Interni

Vittimismi d’artificio

7 aprile 2008

Un cronista coraggioso segue la Ferrara tris. Ecco la sua cronaca “moderna”, a cavallo fra twitter e gli sms.

Qualche giorno fa Giuliano Ferrara ha tenuto un comizio elettorale a Ferrara (scopa!), organizzato all’Hotel Ferrara (tris. Vado per una!). E l’evento era talmente imperdibile che, nonostante l’altissimo rischio di blocchi digestivi ad oltranza causati da ciò che avrei sentito dire in quella sede, non ho resistito e sono andato, prendendomi pure il lusso di documentare tutto accuratamente tramite sms inviati a raffica ad un imprecisato numero di telefono. Nuda e cruda, ecco la cronaca in 160 caratteri di una giornata particolare:

Ore 10 e 30: Giulianone ha deciso che parlerà nella sala congressi. Paura del contatto con la folla o semplicemente volontà di usufruire del buffet gentilmente offerto dalla casa? -
Ore 10 e 32: Arrivato in loco. Mi hanno fatto entrare. E non è poco. -
Ore 10 e 45: Ad un quarto d’ora dal teorico orario di inizio non c’è ancora un’anima viva. È un buon segno. Sarà sicuramente un trionfo. Operazione Trionfo. -
Ore 10 e 46: Non ho nemmeno la fotocamera per immortalare il momento, è un segno del destino. Forse devo uscire perché non mi sento all’altezza della situazione. -
Ore 10 e 50: Provo a calarmi nella parte, non so se ce la farò a reggere. -
Ore 10 e 51: Non demordo e resto, anche se mi costerà molto in termini di sofferenza psicofisica. -
Ore 11: Dovrebbe iniziare ma non c’è ombra di essere vivente in sala. C’è tempo per una pausa caffè, in barba alla moratoria. -
Ore 11 e 10: Rientro più tonico che mai e trovo persone(?) che attaccano manifesti. La situazione si sta facendo parecchio ingarbugliata. -
Ore 11 e 14: Voci di corridoio dicono che Giulianone arriverà intorno alle 11 e 30; applausi a scena aperta e scene di giubilo in sala. -
Ore 11 e 15: Fuori ci sono anarchici che distribuiscono materiale ma niente clima di tensione. Giustamente la città di Ferrara non prende sul serio Ferrara. -
Ore 11 e 20: Mi siedo vicino ad una finestra, pronto alla fuga nel caso la situazione precipiti.
Ore 11 e 21: Mi hanno già sgamato. Una signora dell’organizzazione mi ha chiesto se sono un giornalista, ed io non ho saputo come rispondere. Tremarella. -
Ore 11 e 22: Ho recuperato tutta la mia arroganza e mi sono dichiarato blogger. Lei è perplessa ma tutto fila liscio. -
Ore 11 e 24: Prime polemiche e divisioni tra i pochi presenti. Qualcuno non riesce a spiegarsi come possano essere sepolti i feti. La signora di prima dice la sua e termina immediatamente la polemica. Peccato, speravo di veder volare stracci. -
Ore 11 e 28: Guardo fuori dalla finestra e vedo un perfetto sosia di Alexi Lalas: altro chiaro segno del destino. Infatti Ferrara arriva, anche se avrei preferito il vero Alexi Lalas. Almeno ne sa di musica ed è divertente da vedere. -
Ore 11 e 29: Flash dei fotografi, ma io non scendo. Ho paura che non mi facciano più rientrare. -
Ore 11 e 30: Scatto d’orgoglio: scendo a vederlo e resto deluso. Me lo immaginavo un pochino più corpulento. -
Ore 11 e 35: Ha i capelli palesemente tinti ma almeno oggi sulla giacca non ha la Forfora della Liberta. -
Ore 11 e 41: Sale a fatica ed ordina subito di occupare i posti davanti “per riempire di più”. Non gli darò mai questa soddisfazione. 25 persone, ed io che con grande arroganza mi sistemo dietro. -
Ore 11 e 43: Mi chiedono di spostarmi perché “sennò la sala sembra vuota”. Rispondo piccato e non mi muovo di un centimetro. -
Ore 11 e 44: Telecamere in sala. Se per caso mi inquadrano è la fine della mia vita sociale. -
Ore 11 e 45: Da non crederci: qualcuno dei presenti lamenta il boicottaggio da parte dei media. No comment. -
Ore 11 e 47: Mi sembra di sentire i Manowar in sottofondo, ma è solo un’impressione. -
Ore 11 e 48: Super gag: “Qui tre Ferrara in uno”. L’ho capita dopo venti minuti. Ma, si sa, il Molto Intelligente è uno solo.
Ore 11 e 49: “Ce la caviamo rapidamente e bene, che siamo pochi”. Il Molto Intelligente è consapevole del flop e lo affronta con dignità, sempre che abbia senso associare i termini “Giuliano Ferrara” e “dignità“. -
Ore 11 e 50: Si è autodefinito una persona normale. I miei dubbi in merito rimangono, ma fingo di credergli. -
Ore 11 e 51: “La mamma di tutti i programmi”. Umorismo di classe per un uomo che ha fatto della classe una ragione di vita. -

10 commenti a Vittimismi d’artificio

  1. Corrini

    Non che tutto debba avere senso, per carità. Ma questo articolo?

  2. Sono francamente sconcertato da questa cosa che qualcuno ha il coraggio di definire articolo… Ferrara è ciccione, gne gne gne… :(

  3. esca fuori il deficiente che l’ha definito articolo! Subito! Ed esca fuori pure la parola “ciccione”, perché nell’articolo non c’è! Perché non ce l’avete messa, eh? Comunisti! Ma ce l’ha un direttore, questo giornale? Tzé

  4. Pingback: Devilmath Kingdom

  5. marblestone

    Sinceramente l’ho trovato uno splendido reportage, mi pareva di essere presente anche io. Per fortuna c’era solo l’impavido accentosvedese!

  6. Gateo

    Finalmente qualcuno che non parla per sentito dire, ma che va sulla notizia con sprezzo del pericolo e dei propri maroni!
    Pero’ volevo sapere come finiva, potevi sacrificarti ancora un po’!

  7. Dinophis

    Attendevo con molta curiosità l’esordio di accentosvedese, mi piace il suo approccio diretto.

  8. MJ

    Invece a me è piaciuto, proprio perchè sembrava di essere lì.

  9. Noi invece siamo riusciti a fargli fare una figuraccia ——-> http://www.parenthesis.splinder.com/post/16565510/%5BLa+faccia+come+il+culo%2C+o+del

    (Una più, una meno, non cambierà molto, ma insomma…)

  10. Sapete che si poteva fare, ad organizzarsi bene? Tenere un diario delle manifestazioni di ferrara, mandando qualcuno ogni volta a fotografare, documentare e provocare i suoi insuccessi. Peccato che sia tardi, ormai.

    Sarà per la prossima figura da cioccolataio.

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