Quei settemila evasori che la faranno franca
05/10/2011 - La lista Falciani è stata acquisita illegalmente. E il giudice ordina di distruggerla Ottantamila correntisti della banca Hsbc, il cui elenco è stato sottratto dall’ex dipendente Hervé Falciani, tutti da cancellare. Perché la lista è stata acquisita illegalmente, e quindi
La lista Falciani è stata acquisita illegalmente. E il giudice ordina di distruggerla
Ottantamila correntisti della banca Hsbc, il cui elenco è stato sottratto dall’ex dipendente Hervé Falciani, tutti da cancellare. Perché la lista è stata acquisita illegalmente, e quindi il giudice ha deciso di assolvere l’imputato di evasione fiscale e a disporre il macero. Se ne va così a ramengo la possibilità di perseguire quei 7mila evasori italiani che erano finiti nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. La storia la racconta Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera:
Dopo tanti rinvii di decisione da parte di toghe di molte città, per la prima volta ieri il giudice Gianni Reynaud ha infatti «immediatamente archiviato» il procedimento contro un supposto evasore fiscale a Pinerolo perché l’investigazione si basava «su un dato processualmente inutilizzabile » quale la lista Falciani. Documento non soltanto frutto di un’«appropriazione indebita aggravata di documenti», ma anche e soprattutto «formato attraverso la “raccolta illecita di informazioni”, trattandosi della stampa di file contenuti in un sistema informatico riservato, nel quale Falciani si era abusivamente introdotto » o comunque «trattenuto per fini diversi dalle mansioni » che ne autorizzavano la password: condotta che, dopo un contrasto giurisprudenziale, il 18 gennaio scorso la Cassazione a sezioni unite ha ritenuto integri il reato di «accesso abusivo a sistema informatico».
Tutto ciò grazie al varo di una legge ad aziendam: quella su Telecom:
Ma in Italia dal 2006 — e cioè dal convulso fine settimana in cui maggioranza e opposizione vararono all’unisono un decreto, terrorizzate dal timore che nell’inchiesta sul dossieraggio illegale praticato dalla Security di Telecom/ Pirelli potessero spuntare intercettazioni abusive — esiste una legge che impone la distruzione dei «documenti illecitamente acquisiti» e condanna a 6 anni chi continua a detenerli (7 se pubblico ufficiale). Così, quando l’avvocato Giacomo Lunghini prospetta l’applicabilità di questa legge non soltanto alle intercettazioni illegalima anche a documenti quali la lista Falciani, i pm Chiara Maina e Giuseppe Amato scrivono che «deve convenirsi con la difesa» che i documenti acquisiti da Falciani siano «qualificabili come “illegali” perché la relativa riproduzione è stata effettuata all’insaputa dei titolari delle informazioni che dovevano rimanere riservate».
Le micidiali conseguenze sono due:
La prima è che in mano alle Procure (prima di Torino e poi del resto d’Italia) resta una lista «inutilizzabile processualmente e, prima ancora, anche investigativamente quale notizia di reato »: al punto che i pm si fanno restituire dalla GdF di Orbassano la lista, revocano la delega d’indagine e chiedono subito l’archiviazione accettata dal gip «in assenza di altre prove». La seconda è che, sempre «sulla scorta del principio chiaramente ricavabile dalla legge» del 2006, il giudice dispone che «il pm, a tutela delle ragioni di riservatezza dei soggetti cui si riferiscono le informazioni illegali, proceda alla distruzione» dei documenti. E se per celia ci si può esercitare sul paradosso di magistrati equiparabili a ricettatori di refurtiva, più seriamente gli avvocati Carlo Cortinovis ed Edward Greco sono già pronti a usare la decisione per chiudere anche la pratica all’Agenzia delle Entrate.











