L’illusione di Obama secondo South Park
20/01/2009 - Arriva anche in Italia la puntata della serie animata americana sulle elezioni presidenziali: un piano diabolico, un furto epocale ma soprattutto tante false speranze e tanto ingiustificato terrore E’ proprio il momento giusto. Nel giorno della cerimonia di insediamento del
Arriva anche in Italia la puntata della serie animata americana sulle elezioni presidenziali: un piano diabolico, un furto epocale ma soprattutto tante false speranze e tanto ingiustificato terrore
E’ proprio il momento giusto. Nel giorno della cerimonia di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti (e mentre sull’Huffington Post ci si chiede di che tratterà nel suo discorso inaugurale), arriva in Italia “About Last Night…”, l’episodio della dodicesima stagione di South Park incentrato sulla vittoria di Barack Obama nelle ultime elezioni americane. La serie ideata da Trey Parker e Matt Stone si fa stavolta beffa dell’isterismo collettivo che ha accompagnato la campagna elettorale, e delle assurde aspettative post-elettorali di entrambe le fazioni, puntando ovviamente con molta più grinta sul presidente in carica. La notizia non è sfuggita a Tgcom, anche se non è ben chiaro se abbiano capito che la puntata risale al novembre scorso e che ad arrivare oggi in tv è solo l’adattamento italiano. Anche Repubblica c’è cascata con tutte le scarpe: “Un benvenuto tutto particolare al nuovo presidente, intanto, è stato preparato dagli ideatori di «South Park» il più irriverente tra i cartoni animati degli ultimi anni: nella punta speciale prevista per martedì prossimo, il giorno dell’ insediamento, Barack Obama viene definito un «ladro professionista», complice del suo stesso avversario alle elezioni, John McCain“.
LA STORIA - Ma lasciamo stare il rapporto tutto particolari tra i media italiani e il concetto di inedito, e andiamo a vedere che accoglienza hanno riservato a mister “Yes, we can!” gli autori di South Park. Protagonisti dell’episodio sono ovviamente Barack Obama e John McCain: mentre gli elettori del primo, entusiasti fino al ridicolo (“E’ così grandioso! Così perfetto e grandioso”, “ora sarà tutto meraviglioso”), festeggiano per le strade tra alcool e “Yes we can”, e quelli del secondo si disperano per l’imminente fine del mondo
civilizzato (“E’ finita, Linda, il paese che conosciamo sta per cambiare: siamo tutti morti!”, “saremo probabilmente tutti morti entro l’alba”), i due contendenti si rivelano complici. Insieme ad un gruppo di ladri professionisti, Obama e McCain progettano infatti di rubare il preziosissimo Diamante Hope dallo Smithsonian Museum di Washington. Il colossale piano per la realizzazione del “più grande furto della storia” è durato dieci anni, e prevede che Obama, una volta eletto presidente, si introduca nel museo sfruttando il sottostante tunnel che dallo Studio Ovale porta fuori da Washington.
FESTE E RISSE - Mentre la squadra di ladri, palesemente ispirata a quella di Ocean’s Eleven, mette a segno il colpo perfetto, a South Park succede di tutto. Randy, il padre di Stan, è completamente ubriaco e in preda all’entusiasmo ricopre perfino di insulti il suo capo, perché “è cambiato tutto, non mi serve più questo stupido lavoro. Sai cos’ha detto Obama? Ha detto, yes we can”. E al capo che gli fa notare che anche lui ha votato Obama risponde: “Obama non stava parlando di te!”. Gli elettori di McCain si sono invece radunati intorno ad un bunker (un’”arca”) costruito dagli Stotch per proteggersi dalla catastrofe; ma lo spazio nell’arca è limitato e ben presto si accende la lotta (o per meglio dire la rissa)
per chi ha diritto di entrare: “Oh Gesù, sta già accadendo, la società sta crollando!” – “Obama è stato eletto quattro ore fa e il paese sta già andando all’inferno!”.
IL RISVEGLIO - Infine il colpo riesce perfettamente, gli elettori di McCain usciti dal bunker scoprono che dopotutto il mondo non è ancora finito (“E’ ancora qui, è ancora tutto qui” – “Vuol dire che forse abbiamo reagito in maniera eccessiva?” – “No, no, non direi. E’ solo che forse… forse Obama potrebbe andare bene”), mentre Randy si risveglia dopo la sbornia, scopre di aver perso – tra le altre cose – il lavoro, e non può fare altro che gridare “Obama aveva detto che le cose sarebbero state differenti: quel figlio di puttana ci ha mentito! Lo sapevo che dovevo votare per McCain!”. Il messaggio, insomma, è chiaro: Obama e McCain non sono poi così diversi, e il male non sta tutto da una parte. Datevi una svegliata.
UN COMMENTO INTERESSANTE – Anche Michele Serra, sempre su Repubblica, ha voluto omaggiare l’episodio di una citazione. Pure lui cadendo nell’”equivoco” di considerare la puntata come ancora da trasmettere (complimenti all’ufficio stampa di Sky, mandare quel comunicato un po’ ambiguo ha fruttato un sacco di pubblicità occulta!), tanto che dice: “Nessuna reazione (ovviamente) dallo staff del presidente“. E ti credo, sai com’è, son passati due mesi. Ma è interessante come l’ex direttore di Cuore chiude : “Nessuno scandalo in un Paese che considera la libertà di espressione un diritto così scontato da non meritare mezzo dibattito in proposito. Inevitabile pensare all’ isterismo impiccione dei nostri politici, al delirio quotidiano di dichiarazioni stizzite e censure verbali contro i programmi televisivi, alla oscena ingerenza nella vita mediatica di portavoce e caporali, alle puerili lamentele di un premier così mediocre da piagnucolare per “i comici che mi offendono”, ai leaderini (di destra e di sinistra) così cafoni da autoinvitarsi nei dibattiti perché “questa volta tocca a me”, alle truppe dei partiti che bivaccano in Rai come se fosse casa loro, senza nemmeno chiedere permesso quando arrivano e ringraziare quando (finalmente) se ne vanno fuori dalle scatole, con il loro ingombrante codazzo di suggeritori e guardaspalle. Almeno in questo – e non è poco – la democrazia americana è qualche anno luce più forte e più adulta della nostra. In più, c’ è da dire che un vero uomo di potere non perde tempo a litigare con i comici, con i cartoon e con i conduttori televisivi. Evidentemente, da noi, il potere è così fragile da lasciarsi scappare quasi ogni giorno i suoi “ahi!” quando una frase, una parola, una risata lo graffia“. Davvero difficile dargli torto.












ma stefano, citi l’Huffington Post e Michele Serra: mi diventi sempre più bravo, sai?
Grande,voi giornalisti(non tutti certamente)siete i jolly dell’Italia,che va avanti come una partita di poker,tra bluff e doppie coppie;peccato che nel poker non ci siano i jolly!
Ho riletto quattro volte il precedente commento, ma mica l’ho capito. Voi?
P.S: (greg e fefè, smettetela di sbaciucchiarvi qui in pubblico)
BOOOOM BABY!!! XD
prima o poi dovrò decidermi a guardare sta serie pure io. Bell’articolo, vero
bell’articolo! sul sito southparkstudios.com ci sono tutte le puntate dalla prima serie (in inglese ovviamente) e sono tutte esilaranti.
puntata gia’ vista in inghilterra… esilarante, da non perdere!!!
Giulia, sul sito ci sono tutte le serie
Dalla prima alla 12esima
@Giulia OH NO… scusami tantissimo, ho letto male il tuo commento!! ciao