Shoah – La memoria in tempo di guerra

27/01/2009 - NASCITA DI UN ORRORE - L’Italia medioevale e rinascimentale è un mosaico di regni diversi, gli ebrei prosperano dove la chiesa di Roma ha meno potere: prima con gli Ostrogoti di Teodorico nel 400, poi con i Normanni e addirittura

     
 

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NASCITA DI UN ORRORE - L’Italia medioevale e rinascimentale è un mosaico di regni diversi, gli ebrei prosperano dove la chiesa di Roma ha meno potere: prima con gli Ostrogoti di Teodorico nel 400, poi con i Normanni e addirittura con i tolleranti Arabi (ebbene si, anche gli arabi possono essere tolleranti) in Sicilia. I luoghi dove è più forte la connotazione cattolica del regno invece li vede vittima di vessazioni di vario genere, il cui fine ultimo è quello di impadronirsi delle ricchezze accumulate e delle nicchie di mercato che essi presidiano. Alla fine del 1400, con la controriforma, uno dei momenti di maggior tensione: Ferdinando e Isabella li cacciano dai possedimenti spagnoli, e nel 1555 Papa Paolo IV, con la bolla “Cum nimis absurdum” ufficializza il concetto di Ghetto. E’ assurdo che i deicidi vivano in mezzo ai cristiani, addirittura a fianco alle chiese, è necessario definire un “serraglio degli ebrei” dove essi siano segregati: nasce il Ghetto di Roma. La giustificazione su base religiosa della persecuzione ebraica si arricchisce di racconti raccapriccianti su presunti rituali violenti o blasfemi praticati dai fondamentalisti, in particolare “L’accusa del sangue” (omicidio rituale di cristiani per usarne il sangue nella preparazione del pane azzimo per la pasqua). A ciò si saldano robusti pregiudizi sociali: gli ebrei sono fedeli solo alla loro religione e non a un qualsivoglia stato, controllano con la loro lobby il capitalismo mondiale (visti da sinistra), controllano l’Internazionale Comunista (quando esisteva) con la Giudeocomune (se visti da destra).

OGGI - Dopo la Shoah e la scomparsa (per fortuna) di ideologie basate su presupposti razzisti e il superamento di posizioni oltranziste da parte della Chiesa Cattolica, cosa rimane di tutto questo? E’ come rimasta diluita nella nostra società una avversione antiebraica che viene a galla quando le condizioni politiche lo consentono, come in questi giorni di guerra a Gaza. Non si va infatti a manifestare contro Israele, o almeno non solo: si allude a un boicottaggio degli esercizi ebrei (tiro poi sostanzialmente corretto), si passa a vere e proprie azioni di vandalismo contro negozi gestiti da ebrei (silicone nelle saracinesce a Viale Libia a Roma), si deturpano con i soliti simboli i negozi del ghetto. Azioni fatte presumibilmente da italiani, che non hanno nessuna utilità pratica per la causa palestinese e non danneggiano certo Israele. E tutto ciò viene spesso da posizioni politiche che sono o sarebbero anti-istaeliane ma non sono certo filo-arabe, in una sorta di intorbidamento generale in cui questo o quello sono sempre “altri“, “corpi estranei” e, cosa ancora più pericolosa, i crimini di guerra di Israele sarebbero una sorta di alibi postumo per ciò che è successo prima della sua nascita in quanto, vedete? questi poi tanto buoni e inermi non sono, quando possono fanno anche loro i “nazisti“, Gaza è “un lager” e via così. Così anche le parole perdono un significato preciso e cose che andrebbero tenute rigidamente separate si confondono e si rischia di fornire un unico punto di convergenza alle parti avverse nel conflitto arabo-israeliano: essere accomunate dalla nostra intolleranza e dal nostro razzismo.

PER SAPERNE DI PIù -

Immagini e video

Shoah – by Laura Diatricch

Jerusalem, peace is the trick – by Alessandro Cinquini

Osviecim, La Fabbrica della Morte – by Giuseppe Prisco

Immagini della Guerra di Gaza

Da Gaza -by Tears of Gazze Children (contiene immagini molto forti)

Da Sderot – by Oren Rosenfeld

Approfondimenti

Paolo Rumiz per Repubblica: l’antisemita che è in mezzo a noi

ANTISEMITISMO. Le radici del male – Paolo Sylos Labini sul Corriere della Sera

Moked – il portale dell´ebraismo italiano » Ebrei in Italia (storia della comunità Ebraica Italiana)

     
 

11 Commenti

  1. pietro ancona scrive:

    discorsi napolitano

    Colpisce il silenzio di Napolitano sui martiri non ebrei a cominciare dagli zingari, omosessuali, comunisti, socialisti, etcc..

    Colpisce la mancata richiesta di perdono come a suo tempo fece Willy Brands per i lagers italiani in iugoslavia e africa.

    Colpisce l’assenza di critica per lo sterminio di Gaza dei suoi bambini della sua popolazione. Una mostruosa aggressione di una superpotenza che vive di vittimismo verso una popolazione inerme ed una città indifesa e piena di gente che non si regge in piedi per la fame.
    Tutta la celebrazione è una ipocrita reiterazione del rito di una alleanza colonialistica contro i popoli poveri del mondo.

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