Una piazza inascoltata. Come al solito
28/01/2009 - Grillini e dipietristi in piazza a Roma contro la riforma della giustizia. Cronistoria e photobook di una bella giornata di sole, di accuse al presidente della Repubblica e di mafia e dei suoi rapporti con la politica L’incipit lo dà
Grillini e dipietristi in piazza a Roma contro la riforma della giustizia. Cronistoria e photobook di una bella giornata di sole, di accuse al presidente della Repubblica e di mafia e dei suoi rapporti con la politica
L’incipit lo dà Pasolini con il suo “Io so”, affermazione, presa di coscienza storia ancora attualissima nella sua lucidità e chiarezza. Piazza Farnese è fredda e lo rimarrà per tutta la mattinata. È una gelida mattinata d’inverno e in questo periodo dell’anno il Sole si affaccia soltanto timidamente ad illuminare la piazza dell’ambasciata di Francia, subito al limite con Campo de’ Fiori, il centro della vita notturna romana. Arrivo alle 8:45 circa e trovo il palco già montato. Alcuni ragazzi dell’organizzazione stanno eseguendo il sound check. C’è ancora poca gente, che aumenterà sensibilmente nei minuti successivi riempendo i tre quarti della piazza. Ma va aperta una parentesi perché, come al solito, è partita una guerra di cifre senza senso. Le zone più popolate erano quelle davanti al palco (ovviamente) e quella alla destra guardando dal palco, ovvero l’imbocco di Via dei Baullari da cui si vedeva bene uno dei due schermi giganti montati per gli spettatori più distanti.
NAPOLITANO? PRRRR – La zona davanti Palazzo Farnese era chiusa per motivi di ordine pubblico, mentre subito dietro il palchetto centrale con le telecamere, c’erano gli striscioni (tra cui verrà esposto anche quello incriminato con l’invito a svegliarsi rivolto al Presidente della Repubblica. Insomma, la partecipazione c’è stata, nonostante non sia possibile parlare di un bagno di folla. I partecipanti erano piuttosto eterogenei con pochi giovanissimi, molti tra i venti e i trent’anni,
ma anche moltissime persone di mezza età. Tra pericolose vecchiette armate di sgabello pieghevole e ragazzotte vestite in modo colorato, non ho avuto modo di trovare sovversivi di sorta o pericolosi attentatori dell’ordine pubblico. Numerose sono state le adesioni alla manifestazione di associazioni facenti parte della società civile.
MASS MERDA – Mi apposto inizialmente davanti alle transenne, sulla parte destra, subito dietro le telecamere delle varie televisioni, e mi metto in osservazione di chi arriva e di chi va. All’arrivo di Beppe Grillo e Antonio di Pietro si crea un po’ di calca, ma niente di ingestibile. Nella fase di attesa la nota più inquietante è venuta dalle parole di due cameraman che illustravano gli ordini ricevuti dalle rispettive redazioni: uno doveva riprendere solo Antonio di Pietro, mentre l’altro poteva
riprendere anche Travaglio, ma se ne doveva “fregare” (parola sua) di tutto il resto. In effetti tornando a casa e leggendo i primi articoli messi sui vari siti d’informazione ho notato che si sono tutti concentrati sull’intervento di Di Pietro, alcuni hanno parlato anche di Grillo mentre tutti hanno ignorato il resto degli intervenuti. Peccato, verrebbe da dire, perché il meglio della manifestazione non è venuto certo dal leader dell’Italia dei Valori, né dal comico genovese (in realtà leggermente sottotono nonostante ci abbia messo la solita sferzante energia).
UNA PAROLA INASCOLTATA – Le testimonianze più sentite e forti sono venute da chi ha organizzato la manifestazione, ovvero dei familiari delle vittime della mafia, che hanno prima proiettato un video realizzato da loro e poi si sono alternati sul palco pronunciando parole vere e struggenti. Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, la figlia di Antonio Longo, la madre di Attilio Manca e altri si sono alternati sul palco raccontando la loro tragica esperienza, parlando della mafia per come la conoscono e come sono stati costretti a viverla. Alcuni interventi sono stati molto brevi, rotti dall’emozione, come quello della madre di Manca, altri più lunghi e articolati, mentre altri ancora rabbiosi e decisi, come quello di Salvatore Borsellino,
scagliatosi senza remore contro uno stato occupato dalla criminalità organizzata.
