Partita Iva, addio al regime dei minimi

Per quasi 500mila contribuenti dal 2012 scatta l’espulsione Addio minimi. Con la riforma fiscale voluta da Silvio Berlusconi e Giulio...

Per quasi 500mila contribuenti dal 2012 scatta l’espulsione

Addio minimi. Con la riforma fiscale voluta da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti saranno penalizzate anche le partite Iva. Il Sole 24 Ore ci racconta gli effetti sui contribuenti, riassumibili in uno slogan: più tasse per tutti.

Saranno quasi 5oomila gli autonomi, i professionisti e i piccoli esercenti a salutare definitivamente il regime agevolato, alla fine dell’anno in corso: quasi il 96% di quanti attualmente ne fanno parte. E un addio non volontario ma indotto. La manovra di luglio ha completamente cambiato le carte in tavola per l’accesso al recinto dell’agevolazione. Una modifica in qualche modo epocale per quelle micro-imprese e quei piccoli studi a cui, proprio per le limitate dimensioni di fatturato, è stato finora assicurato un basso prelievo fiscale, insieme a tutta una serie di semplificazioni anche contabili. Del resto, come nota il dipartimento delle Finanze nel rapporto sui minimi realizzato appena un anno fa, «è stato quantificato in circa 1.5oo euro il costo medio per impresa degli obblighi previsti dalle direttive europee sulla rendicontazione».

Anche per ovviare a questa “tassa occulta”, il Fisco ha concesso una sorta di wild card, per dirla in gergo sportivo, e ha garantito alle attività con basso livello di ricavi (non superiore ai 3omila euro annui e con investimenti non oltre i 15mila euro nel triennio) la possibilità di entrare o restare sul mercato e si è accontentato di un prelievo minore:

Il 20% dei redditi prodotti a cui va aggiunta l’esenzione dall’Irap e l’esonero dagli obblighi Iva. Ma chi sono i “minimi”? Il 6o% è rappresentato da tre grandi categorie: professionisti (oltre il 35%), commercianti (u,5%) e imprese delle costruzioni (11%). A livello territoriale, un terzo dei 5o6mila contribuenti che fanno parte del regime è condensato in tre regioni: Lombardia (13%), Lazio (11%) e Campania (io%). Di quelli che hanno dichiarato un reddito, ben il 6(3% arriva appena a iomila euro e solo il 6% supera i 4omila. In pratica significa che le dimensioni delle attività coinvolte sono davvero ridotte. Capire fino a quanto i vantaggi della permanenza nel regime abbiano inciso sulla capacità di crescita e di sviluppo dell’attività non è semplice anche perché negli ultimi tre anni la crisi economica si è fatta sentire e anche i «piccoli» e «piccolissimi» operatori economici hanno pagato uno scotto molto alto. Anche per questo è altrettanto difficile – e i numeri sembrano suggerirlo – se dietro il regime si sia comunque nascosta una sacca di sommerso e di redditi non dichiarati al Fisco. Considerazioni che, in fondo, non possono essere sfuggite prima di varare le modifiche introdotte dalla manovra di luglio (il Dl 98, convertito dalla legge m/aou).

Anche se la finalità dichiarata del restyling resta quella di supportare e favorire l’imprenditoria giovanile e le nuove attività produttive:

Non a caso, dal 2012 potranno essere ammessi nella cerchia degli agevolati imprese, artigiani e professionisti che hanno appena aperto bottega o che non hanno alzato le serrande prima del 2008. Ci sarà un preciso limite temporale: 5 anni con la chance di fermarsi più a lungo offerta solo a chi non avrà ancora compiuto 35 anni (sempre che non cresca il suo volume di fatturato). La motivazione è proprio quella di evitare che il recinto si trasformi in un limite alla crescita dimensionale. Un recinto che, però, avrà un maxi-sconto dal Fisco in quanto si pagherà appena il 5% di tasse. Ma quanti saranno i fortunati? Partiamo da chi c’è già. Sono i quasi 2unila che si salveranno dall’esodo. In termini relativi, sono sopra i15% degli attuali minimi regionali solo i piccoli del Lazio e della Campania. Di questi, al momento, non è dato sapere quanto rimarranno perché la precedente permanenza si scala dal plafond dei 5 anni. Pertanto chi è già minimo da tre anni, potrà rimanere al massimo altri due.