Tette, tette, fortissimamente tette
23/01/2009 - E’ ora di sdoganare anche su webzine radical-chic come quella che state leggendo l’argomento-principe di cui parlano tutti. E chi poteva farlo, se non il noto pessimo elemento Abramo Rincoln aka Abr, andando Controcorrente? Controcorrente è la rubrica periodica –
E’ ora di sdoganare anche su webzine radical-chic come quella che state leggendo l’argomento-principe di cui parlano tutti. E chi poteva farlo, se non il noto pessimo elemento Abramo Rincoln aka Abr, andando Controcorrente?
Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Può causare allergia, sonnolenza e dare assuefazione.
non guardo quella trasmissione, odio i reality show e ci sono capitato per caso nel corso di uno “zapping”. Nulla di tutto questo per noi che “Controcorrente” siamo: il trash lo si frequenta con soddisfazione e godimento, tipo visita al circo equestre o allo zoo per rimirare il “rara avis“. A dire il vero nel caso specifico il GF9 non lo seguo – prediligo altre forme di porno, come ad esempio rimirare sedicenti “opinionisti” litigare mentre sbirciano dai loro monitor partite dello sport per carrettieri. Il GF l’ho cercato specificamente con un unico scopo: rimirare le tette misura sesta del fenomeno di baraccone di turno, al secolo la concorrente Del Basso Cristina.MASS SOCIOLOGIA UN TANTO AL CHILO – Anche fossimo per davvero autentici intellettuali da disclaimer citato, “argomenti” così sostanziosi come quelli avanzati dalla concorrente di cui sopra potrebbero – solo al limite, intendiamoci - “stimolare” riflettessioni sui tristi destini della comunicazione di massa e sconsolate ma alte e inoppugnabili letture sociologiche alla Aldo Grasso. Della serie, noi spiegare voi masse bavose come, in epoche di stretta di cinghia come queste riemerga inevitabile nel mascolo la voglia di mammella. Tra il “nord” e il “sud” delle donne insomma, secondo gli autori del GF9 s’è spostato verso l’alto quel pendolo dell’eterno femminino sintetizzato con efficacia dalla voce di Gino (Monicelli) nel film “Il ciclone” di Leonardo Pieraccioni: “Levante, ricorda quel checconta pe’ davvero: poppe e culo, poppe e culo!“.
CALENDARI CHE PASSIONE – Basti del resto rimirare le collezioni di calendari 2009 (completa ed aggiornata quasi real time sul sito del Corriere) per rendersene conto: impazza la giovane anglosassone-nordica popputa.
[Inciso: la popputa nordica ricorda ai genetisti che lassù s'è sviluppato e diffuso nel corso degli ultimi cinque-settemila anni - i tempi dell'addomesticazione di bovini - il gene che produce la digeribilità del lattosio, assente in tutte le altre popolazioni umane. Un esempio che sottolinea a quelli che leggono i sussidiari, quelli che "il genere umano ha finito il suo percorso evolutivo darwiniano e mo' siamo tutti eguali" quanto si sbaglino. Infatti negli ultimi quarantamila anni, epoca dell'uscita dall'Africa dei Sapiens Sapiens per colonizzare il Mondo, l'evoluzione dell'Uomo ha addirittura accelerato. Checcentra questo? Nulla, è un off topic; come direbbe il mago Forrest volevamo sottolineare che abbiamo il diploma, mica micio micio bau bau].
