Debito pubblico, una possibile soluzione
22/10/2011
Avevano promesso una soluzione stabile e duratura per domenica. Non è servito nemmeno aspettare il fine settimana per vederli fallire. Dopo oltre due anni di vertici, crollo dei mercati, ultimatum e soluzioni tecniche sempre più complicate, i leader europei non sono in grado di risolvere il problema dei debiti sovrani. E’ la finanza diabolica che non riesce a fare i coperchi alle sue pentole senza fondo, o la politica comunitaria a mostrare troppi limiti? L’indebitamento di Grecia e Italia, la crisi economica di Spagna e Portogallo sono una minaccia finanziaria per tutta Europa, sfruttarla, come ha fatto finora la Germania con l’avallo della Bce, per regolare lo storico conto con i “governi spendaccioni del Club Med” non risolve nessuno dei due problemi.
La sequenza di piani di tagli imposti alla Grecia ormai va ben oltre gli effetti depressivi sull’economia (volutamente ignorati da Ue, FMI e tutti gli altri inflessibili maestri). E’ lo stesso Stato ellenico a rischiare il collasso: legittimamente nelle piazze migliaia di persone urlano che non ne vale la pena. L’inefficacia dei piani di rientro concordati con Italia e Spagna sono un altro esempio. Ora che nell’occhio del ciclone ci sono le banche francesi, cioè di uno stato con una storia creditizia irreprensibile, sara’ possibile parlare solo di denaro senza dover dare patenti di affidabilità
La soluzione, dolorosa, ma tutto sommato semplice e’ certificare quanto dice il mercato e tagliare in maniera definitiva il valore dei vari titoli stato: 60% per la Grecia, 30% per il Portogallo e via a scendere per Italia e Spagna. Una società privata che non trova più credito concorda con i creditori una ristrutturazione. Un default pilotato, come già succede con le banche in possesso di titoli greci (perderanno oltre il 50%) e ai detentori delle obbligazioni delle banche irlandesi.
Due gli ostacoli che finora hanno impedito l’utilizzo di un meccanismo tanto diretto: non dare facili vie d’uscita a governi inadempienti e la paura degli effetti delle svalutazioni sule banche europee. Il pericolo esiste, ma fissare il valore delle obbligazioni dei Piigs darebbe stabilita ai mercati, pur nell’inevitabile calo dei listini, e per le inevitabili ricapitalizzazioni si potrà usare il fondo salva-Stati. L’effetto più importante per noi cittadini sarebbe la riduzione dello stock del debito in maniera più semplice e meno dolorosa di qualsiasi patrimoniale. Non succederà, si sceglieranno soluzioni più complesse e meno efficaci. La paura di apparire accondiscendenti verso gli altri Stati è un prezzo politicamente insopportabile per Merkel e compagnia. Un costosissimo nulla di fatto è ancora preferibile ad una responsabile e condivisa distribuzione delle perdite.












Suggeriscimi un partito da votare. Me ne basta uno. E ti prego d’indicarmi quali vantaggi porterebbe alla collettivà una volta eletto. Attendo. Grazie.
p.s. abbi la cortesia di suggerirmene uno che abbia la possbilità di raggiungere almeno il 15% delle preferenze. Inutile spiegarti il perchè.
Continuo a dire che non sceglie non può né criticare né commentare perché volutamente e in piena coscienza ha demandato agli altri ogni e qualsivoglia decisione.
Noto una spruzzatina di fascismo nel tuo discorso. Io posso eccome criticare e commentare, fino a prova contraria. Quello che invece non posso effettivamente fare è esprimere un voto che rappresenti la mia idea di politica. Suggerisimi tu un partito da votare. Io sono prontissimo a cambiare idea. Non sono per nulla dognmatico.Quoto il commento di Piadina libera.
Mi dispiace averti dato questa impressione, la quale è la più lontana dalle mie idee. Come dice Silvano, più sopra, quando uno non vota dà la vittoria ad altri. Così facendo arriva l’ultimo pirla a governare e magari non si avrà più la possibilità di votare. Condivido che è difficile fare una scelta di persone (guardando i nomi di questi politici) ma l’orientamento politico potrebbe fare la differenza.
1) Ma agli altri chi? Cli unici che posono vincere le elezioni sono il PD o il PDL. Gli altri sono i gregari per tenere in piedi il governo una volta arrivati in parlamento. Provate smentire questo e, per favore, fatelo con i numeri.
2) orientamento politico? Quale? esiste una sola ideologia a destra e a manca: soldi e profitti. Che si traducono il leggi e poltrone.
3) Fammi un nome degno del mio voto. La mia non è una crociata e non trovo per nulla divertente starmene a casa il giorno dell’elezioni. Però, se metto una croce sulla scheda, volgio essere tranquillo di avere fatto la cosa giusta.
E’ chiedere troppo? Forse si di questi tempi.
Avete mai considerato che, alla stregua di quello che ogni tanto si fa per i Paesi più massacrati del Mondo ai quali ogni tanto si annullano i “debiti”, si potrebbe risolvere tutto ELIMINANDO dal gergo e dai conti di TUTTI gli Stati la voce “debito pubblico”?
Quando i nostri lontani antenati vivevano di scambi basati sul baratto, tutte queste balle non c’erano e vivevano certamente meglio. almeno da quel punto di vista. I poveri e i ricchi c’erano sempre come adesso ma, laddove governavano persone sensate, tutti potevano vivere senza farsi troppa bile. L’economia si dovrebbe basare sostanzialmente sull’istruzione, la cultura, la formazione e il lavoro (da quello nei campi a quello dell’industria intelligente*) che impieghi tutti quelli che sono in grado di farlo
Non dico che dobbiamo tornarè totalmente a certi sistemi, ma le parole che ha pronunciato recentemente Dario Fo a “Che tempo che fa” dovrebbero indurci a riflettere e a imaginare una vera rivoluzione, che da una parte renda obsoleti quelli come Berlusconi e suoi similari (cancri delle società) e dall’altra riveda profondamente, e se del caso elimini, il sistema capitalistico.
A conti fatti, senza con questo voler asserire che quelli erano migliori, il capitalismo stà facendo danni talmente capillari e pesanti da essere paragonabile ai peggiori regimi comunisti / fascisti del passato e del presente. La Cina attuale sta addirittura viaggiando verso un insano connubio tra le due cose e ciò fa presagire seri guai ancora peggiori, anche per noi, considerando le metastasi della globalizzazione.
* Industria intelligente: quella che prevede la progettazione e la realizzazione di prodotti in quantità programmate e definite, in modo da poter convertire le proprie produzioni prima che il mercato delle prime sia saturo. Ovviamente mantenendo una minima produzione dello stesso bene allo scopo di sopperire al naturale bisogno di sostituzione in caso di dostruzione, e delle parti di ricambio per un opportuno numero di anni.
Un esempio di “mercato” che si satura è quello dell’auto.
Quindi basta anche al consumismo sfrenato e all’utopia del produrre sempre e sempre più; non ha alcun senso per molte cose. Semmai aumentiamo la produzione di grano e di pane, ma senza OGM e senza gli abusi e gli sprechi delle holdind mafiose.
E per sapere cosa è il capitalismo sostenibile bisogna ascoltare cosa dice Dario Fo? Fa altri nomi più autorevoli per piacere…
Una soluzione ci sarebbe: da domani nessuno rubi.
Semplice, no?
Oops, per un attimo ho sognato: chiedo scusa!
La soluzione è: meno accoliti come me e più persone assenate