Chi vincerà il Nobel per la pace?
06/10/2011 - Thorbjoern Jagland, presidente del comitato di assegnazione, anticipa i dettagli Il premio Nobel per la pace 2011 sarà un fattore di unitarietà e non di contrapposizione, e risulterà assai meno controverso rispetto a quello dell’anno scorso: parola di Thorbjoern Jagland.
Thorbjoern Jagland, presidente del comitato di assegnazione, anticipa i dettagli
Il premio Nobel per la pace 2011 sarà un fattore di unitarietà e non di contrapposizione, e risulterà assai meno controverso rispetto a quello dell’anno scorso: parola di Thorbjoern Jagland.
NESSUNA DISCUSSIONE - L’anno scorso il premio Nobel per la pace andò al dissidente cinese Liu Xiaobo, suscitando l’ira e le ritorsioni del regime di Pechino. Quest’anno nessuno se la prenderà, secondo Jagland, intervistato dall’emittente televisiva pubblica norvegese ‘Nrk’: “Io penso che quest’anno il premio sarà bene accetto in tutto il mondo, e che non scatenerà le forti reazioni di un singolo Paese come avvenne nel 2010“. Il vincitore del prestigioso riconoscimento sarà ufficialmente annunciato a Oslo domattina alle ore 11. Secondo il numero uno del comitato assegnatore, si tratterà di una scelta “molto forte, ma che al tempo stesso sarà davvero unificante“, e precisando peraltro che la via per giungere alla decisione finale “non è stata priva di contrasti“; destino beffardo, visto che si tratta del Nobel per la Pace! Nel 2011 la lista, rigorosamente segreta, ha raggiunto il numero-record di 241 candidature. Quando gli è stato chiesto se, come da più parti si sostiene, il Nobel sarà assegnato a una qualche figura che simbolizzi le rivoluzioni della cosiddetta Primavera Araba, Jagland non si è sbilanciato. Ha comunque fatto notare come vi siano stati “molti altri sviluppi positivi nel mondo dei quali abbiamo tenuto conto“, e quanto a suo parere sia “un po’ strano che ricercatori, osservatori e altri non se ne siano resi conto“. Si è quindi rifiutato di andare più in là.
LE SCOMMESSE - Tra i papabili, oltre ai blogger e agli internauti del Nord-Africa, sono stati indicati l’afghana Sisa Samar, medico e attivista per i diritti delle donne, e la militante russa Svetlana Gannushkina insieme alla sua organizzazione umanitaria ‘Memorial’; c’è però chi ha ipotizzato addirittura un riconoscimento all’Unione Europea, per aver mantenuto in pace il Vecchio Continente per oltre mezzo zecolo. In un articolo pubblicato ieri sul quotidiano ‘Vg’ lo stesso Jagland, noto sostenitore dell’integrazione comunitaria malgrado il suo Paese non faccia parte dell’Ue, ha scritto che l’onorificenza quest’anno andrà a “qualcosa che è stato importante per me in tutta la mia vita“. Il Nobel per la pace è l’unico che non si assegna in Svezia; come per gli altri premi, la consegna è fissata per il 10 dicembre prossimo, anniversario della morte di Alferd Nobel. L’anno scorso né a Liu Xiaobo, in carcere, né alla moglie Liu Xia, subito arrestata, fu permesso dalle autorità cinesi di recarsi in Norvegia per ritirarlo. (AGI)