L’ETERNO FEMMININO – Torniamo a bomba: proseguendo nellla contrapposizione “nord-sud” nell’esemplare femminile della nostra specie e rilevando chi preferisca cosa – se proprio fossimo obbligati a scegliere - a dire il vero la maggioranza della mia generazione si troverebbe tipicamente schierata a presidio della prora piuttosto che della “poppa” (nel senso toscano del termine, che poi sarebbe il contrario in gergo navale … che confusione). Non va trascurato di fatto come la mia generazione sia stata svezzata dagli abbacinanti e immortali punti di vista “a posteriori” mostrati tra le altre da Nadia Cassini – indimenticabile, la migliore di tutte dal punto di vista “retrò” assiem alla più completa Edvige Fenech- nei film cult trash di Pierino degli anni ’70 e ’80. Probabile che i selezionatori di allora, sicuramente più caserecci di quelli del GF odierno ma non per questo meno sensibili alle necessità emergenti dalle masse, avessero intuito che il “lato B” era allora quello vincente. Era fase storica diversa: più ideali, più sogni, la fantasia al potere, certezze in via di sgretolamento, desiderio di ancorarsi a qualcosa di certo, ma non per questo ancora “passivizzati” e alla ricerca di sicurezza e protezione anzi, epoca sfrontata soda e ribellica, per nulla molle e ballonzolante o necessaria di infrastrutture a reggere, anzi muscolare, quasi mascolina come il retro della Cassini. Serve oramai farsene una ragione, quei temp sono passati; in epoca di paradigm shift è necessario stare al passo, compenetrarsi nella novità, adattarsi alla moda del momento. Il pendolo del desiderio è risalito verso le tette come negli anni ’50 delle maggiorate, pare comunicarci le scelte del GF9, con grossa gioia per l’industria delle protesi estetiche.
torniamo al Grande Fratello. Si sa, ogni selezionato partecipante di reality ha un “token” da pagare per il privilegio di esser mostrato nella gabbia virtuale e quindi “esistere”, uscire dall’anonimato micidiale del comune mortale tutto casa-lavoro-parenti-centro commerciale-pub. Oggi come ai tempi di Maurizio Costanzo, quando non c’era puntata del suo show senza una donna barbuta o uno rapito dagli Ufo, così i solerti e attenti psico-sociologhi-massmediologhi deputati alla selezione dei “membri” della Casa estraggono dalla massa informe e smisurata dei candidati “quelli che ci somigliano” (altrimenti non si chiamerebbe reality). Allora ecco emergere il frocetto evidente ma non dichiarato o il gagà sotto vuoto spinto della scorsa edizione, la lesbica o la hostess Alitalia in questa. Quelli che ci somigliano, la realtà?! C’mon, sveglia ragazzi : in reality lo scopo è esattamente l’inverso, cioè sdoganare. Così facendo, illudere le masse che ci sia spazio anche per i senza arte nè parte purchè “caratteristici” o pronti a tutto. Vogliono “vendere” un mondo a misura di “pacco” o Striscia la Notizia, vuoto e artefatto, dove sei libero in quanto armato di video oppure non esisti, dove solo il culo (in senso fisico e metaforico) ti può cambiare la vita e tutto il resto non vale un belino. Non facciamoci fregare, le tette della Del Basso sono meno che sociologiche, sono solo uno specchietto per le allodole; quello che conta è acchiappare lo sguardo dei più come un ipnotizzatore e qualcosa resterà, come pubblicità e mainstream mediatico insegna (le tecniche sono le stesse: ripetilo sin che diventa VERO). Tutto diretto alla testa dei Consumatori, la nuova frontiera della Cittadinanza (che comincia a risultare un termine un po’ discrimatorio se ci pensate).











Hai ragione. E’ una video”realtà”. Patinata da ”uomo-vogue”. Che ormai ha prodotto un robusto effetto soglia-saturazione. Tutta plastica e unreal.
Io non lo guardo più molto, anche se lo ammetto (”ebbene si maledetto Carter, mi hai beccato anche sta volta!”.. come diceva Patsy nel cartone animato di Nick Carter, della buon anima di Franco Bonvincini, alias ”Bonvi” in ”Gulp! I fumetti in tv” )nel passato me lo sono scorpacciato. Ciao ABR. Grazie a te!
Ancora correzione ( questa volta della citazione, non dello scritto ). E’ una coazione a ripetere ma quando mi becco i refusi, me li correggo. E’ più forte di me scusa. Non era Patsy ( che era l’aiutante di Nick Carter ) a dire ”ebbene si…” ma i vari delinquentoni che il detective americano in versione cartoon, beccava sul fatto, di volta in volta. Ciao. Red ps: sono un pò un perfezionista quando si cita bisogna farlo bene!
Hai ragione a essere perfezionista, io invece dovrei stare più attento ai mis-type (ho la sindrome della dattilografa, pichio i tasti velocemente). E l’ultimo chiuda la porta!
Infatti.. un altro mistype. E’ Bonvicini. Bammm! Notte
cristina è osciena