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di Alberto Bertotto
“La verità autentica è sempre inverosimile…”
(Fedor Michajlovic Dostoevskij)
“Come aviene a un disperato spesso, che da lontan brama e disia la morte, e l’odia poi che se la vede appresso, tanto gli pare il passo acerbo e forte”
(Ludovico Ariosto)
Questa è una storia che nessuno vuole raccontare, ma che riguarda ciascuno di noi. E’ una storia che tocca tre generazioni: quella dei ventenni che fa finta di saperla, quella dei quarantenni che fa finta di ricordarla e quella dei sessantenni che fa finta di averla dimenticata. Ciò che ho voluto raccontare è una ragionevole provocazione della storia. A chi ama il mistero della verità, a chi ha il coraggio di aprire gli armadi in cui sono nascosti gli scheletri del passato e a chi accetta il giallo delle congetture, è dedicato questo articolo che ha il sapore di un impegno, quello di indagare Mussolini.

