Dei negri, dei bianchi e dell’elementare Watson

21/01/2009 - I PIU’ INTELLIGENTI - E sapete chi ottiene i punteggi più alti di tutti? Già. Gli ebrei. È di nuovo OneEurope, che oggi di funzioni automorfiche non vuole proprio sentir parlare: “Il perché “loro” non vogliano ammettere differenze genetiche riguardanti

     
 

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I PIU’ INTELLIGENTI - E sapete chi ottiene i punteggi più alti di tutti? Già. Gli ebrei. È di nuovo OneEurope, che oggi di funzioni automorfiche non vuole proprio sentir parlare: “Il perché “loro” non vogliano ammettere differenze genetiche riguardanti l’intelligenza non l’ho mai capito: i test del QI (e la storia) li definiscono come il gruppo etnico dall’intelligenza più elevata (QI=113) ed effettivamente nonostante la loro piccola popolazione, non si può negare che hanno contribuito molto alla scienza per non parlare del loro successo negli affari”. Già, nonostante la loro piccola popolazione (chissà perché si riproducono così poco? che buffi esserini) e nonostante il naso adunco che gli dà fiuto negli affari “loro” non vogliono ammettere differenze genetiche. Forse perché Rita Levi Montalcini – dal momento che si parla di lei e non di 14 milioni di ebrei che parlano all’unisono – in quanto ebrea sefardita è in grado di capire che le argomentazioni non devono portare inevitabilmente acqua al proprio mulino, o forse perché quando sente parlare di eugenetica all’acqua da peracottari le si stringe il buco del culo. Così, per riflesso atavico.

PARAFRASI - Non poteva mancare il contributo di Vanguarduk, già membro della Royal Society: “Non ho venuto a contatto mai di un nero intelligente. Naturalmente, ci è una spiegazione semplice. … non esistono”. Se Vanguarduk non ha venuto a contatto con un nero intelligente un motivo ci deve essere, al di là del fatto che credo che un nero intelligente si guarderebbe bene dall’avere a che fare con Vanguarduk. Ma naturalmente ci è sempre una spiegazione semplice: “Sappiamo che Watson … per ‘parafrasare’ le sue parole … considera i neri come dei subumani. Ovviamente … nessuno lo ha informato … dei rumeni. La presenza dei rumeni in Italia … è un insulto grave alla gente dell’Italia. Devono essere espulsi, immediatamente. Sono schiuma subumana e pericolosa”. Alla faccia della parafrasi My Lord! Toc toc Watson. Chi è là? Volevo informarla dei rumeni. Li faccia attendere nell’atrio. Ma sono poco intelligenti, sporcano il tappeto! Calma, calma, non saltiamo alle conclusioni, misuriamo!

IL VERO PROBLEMA – OneEurope, che è chiaramente un razzista liberale di sinistra, ci tiene a precisare: “Comunque per onestà bisogna dire che una buona parte dei crimini attribuiti ai Romeni sono commessi da zingari Rom, con lo stesso passaporto (se ne hanno uno), scuri di pelle dall’aspetto euro-indiano”. Sì, credo di averli visti da qualche parte. Vanguarduk accusa il colpo: “Devo concedere che i zingari rumeni sono il problema … non i discendenti nobili degli antichi Romani in Dacia. È abbastanza notevole come l’effetto di civilizzazione ha eluso interamente i zingari … e continuerà a fare così. Sono incapaci di sviluppo sociale. I tedeschi hanno provato ad eliminarli. È una vergogna grande … che non sono riuscito”. Ora caro mio, a me non me la conti giusta. Se il processo di civilizzazione ha eluso i zingari a te non ti ha proprio sfiorato manco di striscio, un po’ come il dizionario albanese-italiano che ti porti in tasca. Non è che dobbiamo stare qui a sentire le vostre beghe di est-europei, risolvetele al paese vostro. E non ti biasimare per non essere riuscito da solo a sterminare tutti i zingari, erano davvero tanti.

RIPENSAMENTI - Ma come è andata a finire poi quella storia di Watson? Sentiamo che dice Zia Wiki: “Neanche due giorni dopo, nella tempesta delle innumerevoli prese di distanza e dopo diverse collaborazioni scientifiche e divulgative andate in fumo, Watson ritratta, affermando che le sue dichiarazioni non poggiavano su alcuna base scientifica e non riusciva nemmeno a rendersi conto di come avesse potuto affermare tali sciocchezze”. Le medicine Watson, le medicine! “Trascorsi poco meno di due mesi dalla dichiarazione, il genoma di James Watson è stato reso pubblico, dietro sua esplicita richiesta, ed è risultato avere 16 volte più geni di origine “nera” nel proprio Dna rispetto al bianco medio occidentale. Ciò significa, con tutta probabilità, che un suo bisnonno o trisavolo era di origine africana. Sempre secondo le stesse ricerche è risultato anche che il 9% dei suoi geni sarebbero stati ereditati da antenati di origine asiatica”.

I HAVE A DREAM - Il fatto che abbia dei geni africani è peraltro in linea con le sue tesi, dal momento che è cretino come un selcio. Ma James non è nuovo a tesi bislacche, peraltro interamente ricavate dall’analisi delle basi azotate dell’acido desossiribonucleico: “Nel 1997 affermò che una donna avrebbe dovuto avere il diritto di abortire se dalle analisi fosse emersa l’omosessualità del suo bambino. In seguito suggerì un nesso tra colore della pelle e tendenze sessuali, sostenendo che le persone di colore avrebbero una libido più accentuata rispetto ai bianchi. Quindi affermò che la bellezza umana potrebbe essere geneticamente manipolata: «la gente pensa che sarebbe orribile se facessimo tutte le ragazze belle, io credo invece che sarebbe meraviglioso»”. Insomma, anche James Watson come Martin Luther King ha un sogno. Ma bagnato.

     
 

22 Commenti

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