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Kgb: i tre nascondigli di armi a Roma

Durante la guerra fredda c’erano depositi di armi del servizio segreto sovietico Kgb nascosti in tutta Europa, intorno alle principali città, e la capitale italiana non faceva eccezione. È questa una della verità che emerge dal noto archivio Mitrokhin, che raccoglie i materiali che l’ex funzionario del Kgb Vasilij Nikitic Mitrokhin raccolse durante la sua attività e pubblicò tra il ’99 e il 200o e che oggi comincia ad essere disponibili al pubblico. I dossier che riguardano le attività illecite dei servizi segreti sovietici nei paesi europei e che hanno consentito negli anni scorsi di scoprire numerose spie al soldo di Mosca sono da ieri in buona parte consultabili a tutti. In particolare vengono resi pubblici oltre la metà dei faldoni custoditi dal Churchill Archives Centre dell’Università di Cambridge.

 

archivio mitrokhin 2

 

TRE NASCONDIGLI A ROMA – Per quanto riguarda la città di Roma, dunque, emerge che intorno alla capitale italiana c’erano tre nascondigli che potevano essere aperti solo da personale addestrato perché protetti da trappole esplosive. I nascondigli sono indicati in una mappa con i nomi in codice di ‘Kollo’, ‘Fosso’ e ‘Bor’. A raccontarlo è oggi Vittorio Sabadin sulla Stampa, precisando che parte del contenuto del dossier è stata resa nota in un famoso libro dallo storico Christopher Andrew e che le informazioni sull’Italia sono state consegnate dai servizi inglesi al Sismi, il servizio segreto militare italiano, tra il ’95 e il ’99, diventando poi oggetto di commissione parlamentare d’inchiesta. Quasi tutti i depositi di armi italiane sono stati individuati, dopo aver superato qualche difficoltà inizale legata alla trasformazione delle yard in metri. Essi servivano a contrastare eventuali colpi di Stato di destra. Mentre la Nato disseminava l’Italia di depositi d’armi con l’operazione Gladio, allo scopo di fermare una possibile invasione comunista, l’Unione Sovietica si attrezzava con l’obiettivo opposto.

(Foto da archivio LaPresse. Credit: Churchill Archive Centre)