HO UN’IDEA! - Quello che spicca maggiormente nel pomposo Piano Brunetta è proprio il lunghissimo elenco di progetti e progettoni da realizzare, tanto minuzioso nell’elencare gli obiettivi strategici e quelli intermedi quanto ambizioso nel dare una serie di deadlines che saranno difficilmente realizzabili, visto lo status quo – l’età della pietra o quasi – della Pubblica Amministrazione in salsa italica. Nel merito, è definitivo il commento di Quintarelli: “La
notifica telematica degli atti giudiziari dubito fortemente che potra’ avverarsi nei tempi indicati. Prima occorre l’Anagrafe Digitale dei cittadini. Mi spiego meglio, magari il servizio lo potrai anche attivare, ma le notifiche le farai ancora con le poste che continueranno a pagare penali per gli atti non consegnati. (me ne sono occupato in passato, conosco l’argomento). L’accesso ai casellari giudiziari in visione, credo si potra’ anche fare ma il rilascio e’ tutto da vedere. La trasmissione atti da polizia a procure mi pare un obiettivo realizzabile. Sulla digitalizzazione dei certificati medici, sono pronto ad accettare scommesse. Cosi’ come il fascicolo sanitario elettronico. (anche di questo mi sono occupato in passato). Per non parlare del 100% (!!!) di diffusione della posta elettronica certificata, della fatturazione elettronica e dei pagamenti online verso la PA. Saro’ lieto di sbagliarmi, ovviamente“. In soldoni, sono anni che vengono prodotti piani più o meno infarciti di studi e grafici, che arrivano sempre alle stesse conclusioni, prevedono le medesime soluzioni e finiscono nello stesso modo. Con niente. E la presenza del “portale” che nascerà (quando?) per monitorare i lavori non rassicura affatto, giacché anche per quanto riguarda i portali il governo italiano generalmente di fortuna ne conosce poca.
UN PO’ DI CONTI – Del “progettone”, infine, si occupa su Punto Informatico anche Massimo Mantellini, che fa un po’ di conti in tasca al ministro: “Il rischio concreto è che questo Progetto, bello o brutto che sia, come tanti che l’hanno preceduto rimanga poco più di una dichiarazione di intenti, non tanto e non solo per l’oggettiva difficoltà di risollevare questo paese e la sua amministrazione dal suo medioevo tecnologico, un medioevo fatto di mille differenti gap primariamente culturali e come tali di difficilissima risoluzione, quanto perchè manca, ancora una volta, una chiara, già decisa e condivisa, volontà economica di sostenerlo. Molti degli avanzamenti previsti dovrebbero iniziare già nel 2009, quindi adesso, eppure la larghissima parte del fabbisogno economico complessivo (1380 milioni di euro) risulta ancora da finanziare. Per la precisione manca all’appello, da qui al 2012, la bella somma di 1133 milioni di euro e con l’aria che tira francamente appare ottimistico immaginare che le dichiarazioni di intenti sulla centralità di una simile rivoluzione digitale si trasformino poi in una delle priorità economiche del governo. Specie quando lo stesso governo dichiara di affidarsi al piano E-gov 2012 per ridurre del 25% la spesa per la pubblica amministrazione“. E si sa, quando si presentano progetti senza fornire l’adeguata copertura finanziaria di solito si sta facendo solo demagogia.
CI PENSIAMO NOI – Insomma, a leggerlo così, il Piano Brunetta, un po’ come le sue sparate “Anti fannullone”,
può sembrare addirittura sacrosanto. Certo che bisogna informatizzare scuole, tribunali, pubblica amministrazione, comuni e chi più ne ha più ne metta. Ma allo stato pratico non mostra nulla di nuovo, se non lo spettro di tante gare di appalto prossime venture utili solo a sprecare soldi nella creazione di “reti amiche” e “call center” già ampliamente sperimentate negli anni passati con i risultati che tutti conosciamo. Quanto di decente vi si trova è solo una sorta di “augurio” dal retrogusto demagogo: quello di poter effettivamente fare quanto si è promesso, anche se la strada per arrivarci è confusa, a tratti totalmente buia e, ancora una volta, redatta da chi con il web veramente poco a che fare (comici, ad esempio, sono i riferimenti alle soluzioni innovative “web 2.0″ di cui e’ assolutamente necessario dotarsi, quali poi siano queste soluzioni nessuno lo sa: bisognerà aggiungere il proprio comune di residenza come amico su Facebook? Uploadare su Flickr la propria foto tessera ufficiale?). Insomma, date le premesse e l’attenzione dimostrata da chi ci ha lavorato, l’assoluta mancanza di risultati effettivi del Piano e-gov 2012 di Brunetta non è solo probabile: è decisamente auspicabile.



” ma vuoi mettere la soddisfazione di copincollare a casaccio decine e decine di tabelle con dati imprescindibili” eheh
brunetta EPICO? no!
brunetta E’-PICO(LO)!
Purtroppo credo che l’informatica nella pubblica amministrazione non decollerà mai, per un semplice motivo. Nelle PA lavorano persone che non hanno mai avuto a che fare con un computer nella loro vita.
