Partita Iva, addio al regime dei minimi

03/10/2011 - di

Per quasi 500mila contribuenti dal 2012 scatta l’espulsione Addio minimi. Con la riforma fiscale voluta da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti saranno penalizzate anche le partite Iva. Il Sole 24 Ore ci racconta gli effetti sui contribuenti, riassumibili in uno

Per quasi 500mila contribuenti dal 2012 scatta l’espulsione

Addio minimi. Con la riforma fiscale voluta da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti saranno penalizzate anche le partite Iva. Il Sole 24 Ore ci racconta gli effetti sui contribuenti, riassumibili in uno slogan: più tasse per tutti.

Saranno quasi 5oomila gli autonomi, i professionisti e i piccoli esercenti a salutare definitivamente il regime agevolato, alla fine dell’anno in corso: quasi il 96% di quanti attualmente ne fanno parte. E un addio non volontario ma indotto. La manovra di luglio ha completamente cambiato le carte in tavola per l’accesso al recinto dell’agevolazione. Una modifica in qualche modo epocale per quelle micro-imprese e quei piccoli studi a cui, proprio per le limitate dimensioni di fatturato, è stato finora assicurato un basso prelievo fiscale, insieme a tutta una serie di semplificazioni anche contabili. Del resto, come nota il dipartimento delle Finanze nel rapporto sui minimi realizzato appena un anno fa, «è stato quantificato in circa 1.5oo euro il costo medio per impresa degli obblighi previsti dalle direttive europee sulla rendicontazione».

Anche per ovviare a questa “tassa occulta”, il Fisco ha concesso una sorta di wild card, per dirla in gergo sportivo, e ha garantito alle attività con basso livello di ricavi (non superiore ai 3omila euro annui e con investimenti non oltre i 15mila euro nel triennio) la possibilità di entrare o restare sul mercato e si è accontentato di un prelievo minore:

Il 20% dei redditi prodotti a cui va aggiunta l’esenzione dall’Irap e l’esonero dagli obblighi Iva. Ma chi sono i “minimi”? Il 6o% è rappresentato da tre grandi categorie: professionisti (oltre il 35%), commercianti (u,5%) e imprese delle costruzioni (11%). A livello territoriale, un terzo dei 5o6mila contribuenti che fanno parte del regime è condensato in tre regioni: Lombardia (13%), Lazio (11%) e Campania (io%). Di quelli che hanno dichiarato un reddito, ben il 6(3% arriva appena a iomila euro e solo il 6% supera i 4omila. In pratica significa che le dimensioni delle attività coinvolte sono davvero ridotte. Capire fino a quanto i vantaggi della permanenza nel regime abbiano inciso sulla capacità di crescita e di sviluppo dell’attività non è semplice anche perché negli ultimi tre anni la crisi economica si è fatta sentire e anche i «piccoli» e «piccolissimi» operatori economici hanno pagato uno scotto molto alto. Anche per questo è altrettanto difficile – e i numeri sembrano suggerirlo – se dietro il regime si sia comunque nascosta una sacca di sommerso e di redditi non dichiarati al Fisco. Considerazioni che, in fondo, non possono essere sfuggite prima di varare le modifiche introdotte dalla manovra di luglio (il Dl 98, convertito dalla legge m/aou).

Anche se la finalità dichiarata del restyling resta quella di supportare e favorire l’imprenditoria giovanile e le nuove attività produttive:

Non a caso, dal 2012 potranno essere ammessi nella cerchia degli agevolati imprese, artigiani e professionisti che hanno appena aperto bottega o che non hanno alzato le serrande prima del 2008. Ci sarà un preciso limite temporale: 5 anni con la chance di fermarsi più a lungo offerta solo a chi non avrà ancora compiuto 35 anni (sempre che non cresca il suo volume di fatturato). La motivazione è proprio quella di evitare che il recinto si trasformi in un limite alla crescita dimensionale. Un recinto che, però, avrà un maxi-sconto dal Fisco in quanto si pagherà appena il 5% di tasse. Ma quanti saranno i fortunati? Partiamo da chi c’è già. Sono i quasi 2unila che si salveranno dall’esodo. In termini relativi, sono sopra i15% degli attuali minimi regionali solo i piccoli del Lazio e della Campania. Di questi, al momento, non è dato sapere quanto rimarranno perché la precedente permanenza si scala dal plafond dei 5 anni. Pertanto chi è già minimo da tre anni, potrà rimanere al massimo altri due.

