Lo scheletro nell’armadio di LucaLuca
14/10/2011 - Montezemolo pronto a sostituire Berlusconi? Come curriculum giudiziario non parte svantaggiato AgenParl, l’agenzia parlamentare per l’informazione politica e economica, sostiene di aver appreso da fonti industriali, che Luca Cordero di Montezemolo è pronto a scendere in campo nella prossima tornata
Montezemolo pronto a sostituire Berlusconi? Come curriculum giudiziario non parte svantaggiato
AgenParl, l’agenzia parlamentare per l’informazione politica e economica, sostiene di aver appreso da fonti industriali, che Luca Cordero di Montezemolo è pronto a scendere in campo nella prossima tornata elettorale come candidato Premier. Tutti lo acclamano, tutti lo vogliono (sempre meglio di Berlusconi). Ma…
LO STUDIO STATISTICO - Secondo l’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis il 57% degli italiani vedrebbe oggi favorevolmente un ingresso in politica de presidente di Italia Futura. Il dato si inquadra in un clima di crescente disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche del nostro Paese. “La fiducia nel Parlamento, nel Governo e nei partiti – afferma il direttore dell’istituto Pietro Vento – è diminuita negli ultimi 12 mesi per quasi l’80% degli intervistati, senza differenze sostanziali tra elettori di centrodestra e di centrosinistra. L’ingresso in politica di Montezomolo appare gradito soprattutto tra gli elettori di centro e di centrosinistra, mentre maggiori perplessità manifestano coloro che si collocano nel centrodestra, in maggioranza contrari ad una sua candidatura. Particolarmente significativo il fatto che sei intervistati su dieci, collocati nel centrosinistra, si dichiarino propensi ad un ingresso in politica del Presidente della Ferrari.
*L’UOMO DEL FUTURO – L’AgenParl fa un quadro eloquente di Luca Cordero di Montezemolo:
“astro nascente della politica ed affermato capo d’azienda, ultimamente insieme a Diego Della Valle si è lanciato in una duplice impresa. La prima di carattere economico di rompere il monopolio delle Ferrovie dello Stato, avviando la prima compagnia privata di trasporto passeggeri su rotaia, la Ntv. La seconda di carattere meramente politico, di “sfiancare” l’attuale governo con partecipazioni ai salotti televisivi e attraverso interventi pubblici.
NTV E IL CONFLITTO DI INTERESSI - La NTV, la società chiamata Nuovo Trasporto Viaggiatori è una S.p.A. Dal sito:
NTV è il primo operatore privato italiano sulla rete ferroviaria ad alta velocità, ed il primo operatore al mondo ad utilizzare il nuovo treno Alstom AGV, detentore del primato di velocità ferroviaria. Il servizio partira’ a fine 2011, con il nome “Italo”.
Ma chi sono gli azionisti della società di treni? Sempre sul sito compare il grafico dei partecipanti alla S.p.A
La MPD Holding, ossia il primo azionista è costituita da altre tre srl: la MDP Holding uno, la MDP Holding due e la MDP Holding tre. Le tre aziende appartengono, con quote paritetiche a Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo e Gianni Punzo. Stefano Feltri, sul suo libro “il cittadino“ e in un articolo su Il Fatto Quotidiano spiega perché questo insieme di aziende azioniste della futura compagnia ferroviaria rivale della FS, potrebbe essere un caso di conflitto di interessi.
Ci sono altre quattro società: Mdp1, Mdp2, Mdp3, Mdp4 (quest’ultima è una scatola vuota e inattiva), ognuna con percentuali diverse di Ntv ma che sommate arrivano al 33,5 per cento. Le tre mdp hanno lo stesso azionariato: un terzo alla Fa.Del. riconducibile a Diego Della Valle, la S.I. Sistemi Imprenditoriali di Gianni Punzo e la Mcg, la scatola societaria della famiglia Montezemolo. Le azioni sono tutte di proprietà dei due figli, Matteo e Clementina, che ne detengono il 50 per cento a testa. Ma entrambi hanno concesso in usufrutto al padre il 90 per cento delle quote. In caso di passaggio alla politica, quindi, per Luca di Montezemolo basta rinunciare all’usufrutto restituendo le azioni ai due figli che ne detengono la “nuda proprietà”. Si può discutere se questo basti a evitare il conflitto di interessi, ma dal punto di vista formale sarebbe tutto a posto.
