Da Cossiga all’arcivescovo Fisichella, dalle sorelle Bruni alla senatrice leghista di Lampedusa ciascuno prova ad aggiustarsi il nostro povero Paese secondo gusto e necessità
Alfio Caruso, giornalista e scrittore, tiene la rubrica settimanale “Se lo sapesse Indro..”. Il suo ultimo libro è “Willy Melodia”
Che felice Paese il nostro. Ciascuno se l’aggiusta a misura del proprio comodo con la sicumera di stare dalla parte della ragione.
COSSIGA, IL TERORRISMO E LE STRAGI – Volete, forse, dare torto all’ex presidente della Repubblica
Cossiga quando ammette di aver inviato una lettera alle autorità brasiliane in cui sostiene che gli omicidi commessi da Cesare Battisti vanno inseriti nello scontro armato dilaniante l’Italia in quel periodo? E chi se ne frega se tale affermazione diventa uno dei cardini sui quali poggia il rifiuto del Brasile di estradare il feroce assassino? Questa lettera diventa l’estrema offesa a quelle povere vittime morte per aver creduto in uno Stato all’epoca rappresentato proprio da Cossiga. Il quale ogni volta ci deve convincere di essere il meglio figo del bigoncio, il più intelligente, il più scafato, il più informato. Eppure da ministro dell’Interno non riuscì prima a proteggere il suo maestro, Moro, poi a liberarlo senza accorgersi che la P2 gli aveva inquinato tutti i super organismi preposti al caso. Da capo del Governo si fece prima abbattere il DC 9 su Ustica poi saltare per aria la stazione di Bologna, e ancora oggi le due stragi sono senza colpevoli veri. Da presidente della Repubblica, e quindi del Csm, consentì alla setta dei giudici di umiliare Falcone, accusato, a secondo della convenienza, di essere o troppo amico dei comunisti o troppo amico dei socialisti. Ecco l’uomo che per soddisfare la propria brama di protagonismo ha contribuito a evitare che un sanguinario bandito sconti la giusta pena.
LA REPUBBLICA DEL VATICANO – Volete forse dar torto all’arcivescovo Rino Fisichella, verboso e pensoso esponente di una Chiesa abituata a trattare l’Italia come lo zerbino di casa, quando se la prende con la sacrosanta decisione di Obama di lasciare alle donne l’ultima parola sull’aborto? Uso a interloquire in ogni decisione del nostro Stato, benché non le competa, il Vaticano ha dato libero sfogo a una profonda intolleranza nei confronti del presidente statunitense. L’aver egli sposato il diritto di scelta viene bollato come “l’arroganza di chi si crede nel giusto e pensa di poter decidere della vita e della morte“. Sembra la più calzante definizione dei comportamenti adottati negli ultimi anni dalle gerarchie ecclesiastiche nei confronti dell’Italia e degli italiani. Dall’eutanasia alla fecondazione eterologa, dall’aborto all’uso delle staminali non esiste campo scientifico nel quale la Chiesa non pensi d’imporre la propria vision
e. E qui non conta se sia giusta o sbagliata, conta che la pretesa è fuori da ogni ordinamento, da ogni diritto. Accadeva già con il pontificato di Wojtyla, è diventata una cattiva norma con Ratzinger, sempre più dominato da visioni oscurantiste e attraversato da crescenti pulsioni antisemite.
LA LEGHISTA DI LAMPEDUSA - Volete forse dar torto alla senatrice Angela Maraventano, siciliana di Lampedusa, che grazie a una stupefacente vena leghista è stata catapultata, a sua insaputa, nel Senato? Come dimenticare il ritorno nell’isolotto, dopo la sconcertante elezione, quando gridò “Lampedusa libera“. Ma libera da che cosa? Da domenica forse lo sappiamo: da lei. I compaesani, che l’avevano accolta a guisa di novella Giovanna d’Arco, hanno costretto la polizia a scortarla per evitare che agli insulti, agli sfottò, agli inviti di andare in Padania si accoppiassero più energiche manifestazioni di malcontento. In un empito di generosità, la senatrice Maraventano ha annunciato di perdonare i contestatori, si è detta sicura che un giorno capiranno. E se avessero già capito?
LE SORELLE SULLA RIVE GAUCHE - Volete forse dar torto alle sorelle Bruni, rifugiatesi in Francia per sfuggire al clima soffocante di un’Italia funestata dai sequestri di persona, dalla violenza politica, dall’incertezza del vivere quotidiano, e oggi paladine e protettrici dei personaggi dai quali i soldi di papà li avevano messi al sicuro? E’ così chic battersi per le buone cause antiborghesi fra la rive gauche e l’Eliseo e se quei pezzenti d’italiani, che mai escono dai loro confini, se la prendono perché qualche ergastolano sfugge in tal modo alla galera, peggio per loro.
























Condivido frase per frase, tutto-tutto ma proprio tutto, gran bel pezzo.
A proposito dei “cugini” francesi ed il loro “terrorimo” ecco un link
http://flanagens.blogspot.com/2009/01/francia-terrorismo-o-tragicommedia.html