Interni

Diritti e rovesci

28 gennaio 2009

La grave crisi in cui il mondo intero si è ritrovato acuisce vieppiù lo scontro tra diverse visioni del mondo inconciliabili e antagoniste. Eppure, il dilagante successo del “tutto è dovuto” comincia a mostrare le prime crepe. E’ lì che bisogna agire.

Si fa un gran parlare di diritti umani. La lobby della sessualità irregimentata contesta Luxuria: ha vinto in spregio al corporativismo, con le sue sole forze, in una trasmissione di quelle che ha contribuito a secolarizzare l’Italia – altro che Pannunzio! – quindi osteggiata dal moralismo vetero-marxista. Sono le stesse lobby pronte a urlare per ogni affronto al politically correct ma che tacciono davanti alle violenze subite dai monaci cristiani in Kamchatka o dai tifosi della Lazio nei nostri stadi ogni domenica. L’Isola dei famosi ci dimostra che quei diritti (dalla casa al cibo) bisogna guadagnarseli, dimostrandosi più istruttiva di una qualsiasi lagna di Corrado Augias. I buonisti del dirittismo senza se e senza rifiutano d’interrogarsi sulle ragioni di un fallimento storico e di riconoscere la dolce verità: i diritti umani per esistere devono poter stare sul mercato. Che diritti sono se rimangono indisponibili? Valutiamoli. Cartolarizziamoli. La natura è inefficiente: l’esempio classico è quello dei reni. Uno è più che sufficiente, l’altro può essere ceduto a chi ne ha bisogno. Ma i fondamentalisti dei diritti umani questo non lo permettono. Diversamente, il libero giuoco della domanda e dell’offerta potrebbe stabilire la giusta quantità di reni in circolazione. Cos’è questa paura di mettersi in gioco? Meno diritti e più opportunità, please. Paesi dall’economia spumeggiante come l’India hanno abbandonato da tempo il mito del rene fisso. Il mercato può riuscire là dove le anime belle del ’68 hanno fallito: liberare il corpo.

CEDIMENTI – Si continuano tuttavia a combattere battaglie di retroguardia. Presso quella cricca di dittatori scarsamente illuminati meglio nota come Nazioni Unite, è stata proposta la depenalizzazione dell’omosessualità: provvidenziale l’intervento della Santa Sede, subito eretta a bastione di sana laicità, quella che difende gli Stati dall’ingerenza della mannaia buonista. Il tallone di ferro della pace avrebbe ricondotto al mainstream chi la pensa in maniera differente, senza il vincolo di fornire spiegazione alcuna. Agitano il feticcio della dignità per discriminare, e ogni tanto gli va anche bene. Sul fronte economico la reazione segna un punto: poche settimane fa l’Europarlamento ha detto no alle 65 ore di lavoro settimanali. Grande festa tra i turisti della democrazia e del lavoro, un danno incalcolabile per chi desidera guadagnarsi il pane onestamente. E nulla si fa per cancellare le vergognose norme che riservano un certo numero di posti di lavoro ai portatori di handicap. Non è un caso se in tempi di crisi l’esercito dei disabili si va rimpinguando sensibilmente. Togliere incentivi perversi come questo gioverebbe a tutti: in primo luogo al Sistema Italia, il vero handicappato del mondo. La competizione globale non prevede quote di favore per i più “svantaggiati“.

OH MY GOD! – Da tanto spasimo di libertà, eguaglianza e fraternità è venuta fuori la divinizzazione dello Stato, collocato sul trono ad onta del vero Dio e il suo Cristo. Statolatri che per utile hanno fatto germogliare tutto un sistema vampiresco che, nella migliore delle ipotesi, sopravvive grazie alla soffocante protezione di chi, in maniera senza dubbio razzista, viene definito più debole. Nella peggiore si ricicla in angelo inquisitore, e la cronaca giudiziaria di questi giorni ce lo conferma. E’ forse troppo scandaloso ricordare che anche Falcone e Borsellino erano lautamente remunerati per la loro opera? Fior di quattrini, come Travaglio e Saviano. Il mese scorso, poche ore dopo l’arresto, s’è suicidato in carcere Gaetano Lo Presti, subito bollato come “boss“. Forse qualcuno avrebbe potuto chiedere scusa, ma i legalisti in servizio permanente non hanno smesso di starnazzare neanche stavolta.

2 commenti a Diritti e rovesci

  1. haha

    haha sei sprecato per giornalettismo!

  2. Procellaria

    Corrado Augias è come Sergio Zavoli, epitelio squamoso, epatite C, putrescina e cadaverina. Corrado Augias è taleggio, è aspergillus, è lo sporco dei piedi. Non passa giorno che non mi tocchi e massaggi voluttuosamente i testicoli pensando a quanto sia stomachevole Corrado Augias. Il cattocomunista Corrado Augias è la sensazione che si prova quando si spezza accidentalmente uno sciotto di feci con lo sfintere e si è poi costretti a consumare mezzo rotolo di carta igienica per pulirsi. Vivo nel terrore di aprire uno yougurt e di trovare dentro Corrado Augias o una sua parte. In punto di morte mio cugino mi disse: “il mio sogno più grande è mettere in una gabbia 4m x 4m Corrado Augias e Cristian Rocca, non prima di aver loro somministrato una consistente dose di cocaina/amfetamina/psilocibina/LSD/mescalina/ossicodone/ketamina, e di aizzarli uno contro l’altro fino a che uno dei due si nutra delle membra dell’altro. Il sopravvissuto dovrà poi vedersela con un bufalo cafro strafatto di testosterone. Promettimi che organizzerai questo incontro. Io lo guarderò piangendo dalla Casa del Padre.” Gli promisi che avrei esaudito la ragionevole richiesta; grazie a Dio posso contare sull’aiuto del mio parroco e del sacrestano Gianfranco. Grazie Gianfranco, ti amo, vorrei leccarti le piante dei piedi fino a consumarle, sarò la tua pietra pomice.

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