Il vento del nord che scioglie le nebbie spazza via le lottizzazioni e il familismo in voga ai tempi della Democrazia Cristiana. Ora, a vegliare sul futuro della Padania e dell’Italia, c’è la premiata ditta Bossi & figlio

C’erano una volta i democristiani: Piccoli, Storti e Malfatti. Comandavano l’Italia con il pugno di latta nel guanto di lanetta. Fanfani, Rumor, Colombo: erano soldati e generali della Balena Bianca. Avevano occupato le istituzioni, le banche, le imprese pubbliche. Costruivano clientele e si mangiavano tutto. Infatti li chiamavamo i forchettoni. Poi arrivarono anche i socialisti e il confine della decenza fu solennemente varcato.
Ma all’inizio degli anni ‘90, dalle brume nebbiose ed operose delle valli del Veneto e della Lombardia è arrivata la razza padana guidata dal suo leader Bossi: Umberto I, l’imperatore dei Celti. La musica da allora è cambiata. Via gli arrivisti, i corrotti, i lottizzatori, le clientele, la corsa alle poltrone, i posti assegnati a parenti e amici, tutti svaniti come la nebbia al sole. Basta con Roma ladrona. Basta, adesso tocca a noi! L’aria nuova s’è vista subito con la maxitangente Enimont per Umberto Bossi e Alessandro Patelli. Poi c’è stato l’antico rito celtico dello “scambio delle mogli“, quelle dei deputati Ballaman e Balocchi, assunte nei rispettivi staff a spese del contribuente. Poi l’infaticabile Corrado Callegari che da anni fa il doppio lavoro (e doppio stipendio, circa 30 mila euro mensili): parlamentare e di amministratore unico di Veneto Agricoltura.
E poi l’aria si è fatta vento: parlamentari, amministratori locali, portaborse, bancari e banchieri, dirigenti Rai, amministratori Alitalia. Un vento impetuoso che ha spazzato via la nebbia da Malpensa, e che si è fatto uragano per l’Expo 2015. Il condottiero Umberto I alla conquista della Fiera di Milano. La presidenza della Fondazione Fiera, la vera cassaforte del gruppo, dove ora c’è Luigi Roth, un fedelissimo del Governatore Formigoni. Un democristiano, insomma. Mentre il condottiero lì vuole sieda un vero padano. Per questo ha fondato l’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo. L’assessore regionale Davide Boni dice che serve a garantire che in Fiera le cose vadano tutte nel senso giusto: “Interverremo nei procedimenti di nomina degli amministratori: siamo un partito con una classe politica e amministrativa di tutto rispetto, è arrivato il momento di fare grandi cose”.
Per fare grandi cose servono proprio dei veri padani: intelligenti, coraggiosi, fidati. L’Imperatore Umberto I dispone di uomini di indubbia intelligenza e di cui si fida come di se stesso: Maroni, Calderoli, Borghezio, Pippo, Pluto, Paperino. Altro che i forchettoni democristiani: gente così non si vedeva dai tempi di Franceschiello di Borbone. Ma lui guarda sempre avanti, lui è più oltre. Per l’Osservatorio ci vuole il meglio: uno con talento, classe, cultura. Un vero cavallo di razza padana, anzi un delfino, anzi una trota: suo figlio Renzo Bossi. Giovanissimo, ma già esperto e navigato: partecipa da tempo ai vertici ristretti a Palazzo Grazioli, fianco a fianco al padre e a Berlusconi. Le scelte fondamentali di quei vertici partono dal cervello di Renzo. E si vede.
Insomma, Renzo Bossi, il piezz’ e’ core, il delfino, la trota dell’Imperatore Umberto I, ha le carte in regola, è uno dei più grandi geni padani. Uno più oltre, talmente più oltre che, come tutti i geni, non è compreso dai suoi contemporanei. Per questo, è stato bocciato alla maturità nel 2007 in un liceo di Varese. Per questo l’anno dopo si è ripresentato a Tradate, in un istituto religioso privato, con una tesina straordinaria su Carlo Cattaneo, in cui pare si sostenesse che Dio c’è e vota Lega, è stato bocciato una seconda volta all’esame di maturità, scatenando il ricorso al TAR del padre-imperatore e la sua ira funesta contro gli insegnati “terroni“.
