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L’Isis minaccia: «Conquisteremo Roma»

Non si placa la paura di nuove decapitazioni compiute da miliziani dell’Isis, lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante che sta terrorizzando il Medio Oriente.

E non si placano nemmeno le minacce: nel nuovo lunghissimo messaggio (42 minuti) diffuso oggi dall’Isis, lo stato islamico, il portavoce Abu Mohummed Adnani torna a sostenere la causa della guerra santa, dichiara la fine delle crociate occidentali contro l’islam e e minaccia anche Roma, capitale della cristianità. “Vi promettiamo che sarà l’ultima vostra crociata. Non ci invaderete questa volta, ma vi invaderemo noi. E con la volontà di Dio, conquisteremo Roma, distruggeremo le vostre croci, ci impadroniremo delle vostre donne” dice nel video, ampiamente diffuso su twitter, al Adnani. “Uccidete i miscredenti in qualunque modo”, “americani o Europei”, “australiani o canadesi”, “compresi i cittadini dei Paesi che entrano in una coalizione contro lo Stato islamico” e “attaccate i civili”.

PAURA PER GLI OSTAGGI – Intanto la moglie di uno degli ostaggi finiti nelle mani degli jihadisti ha inviato un appello ai combattenti per liberarlo. «Guardate nei vostri cuori e rilasciatelo», ha detto la donna. Si tratta della moglie di Alan Henning, tassista britannico sequestrato lo scorso dicembre dai miliziani dell’Isis nel corso di una missione di aiuti in Siria. Alan è spuntato la scorsa settimana in un video al fianco di un combattente jihadista armato di coltello. Si teme ora che possa essere lui la quarta vittima occidentale della follia omicida dei terroristi, dopo le decapitazioni dei prigionieri James Foley e Steven Sotloff, statunitensi, e di David Haines, scozzese.

 

iraq 1(Foto da archivio LaPresse: AP Photo / Nabil Al-Jurani, File)

 

LA MOGLIE DELL’OSTAGGIO: «IN SIRIA AIUTAVA I BISOGNOSI» – «Alan è un uomo di pace, che ha lasciato la sua famiglia e il suo lavoro per guidare un convoglio fino alla Siria e aiutare i più bisognosi», ha detto la signora Barbara Henning in un comunicato diffuso dal Foreign Office. La donna ricosa che suo marito, al momento del rapimento, «stava guidando un’ambulanza piena di cibo e acqua da distribuire a chi ne aveva bisogno, perché il suo scopo non era nè più nè meno che questo, ossia un atto di pura compassione». «Non vedo – ha aggiunto la signora Barbara – come la morte di Alan potrebbe aiutare la causa di uno Stato». E ancora: «Imploro il popolo dello Stato Islamico a guardare nei propri cuori e liberarlo».

 

iraq 3 (Foto da archivio LaPresse: AP Photo / Bram Janssen)

 

LE MANIFESTAZIONI DEGLI ISLAMICI CONTRO I TERRORISTI Alan Henning ha 47 anni ed è padre di due ragazzi che vivono a Manchester. Come volontario si è offerto di condurre un convoglio di aiuti umanitari per conto di una Ong musulmana. L’appello della moglie Barbara è arrivato il giorno dopo la mobilitazione di più di cento leader musulmani nel Regno Unito, che hanno chiesto all’Isis di liberare l’ostaggio britannico. Ma manifestazioni simili hanno avuto luogo anche altre città d’Europa in Italia. «Consanniamo il terrorismo dell’Isis in modo chiaro e inequivocabile, il concetto di guerra santa non ci appartiene . E questa presa di distanza non è la nostra, ma è quella dei cittadini di Milano di cui facciamo parte», ha detto uno dei rappresentanti del Coordinamento associazioni islamiche milanesi scese in piazza per una fiaccolata «contro l’Isis e il terrorismo».

GLI OLTRE 130MILA PROFUGHI DALLA SIRIA ALLA TURCHIA – Cresce intanto anche l’allarme rifugiati. Secondo il vice premier turco Numan Kurtulmus sono oltre 130mila i curdi fuggiti dalla Siria in Turchia per sottrarsi alla minaccia terroristica dell’Isis. Mentre lo Stato Islamico rilancia minacce all’Occidente la Turchia dunque rivede al rialzo le stime dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, che aveva in precedenza parlato di 100mila profughi.

 

iraq 4(Foto da archivio LaPresse: AP Photo / Bram Janssen)

 

IL RISCHIO ATTENTATI – Alto anche il rischio di attentati. In Giordania undici persone sono state arrestate con l’accusa di essere legate all’Isis e di pianificare attentati nel regno hashemita. Alcune fonti della sicurezza hanno rivelato che gli arrestati pianificavano «operazioni terroristiche contro siti vitali per diffondere il panico e il caos nel paese». L’operazione è scattata dopo che l’abitazione di una delle persone fermate è stata distrutta da un’esplosione durante un test per la fabbricazione di esplosivi.

(Foto copertina da archivio LaPresse: AP Photo, File)

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