di Federico Accentosvedese (Federico Accentosvedese)
postato alle 13:08 del 7 Aprile 2008 in InterniTorna alla home

Un cronista coraggioso segue la Ferrara tris. Ecco la sua cronaca “moderna”, a cavallo fra twitter e gli sms.

Qualche giorno fa Giuliano Ferrara ha tenuto un comizio elettorale a Ferrara (scopa!), organizzato all’Hotel Ferrara (tris. Vado per una!). E l’evento era talmente imperdibile che, nonostante l’altissimo rischio di blocchi digestivi ad oltranza causati da ciò che avrei sentito dire in quella sede, non ho resistito e sono andato, prendendomi pure il lusso di documentare tutto accuratamente tramite sms inviati a raffica ad un imprecisato numero di telefono. Nuda e cruda, ecco la cronaca in 160 caratteri di una giornata particolare:

Ore 10 e 30: Giulianone ha deciso che parlerà nella sala congressi. Paura del contatto con la folla o semplicemente volontà di usufruire del buffet gentilmente offerto dalla casa? -
Ore 10 e 32: Arrivato in loco. Mi hanno fatto entrare. E non è poco. -
Ore 10 e 45: Ad un quarto d’ora dal teorico orario di inizio non c’è ancora un’anima viva. È un buon segno. Sarà sicuramente un trionfo. Operazione Trionfo. -
Ore 10 e 46: Non ho nemmeno la fotocamera per immortalare il momento, è un segno del destino. Forse devo uscire perché non mi sento all’altezza della situazione. -
Ore 10 e 50: Provo a calarmi nella parte, non so se ce la farò a reggere. -
Ore 10 e 51: Non demordo e resto, anche se mi costerà molto in termini di sofferenza psicofisica. -
Ore 11: Dovrebbe iniziare ma non c’è ombra di essere vivente in sala. C’è tempo per una pausa caffè, in barba alla moratoria. -
Ore 11 e 10: Rientro più tonico che mai e trovo persone(?) che attaccano manifesti. La situazione si sta facendo parecchio ingarbugliata. -
Ore 11 e 14: Voci di corridoio dicono che Giulianone arriverà intorno alle 11 e 30; applausi a scena aperta e scene di giubilo in sala. -
Ore 11 e 15: Fuori ci sono anarchici che distribuiscono materiale ma niente clima di tensione. Giustamente la città di Ferrara non prende sul serio Ferrara. -
Ore 11 e 20: Mi siedo vicino ad una finestra, pronto alla fuga nel caso la situazione precipiti.
Ore 11 e 21: Mi hanno già sgamato. Una signora dell’organizzazione mi ha chiesto se sono un giornalista, ed io non ho saputo come rispondere. Tremarella. -
Ore 11 e 22: Ho recuperato tutta la mia arroganza e mi sono dichiarato blogger. Lei è perplessa ma tutto fila liscio. -
Ore 11 e 24: Prime polemiche e divisioni tra i pochi presenti. Qualcuno non riesce a spiegarsi come possano essere sepolti i feti. La signora di prima dice la sua e termina immediatamente la polemica. Peccato, speravo di veder volare stracci. -
Ore 11 e 28: Guardo fuori dalla finestra e vedo un perfetto sosia di Alexi Lalas: altro chiaro segno del destino. Infatti Ferrara arriva, anche se avrei preferito il vero Alexi Lalas. Almeno ne sa di musica ed è divertente da vedere. -
Ore 11 e 29: Flash dei fotografi, ma io non scendo. Ho paura che non mi facciano più rientrare. -
Ore 11 e 30: Scatto d’orgoglio: scendo a vederlo e resto deluso. Me lo immaginavo un pochino più corpulento. -
Ore 11 e 35: Ha i capelli palesemente tinti ma almeno oggi sulla giacca non ha la Forfora della Liberta. -
Ore 11 e 41: Sale a fatica ed ordina subito di occupare i posti davanti “per riempire di più”. Non gli darò mai questa soddisfazione. 25 persone, ed io che con grande arroganza mi sistemo dietro. -
Ore 11 e 43: Mi chiedono di spostarmi perché “sennò la sala sembra vuota”. Rispondo piccato e non mi muovo di un centimetro. -
Ore 11 e 44: Telecamere in sala. Se per caso mi inquadrano è la fine della mia vita sociale. -
Ore 11 e 45: Da non crederci: qualcuno dei presenti lamenta il boicottaggio da parte dei media. No comment. -
Ore 11 e 47: Mi sembra di sentire i Manowar in sottofondo, ma è solo un’impressione. -
Ore 11 e 48: Super gag: “Qui tre Ferrara in uno”. L’ho capita dopo venti minuti. Ma, si sa, il Molto Intelligente è uno solo.
Ore 11 e 49: “Ce la caviamo rapidamente e bene, che siamo pochi”. Il Molto Intelligente è consapevole del flop e lo affronta con dignità, sempre che abbia senso associare i termini “Giuliano Ferrara” e “dignità“. -
Ore 11 e 50: Si è autodefinito una persona normale. I miei dubbi in merito rimangono, ma fingo di credergli. -
Ore 11 e 51: “La mamma di tutti i programmi”. Umorismo di classe per un uomo che ha fatto della classe una ragione di vita. -

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