NON SI OFFENDA, SANTITA’ – Ecco, forse quello che dispiace veramente di questa giornata è che se ne è immediatamente dimenticato lo scopo, spostando l’attenzione su una frase detta da Di Pietro e ignorando tutto il resto. Ignorando la gente che era lì e che ha sentito tutto. Ignorando per l’ennesima volta il nodo della questione, ovvero la mafia e i suoi rapporti con la politica. Immagino che nei prossimi giorni non si farà altro che citare quella singola frase, oltretutto male interpretabile perché detta in modo leggermente sgrammaticato, e non si farà parola del resto, facendo calare il silenzio mediatombale sui temi affrontati. Ma in realtà stiamo parlando di una trama già scritta: per la piazza giravano voci sui titoli dei quotidiani online già prima che Di Pietro iniziasse il suo discorso. Insomma, l’idea era quella di farlo passare come un eversivo, quando invece la sua è stata soltanto la difesa del diritto di manifestare e un invito al capo dello stato a svegliarsi di fronte a tutto quello che sta accadendo, non certo un’offesa premeditata.
Altre foto qui












“Io continuo a pensare che vogliamo attribuire dei poteri al presidente che una democrazia come la nostra non gli da.”
Giustissimo!
Infatti Napolitano svolge il suo ruolo “pro parte” cioè insieme ad altri organi dello stato; perchè se così non fosse ci troveremmo in uno stato monarchico e non repubblicano.
Napolitano è tenuto solo a “garantire e tutelare l’unità di tutte le forze politiche e sociali…e stop!
Adoro giornalettismo perchè mi allena anche giuridicamente!
Io considero molto piu’ gravi le azioni compiute dal presidente della Repubblica nei confronti della procura di Salerno (tipo richiedere gli atti, e rimanere in un silenzio colpevole prima, durante e dopo le scelte fatte a riguardo dal CSM) che quella di far passare il Lodo Alfano.
Per quanto riguarda l’incostituzionalita’ di quest’ultima, a parte il poter citare un centinaio di costituzionalisti che hanno firmato un documento che affermava che quella legge e’ incostituzionale, vorrei dire che io sono convinto che il giudizio personale di ciascun cittadino conti. Non vedo perche’ doversi affidare a giuristi su un argomento che non e’ particolarmente complicato. Basta leggersi il Lodo Alfano e la Costituzione e poi decidere. Io ritengo che sia palesemente incostituzionale e non mi capacito che Napolitano l’abbia approvata.
(^o^)
p.s.
Il giudice di Milano che ha richiesto il giudizio della consulta sul Lodo, cito’ questa discussione
http://ia311233.us.archive.org/2/items/AssembleaCostituente/AssembleaCostituenteArt.90.pdf
avvenuta durante l’assemblea costituente. La parte importante e’ a pag 5. Le ragioni per cui non si diede l’immunita’ dai reati al presidente della Repubblica.
“Probablimente le mie conoscenze in materie si sono confuse con l’iter legislativo d una legge, forse è questa che va e viene dalla camera al Senato per 3 volte. ”
No, non c’è un iter legislativo del genere nella nostra legislazione. Una legge deve essere approvata da Camera e Senato nello stesso testo per una sola volta, tranne quelle di revisione costituzionale che vanno a doppia lettura.
sono d’accordo con PiccoloKin (strabiliante
) su Salerno. Sul resto, ripeto: come già fece Ciampi, aggrapparsi al rinvio alle Camere per poi vedersela ripresentare identica non mi sembra una mossa da Che Guevara. Poi, che il gesto sia un segnale politico di importanza rilevante, non posso negarlo. Anche se alla fine è comunque inutile.
Ok mass media di m….!!
Ma prima di lanciare certe accuse, e fare figuracce colossali, non sarebbe meglio fare una ripassatina di DIRITTO COSTITUZIONALE dando un’occhiata anche alla COSTITUZIONE??
Meno male che con la RIFORMA GELMINI verrà introdotta come materia di insegnamento anche EDUCAZIONE CIVICA, vista l’IGNORANZA SOVRANA che regna in rete (e non solo).
Il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA non può essere considerato un ARBITRO che sbaglia perché tace sul LODO ALFANO, avendo come unico POTERE quello di rinviare alle Camere le leggi del Parlamento se, a suo giudizio, esse presentano un VIZIO DI COSTITUZIONALITA’.
