La politica anti terrore di Obama

01/10/2011 - Guerra chirurgica e operazioni segrete: in questo modo Obama colpisce l’obiettivo senza distruggere i paesi bersaglio Il presidente Obama ha dato un’impronta indelebile alla guerra al terrore nei passati sei mesi, ridimensionando la grande guerra che il suo predecessore aveva

     
 

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Guerra chirurgica e operazioni segrete: in questo modo Obama colpisce l’obiettivo senza distruggere i paesi bersaglio

Il presidente Obama ha dato un’impronta indelebile alla guerra al terrore nei passati sei mesi, ridimensionando la grande guerra che il suo predecessore aveva lanciato contro l’Iraq e l’Afghanistan, e invece ampliando una campagna segreta in molti paesi condotta con attacchi aerei di precisione che hanno un’impronta militare molto più ridotta.

MIGLIORARE LE TECNICHE – Le tattiche che Obama ha adottato furono sviluppate negli ultimi anni della presidenza Bush, ma sono state raffinate ed allargate con successo sotto la sua amministrazione. Mentre i droni sono i segni più evidenti della campagna militare di precisione che si estende dal Corno d’Africa al Pakistan, ciò che resta quasi invisibile sono le truppe sul terreno, sia americane che alleate, che controllano l’intelligence e dirigono le azioni con grande precisione.

MOLTI SUCCESSI – L’uccisione di Anwar al-Awlaki, un chierico di nazionalità statunitense abbattuto nello Yemen, dove era una delle figure di spicco di Al Quaeda nella penisola arabica, è stato un grande traguardo di una strategia che è stata utile anche nell’uccisione di Osama Bin Laden in Pakistan, in quella di Ilyas Kashmiri, il comandante degli attacchi a Mumbai nel 2008, e nella cattura di Yunis al-Mauritani, un capo delle operazioni militari in Pakistan.

NON FARE ERRORI - “Non fare errori: questa è una ulteriore prova che Al Quaeda e i suoi affiliati non troveranno la salvezza nello Yemen o in nessun altro luogo al mondo” ha detto il Presidente dopo l’uccisione di Awlaki. Invece di grandi guerre, Obama è più interessato ai conflitti minori. Il nuovo modello per questo approccio è la campagna degli USA nello Yemen che ha preso forma nel 2009 e si è chiusa nell’autunno dello stesso anno quando il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh si dichiarò d’accordo nel dare agli USA accesso al proprio territorio per operazioni antiterroristiche.

UNIONE TRA FORZE MILITARI - La nuova campagna rappresenta un’inedita unione tra le forze convenzionali, quelle speciali e la CIA, tutte controllate da un unico centro operativo. Contingenti di forze “bianche”, quelle che si trovavano a Fort Bragg in North Carolina e i Rangers di Fort Benning, hanno fatto esercitare le proprie forze speciali direttamente nello Yemen.

QUESTIONI POLITICHE – C’è una divisione nell’amministrazione rispetto alla potenza attuale di Al Quaeda e dei suoi affiliati. Ma c’è consenso unanime sull’importanza delle piccole guerre segrete. Anche se gli Stati Uniti cominciano ad allontanarsi dall’Iraq, l’amministrazione Obama sta tentando di negoziare un patto per tenere dei droni provenienti dall’Iraq nella vicina Turchia.

UN PASSO INDIETRO - La dottrina di Obama è un passaggio dall’amministrazione Bush che durante la sua seconda parte si era concentrata nel costruire istituzioni nella società civile necessarie per prevenire un nuovo establishment di Al Quaeda. Oggi, le forze speciali, secondo Mary Habeck, specialista di Al Quaeda per il Bush National Security Council, stanno ritornando al loro ruolo tradizionale di controterrorismo. “Aiutano a prevenire attacchi interni al paese ed è importante” ha detto. “Ciò che invece non forniscono è una strategia accettabile per distruggere le organizzazioni e costruire società che siano resistenti al ritorno di Al Quaeda”

     
 

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