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Daniza, la Procura di Trento apre un’inchiesta per “uccisione di animale protetto”

La Procura di Trento ha aperto un’inchiesta sulla morta dell’orsa Daniza. Le indagini sono state delegate alla sezione di polizia giudiziaria e saranno seguite personalmente dal procuratore capo di Trento Giuseppe Amato, che per la prossima settimana ha convocato un vertice tra inquirenti e rappresentanti della Provincia e del Corpo forestale incaricato della cattura dell’orsa.

 

Foto: AP Photo/LaPresse
Foto: AP Photo/LaPresse

 

L’INCHIESTA – Al momento nessuna persona risulta iscritta al registro degli indagati,  gli inquirenti hanno pochi elementi in mano e sono in attesa degl esiti dell’esame autoptico sull’animale, già eseguito all’Istituto zooprofilattico delle Venezie. Il reato ipotizzato è quello di uccisione di animale protetto: nel caso in cui vi fosse la mancanza di dolo, ovvero la volontà di uccidere, la pena andrebbe da uno a sei mesi. Per quanto riguarda i cuccioli dell’orso, l’ipotesi di reato potrebbe essere quello di maltrattamento di animale. Nel frattempo bisognerà valutare la loro reale capacità di sopravvivere senza la madre. Il presidente della provincia di Trento Ugo Rossi ha affermato che se dovessero emergere responsabilità penali si dimetterebbe.

 

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ATTIMI DI TENSIONE A PINZOLO, MA NESSUN INCIDENTE – Nella giornata di ieri circa 200 persone hanno preso parte al corteo di Pinzolo (Val Rendena, in Trentino) in cui gli animalisti hanno chiesto “Giustizia per Daniza”, come recitavano alcuni dei cartelloni. Si è registrato qualche acceso scambio di insulti tra gli animalisti e alcuni residenti. «È volata solo qualche parola di troppo», ha spiegato il Questore Giorgio Iacobone. Alcuni attimi di tensione quindi, ma non sono avvenuti incidenti.

 

 

SI MANIFESTA ANCHE A ROMA – Nel frattempo a Roma una ventina di associazioni animaliste si sono trovate davanti al ministero dell’ambiente e  chiedono le dimissioni del presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi e «un incontro urgentissimo al ministro Galletti, perchè ci sono due cuccioli da salvare che non può dimenticare». Per Walter Caporale, presidente dell’associazione animalisti italiani «Il silenzio del ministro non è accettabile, nè sulla morte di Daniza nè sulla sorte dei due cuccioli». Anche Gianluca Felicetti della Lav è della stessa idea «Il provvedimento più urgente riguarda la sorte dei due cuccioli per i quali chiediamo che vengano lasciati nel loro ambiente naturale sotto la tutela del Corpo Forestale. Inoltre, vogliamo che il ministro Galletti non si limiti a chiedere informazione ma avvii un’indagine autonoma sulla morte di Daniza».

(Photocredit: AP Photo / LaPresse & Edoardo di Gennaro /Giornalettismo)