? Sorvoliamo i passi non controversi e quelli più “sottili“, per arrivare a quelli più esplicitamente lesivi della nostra autodeterminazione, pur mantenuta come panorama di riferimento da tutti. Perché è troppo impopolare affermare che le persone dovrebbero essere espropriate della libertà di decidere riguardo alla propria esistenza. All’Articolo 5 (Contenuti e limiti delle dichiarazioni anticipate di trattamento), comma 3 si legge: “3. Il soggetto può, in stato di piena capacità di intendere e di volere e in situazione di compiuta informazione medico-clinica, dichiarare di accettare o meno di essere sottoposto a trattamenti sanitari sperimentali invasivi o ad alta rischiosità, che il medico ritenga possano essergli di giovamento, può altresì dichiarare di accettare o meno trattamenti sanitari che, anche a giudizio del medico avessero potenziale, ma non sicuro carattere di accanimento terapeutico“. Si intuisce quindi che il soggetto non possa decidere su quei trattamenti che siano “sicuramente” di beneficio. Si intuisce che questo costituisca una grave violazione dell’autodeterminazione.Un esempio illumina il problema forse meglio di una risposta teorica: (1) sono un Testimone di Geova, entro in ospedale in seguito ad un incidente, sono cosciente, rifiuto la trasfusione sebbene sia un trattamento adeguato e non straordinario e di sicura efficacia medica: se mi facessero la trasfusione, infatti, la probabilità che io possa vivere senza conseguenze è altissima. Nessuno può obbligarmi a sottopormi alla trasfusione. Nessuno. (2) sono un Testimone di Geova, entro in ospedale in seguito ad un incidente, sono incosciente, ma ho redatto un testamento biologico in cui scrivo le mie volontà; ovvero che rifiuterei la trasfusione sebbene sia un trattamento adeguato e non straordinario e di sicura efficacia medica: se mi facessero la trasfusione, infatti, la probabilità che io possa vivere senza conseguenze è altissima. Nessuno può (dovrebbe) obbligarmi a sottopormi alla trasfusione. Nessuno. Ma dal momento che la trasfusione non rientra nei “trattamenti sanitari sperimentali invasivi o ad alta rischiosità” e neppure “trattamenti sanitari che, anche a giudizio del medico avessero potenziale, ma non sicuro carattere di accanimento terapeutico” il mio volere sarebbe carta straccia.

30 commenti a Testamento biologico, la truffa è servita

  1. ‘azz, si vede che la Lalli la pubblica ILSAGGIATORE :D

  2. Una proposta semplicemente VERGOGNOSA. Ma scommetto che ci saranno finti liberali che applaudiranno alla legge, che “colmerà un vuoto normativo” nel “migliore dei modi”.

    Che Giornalettismo si faccia promotore di una fiaccolata sotto il parlamento per cercare di far capire che forse non siamo così idioti come sperano…

  3. Adoro, commento, applaudo!! :D
    Brava chia’! :D

  4. marblestone

    A questo punto mi pare di capire che la legge avrà una rapida approvazione parlamentare…
    Bellissimo articolo, sono curioso di vedere come riporteranno gli altri giornali questa notizia!

  5. La domanda “Di chi è la mia vita?” dovrebbe avere una risposta scontata. E invece, as usual, non è così. Che strano questo paese, pieno di gente che che esalta la libertà dell’individuo violandola anche nelle sue norme basilari. Che si riempie la bocca di diritto alla vita, senza peraltro avere chiaro cosa questa bellissima parola significhi davvero.

    Questa gente dovrebbe imparere ad esempio che cosa significhi assistere impotenti alla fine di un proprio caro (non più in condizioni di guarire e di decidere per sè) e non desiderare altro che finisca il prima possibile (con tutto l’orrere e la pietà che questo pensiero porta con sè).

    Mi fanno un po’ schifo (e sapete che sono solito pesare le parole). Soprattutto quelli che dovrebbero rappresentarmi in parlamento, e che su questi temi non sanno prendere una decisione.

    Un sorriso adulto

  6. ALBERTO

    Non capisco perchè un non cattolico (sono cristiano),debba dover accettare delle leggi che nella realtà sono fatte(perchè….suggerite..) dal Vaticano che, fino a prova contraria,non solo è un altro stato ma proprio recentemente ha disconosciuto la legislazione italiana.

  7. La MIA vita dovrebbe essere un motivo sufficiente a che IO decida di ESSA… ma l’Italia dimostra una volta di più di essere suddita di uno Stato straniero: niente contro chi crede e ritiene inviolabile la vita.. purché non pretenda di decidere della MIA perché se essa NON appartiene a ME molto più prepotentemente NON appartiene a LORO!!!

