Video hard di Belen, cosa rischia chi ce l’ha

In questi giorni la rete sta impazzendo per la vicenda del video hard di Belen Rodriguez, che sarebbe stato diffuso attraverso alcuni siti internet e poi è finito nelle piattaforme P2P. E molti si stanno chiedendo quali potrebbero essere le conseguenze a cui vanno incontro scaricandolo sul proprio computer.

Alcune fonti affermano che la showgirl avrebbe partecipato alla realizzazione del video in età minore. Supponiamo sia vero. Va ricordato che anche una minorenne “matura” è pur sempre una minorenne e la legge italiana (e non solo) punisce sia la diffusione (ad esempio, mediante software di P2P) sia la mera detenzione di materiale pornografico coinvolgente minori: artt. 600-ter, comma 3, e 600-quater c.p.

Non soltanto “bambini”, dunque, ma semplicemente “minori”; e, infatti, la locuzione più corretta usata dal legislatore è “pornografia minorile”, non quelle più restrittiva di “pedopornografia” (cioè riguardante i soli bambini). In sostanza, nel dubbio, consiglierei di fare molta attenzione a maneggiare materiali così scottanti. Nessun moralismo, soltanto un consiglio sulla scorta della legge vigente e su quanto accaduto (condanne comprese) in relazione al caso “Forza Chiara” di qualche anno fa.