Ma siccome geni si nasce e trote si diventa, e i geni sono sempre incompresi, e infine non c’è due senza tre, Renzino è stato bocciato una terza volta. Ma questo non mette in discussione il suo indubbio valore. Renzo la maturità e l’esperienza ce l’ha nel sangue: la maturità del delfino (anche se con lo sguardo da trota) e quindi non gli servono esami. Anche perché, come dicono i suoi amici su Facebook, “Dopo il Tar la Corte di Cassazione. Nessuno è maturo fino alla sentenza definitiva“. E lui è il figlio del vento del nord che tutto cambia, il piezz ‘e core dell’imperatore Umberto I. Non è mica figlio di un forchettone democristiano: loro ai vertici con Kissinger, con Nenni o con Malagodi non portavano i figli, ma solo una forchetta nascosta sotto la giacca.
Quindi Renzino, non ti curar di loro, ma guarda e passa (ricordati che non è un canto celtico, ma un passo della Divina Commedia). Vai all’Osservatorio, fai il tuo dovere di padano: vigila sulla futura maxi trota (pardon, torta) di appalti per l’Expo 2015. Pensa a Cattaneo, alla mamma e al futuro della Padania e dell’Italia. Non ti servono esami. E vedi di tenerti pronto: in barba a tutti gli invidiosi che ironizzano su di te, grazie alla logica meritocratica padana che spazza via la nebbia democristiana dalle valli del Veneto e della Lombardia, sei ormai maturo per diventare Presidente. Qualcosa si troverà. O forse ancora meglio: Ministro della Pubblica Istruzione.
Buon tutto!






















no comment
No, no..Comment, comment!
Che tristezza e poi hanno il coraggio di dire Roma Ladrona… e la gente gli crede pure!
@testsuo:
Sì, ci vuole coraggio. Certe cose sono lampanti ed evidenti, e chissà fino a quando la gente farà (e non è la prima volta) finta di non vederle…
^_^
spiritosissimo post
l’ unica precisazione cui tengo è che i forchettoni al sud apparvero non durante, ma “dopo”il regno si SM Francesco II di Borbone
quando raziarono ricchezze materiali e spirituali di un regno e di un Re il cui non trascurabile difetto era di non essere un gendarme altrettanto valido rispetto ai Savoia nel garantire ai forchettoni di “appizare” ed ai “forchettati” di subire
controlla che non ci sia gente troppo intelligente…
Renzo, il pinocchio nuovo di zecca!
Ha la testa dura come il legno…l’asinello! e il legno ha il suo umore: quanto più è secco, più arde; quanto più è “VERDE”, lacrima e fuma…eh si!
Grande comicomix!
Vorrà dire che faremo tutti un corso per sperimentare la lingua parlata da Renzo: IO IO IO IO
:-
Grande, come sempre!
@pio borbonico:
Grazie! (anche per la precisazione…^_^)
@Nicola andrucci:
Uhm.. mi sa che controlla che ci mettano gente “fidata” per spartirsi la torta dell’Expo 2015
@Lucia:
Forse è per questo che dice sempre: Teng Dur…dur come il legno? ^_^
@SigPar:
Grazie…IO Io IO IO
Bossi ha fatto quello che qualsiasi Padre avrebbe fatto.
In Italia siamo abituati a veramente molto ma molto ma molto di peggio.
Saluti cordiali
preferisco non commentare sono davvero avvilita……..siamo scesi troppo in basso governati da ignoranti e incompetenti……..Che peccato non vedo futuro per l’Italia
Ma veramente qualcuno si aspettava qualcosa di diverso? Tale Bossi tale partito! Tale padre tale figlio!
Sarebbe interessante sapere con quale qualifica la trota è stata assunta possedendo solo la licenza media inferiore! Ma si sà, da noi il titolo massimo è essere figlio di tale popò di padre!
@roberto:
Vale la pena di spendere due parole in più per il tuo commento: Francamente non sono affatto d’accordo.
Ma che signfica “Qualunque padre l’avrebbe fatto?” Prima di tutto, non è vero: Non mi risulta (e mi costa fatica scriverlo) che tutti gli uomini politici facciano far carriera ai loro figli in politca ( a parte se siano o meno degni di farla, ma questo è un altro discorso)
Secondo: se diamo per scontato che l’unica regola che conta in questo paese è il familismo amorale, anzi lo troviamo “naturale” poi non ci stupiamo se viviamo in una società “bloccata” dove il telnto non conta nulla. E non ci meravigliamo della nostra decadenza. Non servirà a quel punto nulla: federalismo, liberismo, socialismo, o qualsiasi altro ismo: resteremo una società arcaica e tagliata fuori da tutto: un Italietta (padanietta) da 4 soldi.