    @Comicomix: ho riletto due volte il tuo commento perché non riuscivo a credere lo avessi scritto tu!

    Un saluto, Lisa

  8. cordapazza

    grazie per l’analisi perfetta per scientificità ed esempi concreti adatti ad una intelligente divulgazione: preziosa per una analisi in classe con i miei allievi (la stampo subito!)

  9. enzo_modena

    La Legge che obbliga l’allaccio della cintura di sicurezza in macchina(proprietà privata!) perchè è stata promulgata e perchè la rispettiamo: per questo Stato siamo preziosi………per pagare!

  10. @enzo_modena: la legge sulla cintura di sicurezza in macchina serve a evitare che tu ti faccia male o ti ammazzi magari non per volontà tua se qualcuno ti si schianta addosso.. e serve a tutelare quelli che porti in auto con te che magari son anche minorenni e non possono autodeterminarsi… nessuno però ti tiene la pistola puntata per fartela allacciare: al massimo ti becchi una multa o decurtazione dei punti sulla patente tanto che quasi nessuno la porta e quasi tutti si portano dietro i figli sciolti e come cavolo vogliono stare in auto!!!
    La non legge sul Testamento Biologico invece mi impone (e io non ci posso fare niente!!!!! ) di vivere come vuole il medico di turno!!

  11. remo

    Tanto vale che ti mettano direttamente un prete o un suo vice, che interpretandola Bibbia decida direttamente per te su ogni questione medica a questo punto

  12. sarita

    Vuol dire che le persone devono dare disposizioni ai propri familiari dicendo loro che se gli dovesse accadere qualcosa di irriparabile, di portarli in Svizzera e far sì che lì possano fare per come avevano espresso quando ancora erano in grado di farlo.
    Quindi, che ognuno di noi faccia un testamento biologico, da far firmare a due persone come testimoni e che, nel caso gli succeda qualcosa di grave, i propri familiari adempiano al testamento portandoli altrove, fuori dall’Italia.

  13. Sarita,
    purtroppo a volte è talmente difficile da essere impossibile (sia sul piano pratico, che su quello giuridico).
    Certo è che se passa una legge del genere rimarrà l’unica possibilità per non essere in balia della “sacralità della vita”.
    Inaughereremo, come dice una mia amica, anche il turismo mortuario, dopo quello procreativo.
    Gran Paese, il nostro!

  14. Pazzesco. Se uno non fa testamento biologico, lo tengono in vita anche se non vuole. Se uno lo fa, ma il medico cattolico, mettiamo, non vuole rispettare quanto c’è scritto, lo tengono lo stesso in vita. A questo punto uno dovrebbe poter almeno rifiutare che al suo capezzale ci siano medici cattolici. Perché il medico può fare obiezione e il paziente no? Io, per esempio, non voglio venire affidata a personale medico che, in base a sue personali convinzioni morali o religiose, potrebbe rifiutarsi di applicare le mie volontà specifiche.

  15. peggio di cosi’,,nemmeno a CUBA esiste una legge simile,,, comandano i NAZIFASCISTImafiosi….

  16. marco

    sinceramente non vi capisco, tutti quanti, siete patetici! se ci tenete tanto a crepare (è questo che emerge dai vostri commenti) sparatevi un colpo, almeno la pianterete di lagnarvi su questa storia del testamento bilogico. Nessuno può mettere a morte una persona.

  17. Il moribondo Calabro

    @Chiara Lalli: Complimenti per la chiarezza ed il testo quasi asciutto (quoto gregorj).

    Ma uno con quella faccia sta il Parlamento? Addirittura senatore???

    Bah…

    @Marco:
    figlio di una grandissima società paternalistica continua a toccarti e a giocare con la “pleistescion” e lascia i discorsi importanti ai tuoi senatori di fiducia!!!
    Mi raccomando alle prox elezioni vota lo scudo crociato

  18. La giornata volge al termine, con un assordante silenzio da parte del mainstream media sull’argomento.

    Pensavo di leggere pessimi articoli, ma così è davvero frustrante, così è davvero una cosa che puzza di regime.

