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Chiara Ferragni, la blogger da otto milioni di dollari

L’Internet italiano – e non solo – la conosce per essere il volto di The Blonde Salad, uno dei fashion blog più popolari del mondo, visitato da tutti coloro che vogliono tenersi aggiornati sulle ultime tendenze della moda o da chi è in cerca di ispirazione per i propri outfit. Ma Chiara Ferragni – che ha iniziato la sua avventura da fashion blogger nel 2009, quando era studentessa di Giurisprudenza alla Bocconi di Milano – è riuscita nella non facile impresa di far impallidire i numeri colleghi statunitensi, arrivando a guadagnare qualcosa come otto milioni di dollari all’anno e diventando un “fenomeno” che va ben oltre la sua cliccatissima pagina web. Basti pensare, ad esempio, che la scorsa primavera è stata addirittura “Simpsonizzata” da Matt Groening in persona: un “onore” che, solitamente, viene riservato ai grandi personaggi globali.

Federico Ferramola/LaPresse
Federico Ferramola/LaPresse

IL «FENOMENO» FERRAGNI – A raccontare il successo di Chiara Ferragni è il sito statunitense Co.Design che spiega come la ventisettenne cremonese sia riuscita nel corso di pochi anni a trasformare il suo blog in un business da milioni di dollari, che l’ha portata non solo a diventare uno dei volti di Guess, ma anche ad apparire in veste di giudice a Project Runway, il popolare talent show americano dedicato agli stilisti. Business of Fashion, uno dei più importanti siti web che si occupano del mondo della moda, l’ha definita «una delle personalità più influenti nella moda internazionale», pronta a presenziare a tutte le più importanti kermesse dell’anno, da Cannes alle première dei film più attesi.

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DA UN BLOG A OTTO MILIONI DI DOLLARI – Ma qual è il segreto del successo di Chiara? E soprattutto: può un blog riuscire a farti guadagnare otto milioni di dollari? In realtà, spiega Carey Dunne Co.Design, The Blonde Salad rappresenta “solo” il 30% dei suoi introiti: il resto arrivano dalle partnership e, sopratutto, dalla linea di moda che porta il suo nome, lanciata un anno fa. Scrive la Dunne:

Forse più dei suoi concorrenti, Ferragni ha trasformato il suo blog in un vero e proprio brand globale. Ha usato la propria popolarità come base per lanciare la sua carriera di stilista e modella. Il suo sito fa solo il 30% dei ricavi, la pubblicità e le partnership con gli altri brand portano un altro 20% e le collaborazioni con gli stilisti le fruttano il  1o%. Chiara Ferragni Collection, la sua linea di calzature, costituisce da sola il 70% dei suoi introiti, come spiega WWD. Lanciata nell’autunno del 2013 grazie all’investimento di un milione di euro da parte di un imprenditore italiano, la sua collezione di scarpe che costano tra i 220 e i 500 dollari oggi sono vendute in 200 negozi di 25 paesi. Una collaborazione che lei stessa ha creato con Steve Madden le ha fatto vendere 16.000 paia di scarpe in nelle prime due settimane di vendite. Ora, più che una blogger, è una donna d’affari.

 

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LA SUA VITA IN DIRETTA  – E il blog? The Blonde Salad continua a essere la sua vetrina, più che uno strumento per fare soldi. Scrive ancora la Dunne:

Il blog continua a essere visitatissimo, ma lei è meno occupata a usarlo come fonte di guadagno: lo usa come uno strumento di marketing e di branding. E la sua presenza sui social media – il suo account Instagram conta quasi 2,8 milioni di follower e ne guadagna di nuovi a migliaia ogni giorno – continuano ad aumentare la sua fama e, in molto casi, le fannoarrivare qualche extra. Ogni giorno pubblica una foto che mostra come è vestita, insieme a qualche dramma personale (lo scorso giugno la fine della storia con il suo fidanzato le ha fatto superare il milione di follower) e la gente può seguirla «praticamente in diretta», come lei stessa ha detto a WWD. I Brand la invitano per presentare eventi, o la pagano per pubblicizzare su Instagram determinati prodotti.

CHIARA FERRAGNI, UN’ANOMALIA – Ma Carey Dunne definisce Chiara Ferragni «un’anomalia», dal momento che non tutte le fashion blogger raggiungono queste vette e per questo conclude con un monito: «Nonostante il suo successo, gli aspiranti style blogger che sognano di seguire le orme della Ferragni dovrebbero essere abbastanza saggi da non mollare la facoltà di legge: lei è un caso fuori dal comune, non la norma».

(Photocredit copertina: Gian Mattia D’Alberto/LaPresse)