Lui: “Via che? Candoni?”. Io: “Sì, non la conosce?”. Lui: “No, mi dispiace”. Io: “E’ quella dove stanno gli zingari!”. Lui: “Ahhhhh, come no! Prendi qui a sinistra e poi a destra”. Io: “Grazie, ma lei non sapeva nulla dell’incendio?”. Lui: “No, gli hanno dato fuoco? Strano”. Io: “Perché?”. Lui: “Avremmo sentito la puzza, ahahah”.
Via Candoni, Roma, Magliana, vicino all’ospedale. Dice Repubblica: “In questo campo regolare abitano circa 600 nomadi, equamente divisi tra bosniaci, che si sono insediati nel 1992 dopo la guerra in Jugoslavia, e romeni. Vivono in container più che dignitosi, hanno acqua e luce, e tante parabole per la tv satellitare. Il censimento finora li ha solo sfiorati: lunedì scorso la Croce Rossa ha identificato i nomadi irregolari che si sono insediati in un canneto poco distante da qui”. Tutto tranquillo. Cioè, per modo di dire: Ansa, 6 e 45: “Un vasto incendio si è sviluppato nella notte nel campo nomadi di via Candoni alla Magliana, alla periferia di Roma”. Ma ecco, subito, 13 minuti dopo: “La polizia scientifica e i vigili del fuoco effettueranno stamani un sopralluogo per completare i rilievi scientifici che possano escludere definitivamente l’ipotesi che a originare l’incendio di sterpaglie che circondano il campo nomadi di via Candoni a Roma sia stata una molotov”.
CI SIAMO QUASI STUPITI! - E’ uno di quei casi rari in cui le indagini si aprono e si chiudono in un attimo. Ieri notte tutta la collinetta sovrastante il campo è andata a fuoco. C’è un testimone. Secondo la Polizia, questi prima parla di un lancio da parte di qualcuno delle famose “bombe a benzina” che ci vuole relativamente poco a fabbricare, e quindi fa adombrare l’ipotesi di un attacco razzista. Poi ritratta. Ma forse i Rom non leggono le agenzie. Di sicuro i giornalisti riportano le parole dei rom senza leggerle nemmeno loro: “«Dicono che sono stati degli italiani». Lo afferma Mioara Miclescu, abitante del campo nomade di via Candoni, dove ieri notte si è verificato un incendio, forse causato dal lancio di una bottiglia incendiaria”. Bottiglia incendiaria, dice l’Ansa? La notizia comincia a diffondersi, anche se a quell’ora le redazioni dei gornali sono vuote. Ma qualcuno di sveglio a quell’ora già c’è. Per modo di dire.
FERMATE LE ROTATIVE - Alle 9 e 03 l’Ansa dà la notizia: c’è un indagato per procurato allarme. Intanto la Digos è andata a fare il proprio dovere: durante un nuovo sopralluogo, ormai quasi concluso, nella zona che lambisce il campo nomadi di via Candoni a Roma, interessata da un incendio la scorsa notte, la polizia non ha rilevato “nessun tipo di traccia dolosa. Gli investigatori della Digos della scientifica sono tornati nel luogo dove ieri sera si è sviluppato l’incendio alla ricerca di un qualsiasi dettaglio che potesse confermare o smentire le prime allarmanti notizie che facevano riferimento ad un lancio di bottiglie incendiarie”. Insomma, ce lo dicono chiaro e tondo: “è arrivata la conferma che nessuno ha appiccato volontariamente le fiamme nelle sterpaglie che circondano il campo rom”. Dimenticavo: le agenzie ci fanno sapere che Gianni Alemanno in persona si è
recato verso la mezzanotte al campo rom. L’istituzione è pronta e solerte, la politica legalitaria ma anche tollerante.
ACHTUNG! BANDITEN - Nel caso non si fosse capito, la polizia ribadisce alle 10: nessuna traccia dolosa. E i rom confermano: nessuno ha visto molotov all’azione. Il denunciato è un lavoratore dell’Arci, e dopo qualche minuto arriva anche l’associazione a parlare: “«Il nostro operatore che era in servizio al campo di Via Candoni, ha chiamato il 113 limitandosi a segnalare la presenza di fiamme, non ha parlato di molotov», afferma il dirigente dell’Arci Solidarietà, Sergio Giovagnoli, giunto pochi minuti fa al campo nomadi di Via Candoni, alla periferia di Roma, dove ieri notte è scoppiato un incendio. «L’operatore, che ha 45 anni e una lunga esperienza alle spalle - prosegue Giovagnoli - ci ha raccontato che alla vista delle fiamme ha immediatamente chiamato dal suo telefono aziendale il 113»”. Siamo quasi al giallo. O al manicomio. “«Dopo circa 20 minuti ha richiamato il numero d’emergenza della polizia perché non erano ancora arrivati i vigili del fuoco». Secondo quanto racconta Giovagnoli «a quel punto il 113 ha chiesto al nostro operatore anche un recapito telefonico e lui, non ricordandosi a memoria il numero aziendale, ha dato alla polizia quello personale». La telefonata arrivata al 113 nella quale si parlava di italiani e del lancio di molotov, secondo quanto si apprende, sarebbe partita proprio dal cellulare personale dell’operatore dell’Arci. «Ma -spiega Giovagnoli- lui nega recisamente questa circostanza»”.
E’ SUCCESSO QUALCOSA? - Ebbene, credetemi: nella redazione di un certo giornale si è passata qualche ora a cambiare il titolo (e, via via, l’importanza) di questa notizia tra una cosa del tipo: “Incendio in un campo rom, Magliana come Ponticelli” e un altro molto più sobrio. Nel frattempo, fa comprendere bene la situazione a metà tra il comico e il tragico questo scambio di commenti fra utenti apparso su Repubblica:
In quel campo, c’è una vera e propria centrale organizzativa di furti. Quella zona è funestata da reati di ogni genere ad opera di queste persone. Domandatelo ai conducenti dell’ATAC… testimoni di furti continui nel loro deposito vetture. Domandatelo ai conducenti di Tr…
In quel campo nomadi è abitudine rimuovere la guaina dei cavi di rame (per poi rivenderlo al mercato nero) con il fuoco (chiedete a Telecom se sono oggetti di furti di questo tipo) e considerando che si tratta di area con sterpaglie e vegetazione secca non mi stuperei se la causa fosse propri…
se è per quello, anche lungo via del Corso, quasi a metà strada tra Piazza del Popolo e Piazza Venezia…palazzo Chigi mi sembra si chiami…domandatelo ai cittadini italiani…

























complimentacci
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
Lui: "Via che? Candoni?". Io: "Sì, non la conosce?". Lui: "No, mi dispiace". Io: "E’ quella dove stanno gli zingari!". Lui: "Ahhhhh, come no! Prendi qui a sinistra e poi a destra". Io: "Grazie, m…
Molotov al campo rom della Magliana? Una bufala…
Lui: “Via che? Candoni?”. Io: “Sì, non la conosce?”. Lui: “No, mi dispiace”. Io: “E’ quella dove stanno gli zingari!”. Lui: “Ahhhhh, come no! Prendi qui a sinistra e poi a destra”. Io: “Grazie, ma lei non sapeva nulla dell’incendio?” Lui…