IL CASO MAIOCCO - C’è anche un’altra storia che pochi ricordano: Nel 1982 Montezemolo lascia il gruppo FIAT per assumere la carica di amministratore delegato della Cinzano International. Marco Travaglio e Peter Gomez, sul loro “la Repubblica delle banane” raccontano che Cesare Romiti (il direttore generale della FIAT) davanti a un giudice ha dichiarato: “fu da me licenziato in tronco, anche se formalmente risultò che si era dimesso volontariamente”. Perché? Lo spiega Feltri:
l’uscita di Montezemolo dalla FIAT, dove sarebbe tornato ventidue anni dopo come presidente, si inserisce in uno dei più grandi scandali della Torino degli anni Ottanta: quello di Gianfranco Maiocco, “l’uomo che distribuiva bustarelle”, come lo ribattezzò «la Repubblica». Un personaggio che sembra il solito faccendiere di provincia e invece si rivela una mina vagante all’interno del sistema dei partiti della prima Repubblica e che, da Torino, nel 1987, rischia di inguaiare seriamente il segretario del Partito socalista Bettino Craxi con cinque anni di anticipo su Mani Pulite. Montezemolo non viene neppure indagato, ma è sufficiente una sua deposizione davanti al giudice per farlo considerare non idoneo a continuare a rappresentae l’immagine della FIAT.
Feltri ci ricorda che Gianfranco Maiocco, un imprenditore di Orbassano, si inabissa, con la sua azineda (la Sicmu) in “un vortice di fondi neri, finanziamenti illeciti ai partiti, ricatti e veleni. Lasciando un buco da quaranta miliardi di lire. Soldi finiti in gra parte a partiti o privati per compensi illeciti o finanziamenti in violazione della legge del 1974 sul finanziamento pubblico”. L’indagine comincia quando un commercialista che lavora per Maiocco si presenta davanti a un giudice con dei documenti riservati, diventati celebri sulla stampa col nome di “cartellini”. Uno di questi è intestato a B/Cra, nientemeno che Bettino Craxi; il giudice istruttore Gian giacomo Sandrelli inzia l’indagine scoprendo che al partito sono finiti almeno 120 milioni. Un altro “cartellino” è registrato con la signa LDM che sta per Luca Cordero di Montezemolo. “A LDM sono stati consegnati ottanta milioni in due rate, tra il 1976 e il 1977.
L’INTERVISTA – Nel 1987 Montezemolo spiega che fu l’ex tennista Nicola Pietrangeli a presentargli Maiocco in un intervista a Repubblica. Il presidente di Italia Futura dice: “E’ stato il mio errore più grande. Ho capito con un attimo di ritardo che tipo di uomo d’affari fosse Maiocco, ma in tempo per non essere toccato dalla tempesta che andava preparando. [...]Il giudice voleva sapere se conoscevo Maiocco e se lo avevo conosciuto per motivi aziendali. Confermai tutto. Che lo conoscevo e che avevo avuto con lui dei rapporti di affari interrotti molto presto, ma sempre comunque leciti “. Ma Gomez e Travaglio nel loro libro raccontano che Montezemolo davanti a un giudice è stato più preciso:
Fu nel corso del 1978 che Maiocco mi invitò ad accettare da lui denaro. Il discorso fu nel senso di una riconoscenza a me per quanto avevo fatto. Io rammento con precisione due versamenti: uno di cinquanta milioni di lire circa e una ltro di trenta milioni di lire. Il primo fu sicuramente effettuato in contanti (la consegna avvenne in un libro vuoto, se ben ricordo, di Biagi), il secondo quasi certamente in contati.
Piccoli dettagli che non inficiano certo la caratura politica e morale di un uomo. E comunque alla fine, chiunque è meglio di Berlusconi… O no?