14 Commenti

  1. Economy online scrive:

    Davvero molto triste, visto che proprio la possibilità di pagare delle tasse più agevolate aveva permesso a molti disoccupati o lavoratori in nero di mettersi in proprio e regolarizzare la propria posizione.
    Stefano

    • Nina scrive:

      Infatti, quando venne istituito tale regime fiscale il messaggio vero era “stai dove sei, non emergere, che in realtà è una presa per il culo”. Ce lo dovevamo immaginare.
      Ma come si poteva pensare che un governo come questo avesse piacere di aumentare il numero dei contribuenti autonomi, che, in quanto tali, alla fine non si accontentano di pagare e basta ma pretendono giustamente rendiconti.
      Perché se io ti presento i conti in chiaro, caro Stato, esigo doverosamente che lo faccia anche Tu. Senza parlare del fatto che si renderebbero più forti le associazioni di categoria, insomma, alla fine si rischia di farsi pure sentire troppo e magari prima o poi si finiva col riuscire a spuntare tariffe decenti…!
      Allora, per i babbei come me che non avevano capito bene, ora lo ripetono più forte.
      Devi dà chiudé, abbèlla!!!! E te devi fa tutt’annero che almeno nun ce pòi mai più rompe’ li cojoni co’l’ IMPSE ché tanto nun te toccava gnente comunque!!!

  2. Mario scrive:

    Consideratelo sotto un’altro punto di vista: il governo pochi anni fa ha aperto la strada alla regolarizzazione per molti soggetti i quali avrebbero continuato a rimanere in un regime di irregolarità; ora eliminando la possibilità di rimanervi lascia la strada aperta ai giovani imprenditori (e solo i giovani) e costringe gli attuali partecipanti al regime a rimanere in regola.

    non è poi così male come cosa

    • Nina scrive:

      Da come parli non so quanto ne sai sul regime dei minimi…

      • Davide scrive:

        Appunto, chi stava nel regime dei minimi ERA GIA’ in regola, per cui il tuo discorso non ha assolutamente senso. Ora al contrario, si rischia che molti soggetti fatturino in nero più di prima…

        • Rosy scrive:

          Attenti! In tutti questi discorsi tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Una cosa sicura è che siamo stufi di avere accanto a noi gente che evade…pensate che gli stipendiati (come me) hanno un socio al 47%. Se pagassimo un pò tutti forse il socio si accontenterebbe di meno.

    • jo7962 scrive:

      Rimanere in regola? Ma sai di cosa parli o lo fai tanto per fare? Lavoro da 32 anni come artigiano nell’edilizia e la situazione odierna, mi ha costretto a chiudere una società che per 2 anni abbiamo tentato di non far morire. il volume di affari è calato del 50/60% e con il regime agevolato, riesco a portare a casa uno stipendio, diciamo da operaio specializzato. Con il regime normale, sarò costretto a chiudere anche l’attività individuale (lavoro solo) e lavorare in nero, altrimenti non riuscirei a far mangiare i miei 2 figli! Informati prima di dire che tutto sommato va bene! Chi guadagna milioni non si preoccupa di questo!

  3. devid scrive:

    Questo ministro ha deciso di far vivere solo le grosse aziende i grossi studi professionali,
    le Grandi catene commerciali e basta. L’unica cosa vera è che ora quelli che pagavano già troppo rispetto a quello che guadagnavano li farà chiudere del tutto. Ma già ci eravamo arrivati ugualmente, al punto di chiudere . La verità è che occorrerebbe che tutti chiudessero la partita i.v.a. – Ma siamo Italiani ed anche un po pecoroni perciò molti continueranno ugualmente così si finiscono di farsi strozzare. Io comunque assicuro che forse anche prima della fine dell’anno la partita i.v.a. la chiudo . Poi vedremo,tanto per il peggio non c’è posto. Caro Davide io lo immagino per
    chè Tu affermi che tanto on cambierà niente.