  19. juppes

    non sono un medico

    e se dovesse capitare a me o a miei familiari di capitare sotto le mani di un medico

    Dio Onnipotente ce ne scampi e liberi

    cosa potrò mai dirgli ?

    potrò io dirigerlo e consigliarlo

    credo che quando la malasorte ti sottopone ad un medico tu debba solo sperare che sia coscienzioso e che faccia il possibile per salvare te o il tuo familiare

    col dovuto rispetto per coloro che soffrono e data la serietà dell’ argomento, mi permetto solo di proporre una soluzione che politicamente accontenterebbe lupi e pecore

    si promuovano nella carriera medica emeriti ciucci

    credo che, con qualche sforzo, qualcuno pure lo si troverà

    e si affidino a detti medici i malati che non vogliono siano eseguite queelle procedure che loro considerano di accanimento terapeutico

    in tal modo si accontentano i malati, i familiari e la commissione per le pari opportunità, quelle cioè di dare anche ai medici ciucci il diritto all’ assunzione onde consentire la libera morte senza “faticare” per salvare i malati

    perdonate

  20. Sebastianutti Gaetano

    Credo che sia l’articolo che i relativi commenti siano viziati da molti errori di fondo.
    1) Dal lato teorico e dei principi, il testamento biologico” sarebbe buona cosa ma, questo mondo ci ha ormai abituato da tempo che i principi e le teorie vengono poi, quando messe in pratica, completamente stravolte.
    2) In questo paese di “arrangiatori” non ci sarebbe nessuna difficoltà a buttare il suddetto testamento nell’immondizia e crearne uno nuovo di zecca. Io stesso sono perfettamente in grado di farlo (e di insegnare ad altri a farlo).
    3) Con il suddetto testamento (o senza – vedi caso Englaro) è sempre la legge, non quella divina ma quella dello stato chiamato di diritto a decidere per noi, e non è un caso che si debbano sempre “Interpretare”.
    4) Da quanto emerso nei commenti si può evincere che, per voi, il(i) medico dovrebbe essere il vostro lacché personale, che fa quanto voi gli ordinate (in base a cosa?), alla faccia della professione e della deontologia medica. Un uomo (anche se medico) che uccide un altro uomo su ordine di rappresentanti dello stato è solo un assassino (ovvero il boia di stato, di non troppo vecchia memoria).
    5) a Chiara: hai dimenticato, tra i tanti, il turismo degli organi! A Galatea: come ti permetti di giudicare chi è un buon medico e chi no! Sbaglio, o in quello che dici si potrebbero scorgere i bacilli del razzismo? A Juppes sono d’accordo, in linea di pricipio a quanto dici, soprattutto ciò che è “tra” le righe.
    f.to Sebastianutti Gaetano.

    P.S.: A me, i medici hanno salvato la vita già due volte. Non ce li vedo proprio a toglierne una deliberatamente.

  21. Io sono medico e conosco la differenza tutt’altro che sfumata tra togliere la vita e astenersi dall’accanimento terapeutico Personalmente non vorrei mai essere gravata da un fardello così tremendo qual è quello di costringere a forza un essere umano in una condizione innaturale di non-vita, semplicemente perché esistono i mezzi per prolungare all’infinito il funzionamento delle singole cellule di un corpo ormai inerte.
    Si sta tanto a discutere fra ciò che è naturale e ciò che non lo è, beh vi dò una notizia sorprndente: LA NUTRIZIONE ARTIFICIALE porta questo nome proprio perché NON E’ NATURALE.
    Viviamo in un mondo che ha rifiutato l’idea della morte come naturale conclusione di una vita che non è destinata a restare eterna, perlomeno non nella sua forma materiale (per chi crede che esista un’anima). Si vuole confondere appositamente le acque parlando di eutanasia là dove non esiste, ma esiste semplicemente il diritto del singolo di non proseguire cure che porterebbero ad un aumento quantitativo della vita a discapito della sua qualità.

    Non curarsi, interrompere le cure non è né un suicidio, né un atto di eutanasia, ma semplicemente permettere alla natura di fare il suo corso.

    Il fatto è che la chiesa, con questi suoi accanimenti, vuole tenere l’essere umano per le palle e vuole essere direttamente lei a decidere cosa fare o non fare, a suo capriccio e senza nesso logico. A Karol Wojtyla son state sospese le cure e lo si è lasciato (giustamente) morire in pace. Ma la chiesa ci gode a fare due pesi e due misure, è il suo modo di ricattare gli uomini per costringerli a restare legati a lei

  22. dimenticavo: per Carlo:
    lì per lì ho stentato a riconoscerti in quel commento, ma capisco molto bene ciò che dici. Forse i modi sono insoliti, ma il cuore no, è proprio quello.

  23. x Uyulala

    chi è carlo?

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