Di conseguenza, se il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA non ravvisa VIZI DI COSTITUZIONALITA’, egli non può fare altro che firmare le LEGGI votate dal PARLAMENTO anche se tali LEGGI non gli piacciono: chiaro il concetto?
Se invece rinvia le LEGGI alle Camere, avendo ravvisato VIZI DI COSTITUZIONALITA’, il Parlamento se vuole le può (ri)approvare tali e quali e a quel punto al povero PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA non resterà altro che prenderne atto oppure rifiutarsi ancora di firmarle, aprendo così una CRISI ISTITUZIONALE che potrà essere risolta solo con l’intervento della CORTE COSTITUZIONALE.
In altre parole la COSTITUZIONE attribuisce al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA un potere di iniziativa solo sulla “forma” giuridica (costituzionale o non) e non sul “contenuto” politico delle leggi, per cui il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (e la stessa CORTE COSTITUZIONALE) può sì rinviare una legge al Parlamento ma non perché essa non gli piace o perché è stata votata da partiti ideologicamentea a lui contrari, come vorrebbero i beceri discepoli di DI PIETRO, bensì solo se vi ravvisa un VIZIO DI COSTITUZIONALITA’.
Se il CAPO DELLO STATO e la CORTE COSTITUZIONALE non eccepiscono alcun VIZIO di COSTITUZIONALITA’, le LEGGI sono LEGITTIME, a prescindere da ciò che pensano DI PIETRO, GRILLO, TRAVAGLIO, SANTORO e compagnia bella.
Accusare, come ha fatto DI PIETRO, il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA di non fare l’”arbitro”, non solo è una BOIATA PAZZESCA da un punto di vista giuridico ma è anche un’evidente manifestazione di inclinazione AUTORITARIA ed EVERSIVA dell’On DI PIETRO perché, di fatto, invita il CAPO DELLO STATO a violare la COSTITUZIONE, cioè a compiere un atto di SOVVERSIONE,non avendo il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA alcun potere in merito al CONTENUTO delle leggi approvate dal PARLAMENTO.
Anziché parlare a vanvera riempiendo la rete di stupidaggini, arricchendo ulteriormente lorsignori (mi riferisco ai MILIARDARI GRILLO, TRAVAGLIO &co), vista la scarsa conoscenza della COSTITUZIONE da parte dell’On DI PIETRO, penso che sia giunto il momento di indagare un pochettino più a fondo su come abbia fatto L’On DI PIETRO a laurearsi in meno di 3 anni a MILANO in GIURISPRUDENZA (108/110) senza nemmeno frequentare i CORSI, cosa praticamente impossibile con il vecchio ordinamento a meno che si fosse dei GENI (ma, senza offesa, non mi sembra che questo sia il caso..LOL!!).
Io sono laureato in ECONOMIA, per cui il DIRITTO non è il mio campo: ma nonostante ciò conosco la COSTITUZIONE meglio dell’On DI PIETRO (vedi sopra), a meno che lo stesso abbia recitato la parte del “sovversivo” bastian contrario al solo fine di attirare la simpatia (e i voti) del cosiddetto “popolo della RETE” (ma per fare cosa??), costituito in massima parte dai GRILLINI, ossia da COMUNISTI NOGLOBAL SOVVERSIVI, ANTICAPITALISTI e ANTIOCCIDENTE (si vedano a tale proposito i commenti deliranti nel BLOG di GRILLO, per averne conferma).
Insomma, ignoranza a parte, l’uscita fuori luogo dell’On DI PIETRO potrebbe essere anche stata una pura operazione di “marketing” per accaparrarsi i VOTI dell’estrema sinistra, sfruttando anche il fatto che, dopo le ultime elezioni, non vi sono più PARTITI di IDEOLOGIA COMUNISTA in PARLAMENTO.
D’altronde si sa:
Più VOTI = più SOLDI nelle casse del PARTITO (e, nel caso del partito ditta dell’On DI PIETRO più case da affittare al PARTITO con le tasse dei fessi contribuenti italiani…LOL!!), grazie alla vergognosa legge sul FINANZIAMENTO PUBBLICO ai PARTITI.
Ecco spiegato il motivo per cui io non credo nemmeno in DI PIETRO, come invece fate voi!
Gli altri PARTITI però almeno non fanno gli IPOCRITI fingendo di lottare contro i privilegi della CASTA, come invece fa DI PIETRO!!