Io sono pluri padre, e voglio molto molto bene ai miei figli. Ma per il loro bene e per quello del mio paese, voglio che facciano la LORO strada, in base a cosa sanno fare e cosa riserverà loro la vita.
@Rosamaria:
Io invece lo vedo: se all’avilimento sostituiamo l’indignazione e poi la partecipazione.
@marfugo:
Io sì. MI aspetto sempre di meglio…sennò è finita.
@tutti:
Qui è in agguato un’altra bocciatura. Dopo il TAR c’è il Consiglio di Stato, non la Cassazione.
\” Bossi ha fatto quello che qualsiasi Padre avrebbe fatto\”.
Ma il sig.bossi non era quello di Roma ladrona? quello che sbavava contro il clientelismo del sud? quello che predicava contro la corruzione degli altri partiti sostenendo che solo la lega era dura e pura? E\’ lui o non è lui? Se è lui vuol dire che era perfettamente uguale agli altri, l\’unica cosa che distingueva bossi dagli altri: non era ancora un \”potente della politica\”.
Questo ancora non è niente. Se continueranno a governare(anche se mi auguro di no) diventeranno
sempre più simili agli odiati \”Roma ladrona. @ roberto:conosci qualcuno che dopo che gli hanno bocciato il figlio sia ricorso al Tar?
a pnsarci caligola non era tanto pazzo se nominò senatore il suo cavallo visto che gli immaturi diventano osservatori di che?
@fritolin:
Per ora non l’hanno assunto, lo hanno nominato…Il resto verrà da se!
@Roberto Arzuffi:
Bisognerà dirlo al gruppo amici di renzo bossi su Facebook..Lo slogan è loro! ^_^
E comunque, nessuno di loro partecipa ai vertici a Palazzo Grazioli con Berlusconi…essere ignoranti non è grave, si può correggere. Essere arroganti invece è uan malattia incurabile…;-)
@zorro:
Ecco, questo è il punto. Ma giustamente, c’è chi preferisce parlar d’altro. Grazie
@Mario:
In effetti è una figura che andrebbe rivalutata. Come Nerone.
tant’è, certi elettori di destra sono ormai convinti che anche gli asini volano…
io,l’ho sempre detto,ma ci fate caso.che quelli della lega ora vestono le firme ,e indossano il doppio petto?da qui,si vede quanto rende la politica in relazione alla fortuna finanziaria…
roma ladrona….si ma è più esatto dire….
pecunia non olet.
Il fatto è che Bossi tuonava quando i figli erano piccoli ed il problema del lavoro era lontano.
Ora si è accorto che per i giovani si spalancano le porte del precariato, di cui è complice, perchè oltre alle sue str….te non gli importa niente di ciò di cui ha bisogno il paese ed i ragazzi di oggi.
Visto che il ragazzo partirebbe svantaggiato (ha perso tre anni rispetto ai suoi coetanei e qualunque datore di lavoro, leggendo il suo curriculum, sarebbe imbarazzato anche a dirgli \\\”le faremo sapere\\\”), allora gli ha creato un ruolo su misura.
Potrei capire (non assolvere)il genitore amoroso, ma un politico che non usa il suo potere per aprire le porte del lavoro a tanti giovani di buona volontà ti spinge solo ad usare le parolacce!
…….Signur…ma conoscendo la meritocrazia del Bossi (padre)….sempre vissuto alle spalle degli altri famigliari/amici….prima di avere la botta di culo, di trovare tanti somari pronti ad ascoltare i suoi ragli…ed eleggerlo senatore…solo se fosse incoerente, con il suo sistema del vissuto, sino ai 45 e passa anni, darebbe un calcio in culo al suo erede ragliante…..perciò nella logica della sua coerenza, perché??? far aspettare l’erede somaro sino ai 45 anni…. quando si ha la possibilità di fargli mangiare la biada molto prima????
[...] Il 7 giugno ha pronunciato il suo primo discorso a Pontida, davanti a 60mila militanti. Da gennaio siede alla presidenza nientepopodimeno che all’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia delle Fiere [...]
[...] di strano. Il fatto però che il buon Renzo, denominato dal padre “trota”, diventerà il presidente dell’Osservatorio sulla trasparenza ed efficacia del sistema fieristico lombardo cambia le cose. Ma ce la farà [...]