Così la giustizia tribale uccide in Afghanistan
11/10/2011 - Il video dell’esecuzione di un uomo colpevole di omicidio Lontano dalle forze occidentali; lontano dal governo ufficiale di Hamid Karzai; lontano dall’Occidente che voleva un Afghanistan diverso, le tribù della guerra continuano a farla da padrone. Sono i warlord a
Il video dell’esecuzione di un uomo colpevole di omicidio
Lontano dalle forze occidentali; lontano dal governo ufficiale di Hamid Karzai; lontano dall’Occidente che voleva un Afghanistan diverso, le tribù della guerra continuano a farla da padrone. Sono i warlord a governare davvero le regioni rurali profonde del paese asiatico, e questo non deve sorprendere: ma non si può restare colpiti davanti al video dell’esecuzione di un uomo accusato di assassinio: di lui si sa soltanto il nome, Nawroz. “Il suo crimine: aver ucciso il marito della sua amante. Il suo giudice: un signore della guerra. Il suo boia: il padre di lei”: siamo nella più pura giustizia tribale, amministrata dal re-capotribù che dispone della vita dei suoi sudditi. Una vita per una vita: millenni di storia giuridica, qui, non sono mai arrivati.
IL VIDEO – E’ la CNN ad aver ottenuto il video, girato con un telefono cellulare, dell’esecuzione. Dove non arriva il diritto, almeno la tecnologia c’è: attenzione, non è per tutti i palati.
“In molti” sono accorsi al tribunale tribale per vedere la morte dell’uomo accusato di omicidio. Al reo viene concessa un’ultima preghiera ad Allah, su un tappeto lì predisposto. Poi, il padre della donna viene fatto avvicinare, e gli viene comandato di prendere la pistola, e di tenerla stretta.
OCCHIO PER OCCHIO – Come nel Mercante di Venezia, è la legge del taglione: un occhio per un occhio, un dente per un dente, una vita chiede un’altra vita. Ma diversamente dall’opera di Shakespeare, non c’è nessun avvocato a trovare un cavillo che salva in extremis il condannato a morte.
Nawroz era un uomo che per gelosia avrebbe ucciso l’uomo sposato alla sua amante. E’ una storia che si è ripetuta innumerevoli volte in un numero imprecisato di luoghi. Ma qui, a Kand, non c’è stato processo, o giuria di pari.
Il Daily Mail racconta la dinamica dell’esecuzione. “Due spari di pistola, ma preoccupato che Nawroz non fosse morto” il padre della donna ha continuato a sparare al suo corpo; qualcuno, fra gli spettatori urla “è ancora vivo”; qualcun altro tenta di fermarlo: “Piantala, asino”.
Il corpo viene lasciato in terra e coperto di sangue mentre le persone si radunano intorno per controllare che sia morto davvero.
“Noi vorremmo il governo”, dicono gli uomini che vivono in questa regione. Ma il governo è troppo lontano: e se la scelta è fra i signori della guerra e il ritorno dei talebani, la scelta è molto facile: “Almeno il Mullah Mustafa tiene lontani i talebani”, pure se governa con “la pistola alla mano”. E se è vero che noi occidentali siamo nel paese asiatico per addestrare le forze di polizia locali, è anche vero che associata a questa azione sarebbe davvero necessario lo “sviluppo della giustizia locale”. Il che, come è evidente, non viene affatto messo in pratica: secondo Human Rights Watch l’investimento del governo afghano nel potenziamento del sistema di giustizia è davvero “modesto” nonostante i proclami di Hamid Karzai in materia.












Giustizia tribale..NON per tutti i palati.. perchè in Italia sciogliendo bimbi nell’acidao al metodo mafioso o incaprettare..incementificare…etc.etc. insomma in Italia senza fotografare altre Nazioni altre tribù ..si fa uguale se non di peggio!
Anzi aggiungo che in queste Nazioni sopra descritte come altre nel mondo spesso le armi usate sono Italiane ! Sia armi leggere che pesanti con tanto di finanziamenti bancari ..presenti sul territorio Italiano..pertanto l’Italia COMPARTECIPA a moltissime uccisioni e feriti fatte con le ARMY MADE in Italy…
http://www.disarmo.org
http://www.opalbrescia.it
http://www.casadellalegalita.org
Morando
Giustizia tribale..NON per tutti i palati.. perchè in Italia sciogliendo bimbi nell’acido al metodo mafioso o incaprettare..incementificare…etc.etc. insomma in Italia senza fotografare altre Nazioni altre tribù ..si fa uguale se non di peggio!!
Anzi aggiungo che in queste Nazioni sopra descritte come altre nel mondo spesso le armi usate sono Italiane ! Sia armi leggere che pesanti con tanto di finanziamenti bancari ..presenti sul territorio Italiano..pertanto l’Italia COMPARTECIPA a moltissime uccisioni e feriti fatte con le ARMY MADE in Italy…
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Morando
Caro Morando, lascia perdere, gran parte della stampa è sinceramente convinta che l’occidente sia il detentore della “vera” giustizia e considera il popolo afgano, che ha una visione statica della società, (e non dinamica come la nostra) un accozzaglia di selvaggi ignoranti. Il capitalismo ha vinto dove il comunismo ha fallito: ci ha reso veramente tutti uguali. Questo è il classico caso della pagliuzza e della trave nell’occhio. L’occidente è nel loro territorio e massacra civili, vigliaccamente e tutto i giorni, con armi tecnologicamente avanzate (nemmeno il coraggio del corpo a corpo). Ma noi siamo la civiltà, loro i selvaggi.Saluti
Semmai il problema è che la nostra tecnologia non è abbastanza avanzata (infatti provoca danni collaterali, non intenzionali), e che – malgrado dieci anni di permanenza laggiù – non siamo riusciti a svincolarci dal supporto dei signori della guerra e dei capitribù locali (molto, molto simili ai nemici che stiamo combattendo).
Anzi, non stiamo cavando un ragno dal buco, usando i nostri mezzi grossolani ed imprecisi (che troppo spesso mietono vittime civili).
Quello che mi fa rabbia è che gli Afgani non ci cagherebbero di striscio se non fossimo lì. Io credo fermamente nel principio dell’autodeterminazione dei popoli. Perchè, come ormai è evidente, quando si cerca di “esportare la democrazia” (almeno questa è la scusa) con la forza e con le armi il risultato sono centinaia di migliai di civili massacrati. Civili che non hanno la più pallida idea di che cosa sia la tecnologia e non hanno intenzione di vivere come noi occidentali. Aggiungo: anche se fossimo andati con le migliori intenzioni e pacificamente, quale diritto abbiamo nell’imporre il nostro modo di vivere a questa gente. eEpoi, fino a prova contraria, chi sta mettendo a repentaglio la vita sulla terra, mi sembra che sia l’occidente. Mi chiedo chi siano i veri terroristi.
“Il nostro modo di vivere” include la scolarizzazione delle bambine e il rispetto di diritti umani e civili. Non è “nostro”, è roba che fa parte del patrimonio culturale dell’umanità.
Non è che “a casa propria” un gruppo sociale abbia diritto di fare tutto quello che gli pare, compreso frustare le donne adultere, eh…