|

Isis: cosa è e chi sono quelli che hanno proclamato il califfato in Iraq e Siria

ISIS è un gruppo estremista e violento, nato da una costola di al Qaeda e diventato in pochi mesi  il maggiore fattore di destabilizzazione del Medio Oriente tanto che nei giorni scorsi ha proclamato la costituzione di un califfato. Ecco cosa è l’Isis

Abu-Dua-Caption-Aliases-Dr-Ibrahim
La taglia su al Baghdadi

UNA FORMAZIONE GIOVANE – L’ISIS nasce nell’aprile del 2013 da una costola di al Qaeda in Iraq (AQI) e si segnala fin da subito come uno dei gruppi più attivi nel caos della guerra civile siriana, alimentando allo stesso tempo un netto aumento della violenza in Iraq a forza di attentati ed esecuzioni. Guidata da Abu Bakr al-Baghdadi, un combattente emerso dalla resistenza sunnita all’invasione americana del 2003.

LA SCISSIONE – Insofferente alla guida di al Zawahiri, il teologo leader di al Qaeda, che gli aveva ordinato di dedicarsi al teatro siriano, Baghdadi si è messo in proprio con i suoi, al punto da finire scomunicato dalla casa-madre. Nel 2014 i ribelli siriani hanno costituito un’alleanza contro l’ISIS, alleanza alla quale se è associato anche il fronte al Nusra, i qaedisti che in Siria sono riconosciuti da al Qaeda. Oltre a una base locale tra i sunniti iracheni e siriani, l’ISIS conta soprattutto sull’afflusso di combattenti dall’estero, secondo le stime che circolano può contare da un minimo di 4.000 a un massimo di 10.000 combattenti, non molti, ma molto determinati e pronti anche al suicidio.

LA DENOMINAZIONE – La formazione è conosciuta con diverse denominazioni, anche se ultimamente si è consolidata nell’uso comune quella di ISIS, acronimo che traduce Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, in ISIL sostituida dal «Levante», termine di origine occidentale con il quale un tepo s’indicava la regione e Oriente del Mediterraneo. A loro piace definirsi anche al Sham, un termine che si può tradurre con Damasco, il Levante o Grande Siria e che fa riferimento all’uso che se ne faceva nel settimo secolo per indicare i territori sotto il controllo dei califfi musulmani.

IL CALIFFATO – E proprio nel fine settimanA quelli dell’ISIS hanno proclamato la costituzione del califfato, una dichiarazione che ha lasciato più d’uno perplesso, anche se tradisce chiaramente l’intenzione di farsi stato e di combattere per un riconoscimento in tal senso. Uno stato per ora senza confini, senza califfo, senza esercito e senza alcun riconoscimento, tanto che proprio dal mondo islamico sono giunte le reazioni più scettiche, quando non platealmente ostili.

LEGGI ANCHE: La Siria bombarda in Iraq, tutti contenti

TUTTI CONTRO L’ISIS – Quelli dell’ISIS infatti non piacciono, sono un gruppo militare che impone una legge spietata dove riesce a radicarsi, imponendo costumi da fanatici, punizioni medioevali e facendo strage di sciiti e di cristiani, oltre a dedicarsi a demolire chiese e santuari che considera eretici. Abbastanza da preoccupare gli abitanti della regione, nella quale neppure i gruppi più estremisti sembrano intenzionati a fare altro che combatterlo, anche perché espandendo le sue mire anche su Giordania, Israele, Palestina, Libano e la Turchia meridionale, l’Isis è riuscito a mettere d’accordo anche nemici giurati sulla necessità di liberarsene al più presto. Proprio com’è accaduto in Siria, dove la santa alleanza che gli s’oppone ha solo anticipato quella poi vista all’opera tra Damasco e Baghdad, che ha visto addirittura il premier iracheno al Maliki congratularsi con Assad perché i suoi aerei avevano bombardato in Iraq per colpirli.

TAG: ISIS