Disfatta Italia, sarà per la prossima volta

02/10/2011 - L’Italrugby perde 36-6 la partita con l’Irlanda che avrebbe significato la qualificazione ai quarti di finale. Si torna a casa pensando a quel che non è stato E’ sempre dura illudersi che tutto è possibile e poi ritrovarsi a commentare

     
 

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L’Italrugby perde 36-6 la partita con l’Irlanda che avrebbe significato la qualificazione ai quarti di finale. Si torna a casa pensando a quel che non è stato


E’ sempre dura illudersi che tutto è possibile e poi ritrovarsi a commentare una sconfitta, ma questo è il rugby signori e non c’è da recriminare. O forse si, ma non contro l’arbitro dell’incontro Sir Jonathan Kaplan della federazione sudafricana, né contro il dimissionato coach Nick Mallett e le sue scelte spesso impopolari, ma solo ed esclusivamente contro la sfortuna o il destino che dir si voglia e soprattutto, permetterete lo sfogo, contro se stessi. E’ vero, sarebbe stata sicuramente un’altra partita se Castrogiovanni non si fosse infortunato a metà del primo tempo. Probabilmente gli irlandesi avrebbero vinto lo stesso data la netta superiorità al largo, ma sicuramente avrebbero dovuto guadagnarsi ogni metro a furia di scontri e,probabilmente, avrebbero pagato dazio in fatto di stress fisico. Invece no, Castro è andato via scombinando i piani di Mallett e sbilanciando la precaria tenuta degli italiani. E dire che fino a quel momento gli azzurri avevano tenuto testa agli irlandesi.

PRIMO TEMPO EQUILIBRATO – La tensione si potrebbe tagliare col coltello quando le squadre si schierano per l’esecuzione degli inni nazionali. Tra gli italiani sono molti i visi rigati dalle lacrime, fatto che denota la giusta tensione e concentrazione. L’Irlanda sa di doverci attaccare là dov’è il nostro punto forte e quindi le prime mischie sono una lotta continua senza che nessuno dei due pacchetti riesca ad avere la meglio. Al settimo minuto l’arbitro richiama Gonzalo Canale per un diverbio con un avversario e concede un calcio che O’Gara ha vita facile a trasformare nel 3-0. Il gioco riprende e sul rinvio gli irlandesi perdono la palla all’altezza dei propri 22 che frutta un calcio che Bergamirco trasforma nel momentaneo pareggio. Di nuovo capovolgimento di fronte e l’arbitro fischia un fallo a Bergamauro concedendo così il calcio del 6-3 a O’Gara, che però non trasforma. L’Italia usa male i calci di liberazione di Semenzato e gli irlandesi, dopo aver conquistato l’ovale, si rendono pericolosi con un azione insistita sulla destra della difesa italiana che si risolve in una touche per gli azzurri. Sugli sviluppi l’Italia commette un fallo d’ostruzione su una propria azione e regala a O’ Gara il calcio che questa volta va dritto in mezzo ai pali per il 6-3. L’Italia rialza la testa e Canale si rende pericoloso con un calcetto a seguire che il mediano irlandese, Conor Murray, butta in touche. Gli azzurri organizzano una maul avanzante e i verdi sono costretti a commettere una scorrettezza per fermarla, concedendo il secondo calcio che Bergamirco butta dentro per il 6-6. Trentesimo del primo tempo, arriva l’infortunio a Castro e la partita prende un’altra piega. O’Gara segna il nono punto per gli irlandesi e la partita si fa più dura che mai per l’Italia che tiene comunque il campo e sull’ennesima maul avanzante fatta crollare dagli irlandesi solo un pugno di reazione di Bergamauro ci impedisce di avere un calcio piazzabile per il possibile pareggio. Quattro calci per l’Irlanda, tre per l’Italia; un errore per parte e il risultato al fischio di metà partita è di 9-6 per gli irlandesi.

DOMINIO IRLANDA – L’Irlanda riprende a spron battuto il secondo tempo e mette subito in difficoltà una disorientata Italia costretta prima a subire un calcio e poi a veder schiacciare in meta Brian O’Driscol, lesto a sfruttare un censurabile buco difensivo tra Garcia e Bocchino, quest’ultimo entrato in sostituzione di Orquera. Il momento è difficile per l’Italia e il tracollo è lì ad un passo. Passano pochi minuti, l’Irlanda segna mandando in fumo ogni velleità italiana. La partita è persa, la disfatta ha inizio e per gli italiani cominciano minuti di frustrazione e sofferenza che finiscono solo al triplice fischio finale.

UN PUGILE SUONATO – Avete presente il volto di un pugile suonato alla fine del match? Avete presente il sangue che gli sgorga dallo zigomo per quel pugno da knock-out ricevuto quando ha abbassato la guardia? Avete presente quando il pugile abbassa la guardia perché il tacco del suo piede d’appoggio è appena scivolato sul sudore caduto sul tappetto nel corso del ring e l’avversario è bravo e fortunato ad assestare un diretto letale? Ecco, se avete presente tutto ciò, allora potete ben capire perché l’Italia di oggi, la stessa Italia che ha accarezzato il sogno di fare la storia, assomigli in maniera indistinguibile al pugile suonato di cui prima. Ad emblema di tutto ciò basta avere visto il viso di Sergio Parisse pochi minuti prima del fischio finale. Ha appena ricevuto un colpo sul volto e dal taglio all’altezza del sopracciglio sinistro un rivolo di sangue gli sporca il viso. Il suo volto è segnato, ma quel che più colpisce è l’espressione. Frustrato, atterrito, esausto, ma comunque compito. Non riesce a capacitarsi della disfatta e vorrebbe che l’arbitro non notasse quel taglio così evidente che lo costringerebbe a lasciare il campo per medicarsi. Mancano pochi minuti, forse due, e l’arbitro spedisce Parisse negli spogliatoi per farsi bendare. Lui corre dentro, forse vorrebbe lasciarsi andare, si fa annodare una fascia sul capo e riesce subito fuori. I suoi ragazzi hanno subito la terza meta e non c’è più modo di sognare alcunché. Sarà per la prossima volta. Comunque grazie per l’impegno.

     
 

2 Commenti

  1. bobo scrive:

    lasciate i “sì, ma…” al calcio, il rugby non ne ha bisogno, grazie ;)

  2. mario.torme scrive:

    loro erano più forti, ma l’Italia deve crescere nel carattere. E non parlo della reazione nel secondo tempo (l’impressione è che mancassero le gambe) ma le reazioni stupide alle provocazioni. Un esempio su tutti: 40′ del primo tempo (tempo scaduto in pratica), vantaggio per l’Italia, l’arbitro fischia calcio di punizione, non ricordo bene chi dell’Italia reagisce platealmente a una botta subita. Decisione dell’arbitro (inopinabile): girato il calcio e fine primo tempo…non abbiamo più fatto un punto.

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