Sono un informatico e spesso mi è capitato di insegnare in corsi di formazione per le PA: niente di che..Word, Excel e cose varie.
Bene mi è capitato di insegnare a persone che per stampare (ad esempio) 1000 buste con Nome, Cognome, Indirizzo etc etc si mettevano in coppia: uno dettava e l’altro scriveva (a che velocità poi … 3 secondi per cercare una lettera sulla tastiera) e per questo compito erano capaci di perdere un’intera settimana lavorativa, quando con la funzione di Stampa Unione di Word, si sarebbe fatto in un paio d’ore al massimo.
E non sto parlando di gente anziana: persone sui 40\50 anni, media età insomma. Ma adesso vi chiedo: quanti di voi hanno mamma o papà con media dimestichezza al computer?
Quindi credo che per ora sia inutile spendere milioni e milioni di euro per informatizzare le PA. Si pensi ad un approccio piu strategico, come l’inserimento di personale giovane e un po più … (schiocco di dita) … rendo l’idea?
Io vorrei portarvi un esempio europeo in un paese spesso sotto l’Italia in buona parte delle classifiche. Per lavoro mi è stato proposto, un annetto fa, di trasferirmi nella sede portoghese della azienda per cui opero. Ovviamente arrivando dall’Italia avevo le poche informazioni che il giornalismo fa passare del Portogallo (e lascio a voi capire quale sia l’idea di base).
Beh, per quanto il Portogallo spesso si giochi gli ultimi posti delle classifiche con l’Italia, qui l’informatizzazione è una cosa che da noi nemmeno con il piano di Brunetta completamente attuato avremo.
Internet veloce é presente in ogni paese (e intendo in ogni paese), a partire dalle città medie è disponibile una rete WiFi libera per navigare gratis (è a traffico controllato, quindi non si può fare i furboni con il p2p), i prezzi degli abbonamenti sono la metà di quelli italiani, e la velocità è doppia rispetto alle adsl italiane (escludendo la fibra).
Ma le cose più spettacolari sono per esempio il multibanco (il nostro bancomat), che a differenza di quello italiano permette di fare ogni cosa da un qualsiasi terminale bancario (pagare bollette, fare movimenti, comperare biglietti di cinema e treno). E per concludere c’è l’e-govern, oggi e non nel 2012, e funziona. Io per iscrivermi e ottenere il numero di contribuente sono andato ad uno sportello fisico dove presentare la richiesta scritta, su questa si deve indicare anche un indirizzo di posta elettronica (e ci ho messo 15 minuti per fare il tutto, contando la fila di 2 persone che ho trovato, a metà mattinata). Inviata la richiesta, dopo 2 settimane è arrivata per posta una lettera con il codice di attivazione per il sito del ministero delle entrate portoghese. Una volta entrati è possibile farsi inviare per e-mail ogni notifica che viene fatta al contribuente, inoltre dal sito è possibile sapere ogni cosa del contribuente stesso, stato dei pagamenti delle tasse, eventuali pendenze giudiziarie, multe, scadenze amministrative, modifiche di moduli, e chi più ne ha più ne metta. E non vi parlo della carta unica dei servizi, altrimenti a Brunetta viene un travaso di bile.
Il piano che ha presentato Brunetta, se arrivasse a regime davvero nel 2012, arriverebbe comunque con almeno 5 anni di ritardo rispetto ad alcuni paesi, e mancante di molte caratteristiche auspicabili.
E io che faccio, torno nella repubblica delle banane?
Non colgo il legame fra la meritoria azione di Brunetta sulla pubblica amministrazione e la criticabilissima presentazione del piano di informatizzazione. Salvo, probabilmente, sospettare il sabotaggio delle slide da parte di qualche fannullone infiltrato nello staff del ministro
Nella mia personale esperienza a Roma, mi pare che anche se si trattasse soltanto di tornelli e di pura retorica, vi sarebbe un effetto positivo: costringere i nullafacenti ad inventarsi scuse e mostrare un minimo di ritegno, dare il segnale per cui certi comportamenti saranno diffusi, ma non sono leciti. E sfido chiunque a sostenere che pigri e assenteisti sarebbero una minoranza nei ministeri.
massimiliano ha perfettamente ragione..il grosso del problema è che tutti vogliono fare tutto senza alcuno sforzo per comprendere un minimo il problema che devono affrontare..ormai computer è sinonimo di “posso fare tutto”..si certo, ma non è che giri lo sguardo e tac la tabella è pronta, impaginata, con i dati già dentro, con le funzioni spaziali macro-marco-alberto-gianni già pronte e funzionanti debuggate e readytobedestroyed..
oggi puoi fare tutto quello che stravuoi con sto assassino di un computer, però devi anche farlo girare, mica solo inserire numerini e slide..
ma si sa, quelli bravi sono quelli che impaginano e fanno le slide per presentarti qualcosa di cui non hanno capito niente e che si dovranno sobbarcare gli altri..
Quoto Net Flier , al cubo
Mannaggia a Powerpoint