  4. enzo scrive:

    Salve, credo che sarebbe il caso di darsi una calmata.
    Il periodo che stiamo vivendo è molto particolare, naturalmente per la gente normale! si, perchè è economicamente debole e quindi ne risente, chi ha milioni no, cominciamo a mettere in chiaro questo.
    Sappiamo che la società è divisa in diverse fasce di reddito, quindi chi era nel regime dei minimi non può paragonarsi ne ieri, ne oggi, ne domani con chi ha i milioni.
    Prima di lamentarsi, a ragione o a torto, sarebbe il caso di fare una simulazione con i numeri della dichiarazione del 2010 riferita al reddito del 2009, per capire se sarà migliorativa, peggiorativa o altro.
    Io sono abituato ad analizzare il problema da affrontare, successivamente prendere le dovute decisioni.
    Ho due figli all’università e un’altro alle superiori, quindi avrei tutte le buone ragioni di gridare la mia rabbia di fronte a questi signori che guidano la macchina del governo, secondo me sbagliato, ma dobbiamo capire che questi signori non conoscono i nostri problemi non li immaginano proprio, sempre metaforicamente parlando, noi saremmo le viuzze di campagna oltre il guard rail dell’autostrada che i signori percorrono.
    Hanno provato i vari governi dei vari colori, ma tutti non hanno capito che dovrebbero girarsi un po più spesso indietro, non solo in tempo di elezioni.
    vi saluto e buon lavoro

  5. ghilardi marco scrive:

    chiaro che la tassazione 2011 rispetto al 2010 quasi triplicherà.
    la cosa fondamentale sarebbe di dare la possibilità a chi esce dal regime dei minimi per il 2011 di essere tassato con l’aliquota vecchia, poi nel 2012 avrà il tempo di organizzarsi e decidere sul da farsi.
    berlusconi e tremonti purtroppo sono due soggetti indefinibili, non si tratta di politica ma venire a colpire piccoli imprenditori a fronte di salvare come al solito la grossa imprenditoria fa veramente capire il livello intellettivo di certi soggetti che si spacciano da guru della finanza. uno che fa 5 manovre e ne sbaglia 6 cosa può capire di finanza.
    ci vorrebbe un minimo di intelligenza del nuovo governo, aiutare meglio il passaggio, poi si vedrà.
    ma ne dubito, appena qualcuno si siede su quegli scranni immediatamente diventa suonato.
    dobbiamo purtroppo tenerci i nostri problemi, lo stato incasserà più soldi ma noi ne spenderemo meno se vogliamo riuscire. ecco perchè l’economia non cresce.

  6. Angelo scrive:

    Scusate ma mi sa che avete preso un abbaglio. Se vi leggete il testo della manovra nel sito dell’agenzia delle entrate vedrete che aderisce al nuovo regime chi ha un’attività dal 2007 e che non abbia superato i 30000 di reddito. O chi apre una nuova attività da gennaio 2012.

  7. piero rossi scrive:

    Ecco fatto, partita Iva chiusa, cosi’ da me lo stato non prendera’ nemmeno quello che prendeva sotto il regime dei minimi. Anche il commercialista non ricevera’ piu’ la mia parcella e il colore NERO sara’ l’unico colore !! Contenti voi….poi passeremo alle bombe.

  8. Nero scrive:

    Io avevo un doppio lavoro (entrambi regolari si intende!) dipendente + piva

    Lavorando 16 ore al giorno riuscivo a portare a casa un buon stipendio
    sommando le due attività.
    L’attività professionale mi permetteva un minimo di introito tale da pagarmi
    le bollette, l’auto e qualche svago… di certo non cifre importanti…
    Adesso ho dovuto chiudere la partita iva e lavorare solo come dipendente
    poichè rischiavo di lavorare solo per pagare le imposte…

    Grazie governo ladro!
    Avete ucciso la gente che mangiava con quello che guadagnava ONESTAMENTE,
    mentre politici si ritrovano case al Colosseo senza sapere chi gliele ha pagate….

    Rigrazie governo ladro!!!

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