Il Bagaglino chiude e nessuno se lo fila
27/09/2011 - Termina l’era della storica compagnia del Salone Margherita. Ma in pochi piangono“Chiude teatrino romano in cui strani figuranti si mettono il cerone, ostentano potere e si fanno corrompere. Purtroppo è solo il Bagaglino“. Questa una delle tante reazioni alla notizia
Termina l’era della storica compagnia del Salone Margherita. Ma in pochi piangono
“Chiude teatrino romano in cui strani figuranti si mettono il cerone, ostentano potere e si fanno corrompere. Purtroppo è solo il Bagaglino“. Questa una delle tante reazioni alla notizia della fine di un’era, quella della compagnia teatrale che ha intrattenuto gli spettatori amanti della satira politica di grana grossa per più di 46 anni.
MI SENTO SPORCO - Su Twitter Hidechan87 scrive “Il Bagaglino chiude. Dubito fortemente che ne sentirò la mancanza!“, ma non è l’unica: ClaudioPiazzi dice “la cosa che sorprende non il fatto che chiuda il Bagaglino ma il fatto che sia ancora aperto #cariatidi“, SuzukiMaruti sostiene “chiude il Bagaglino. D’altronde la concorrenza della realtà era insostenibile“. La pensa nello stesso modo Seracri, che tweetta “il Bagaglino chiude per mancanza di spettatori. Troppo spietata la concorrenza a Montecitorio“. Emilyk regala una lucida analisi dell’attualità: “Allora qualcosa si muove in Italia“.
MONTECITORIO E SIMILI - Se il Bagaglino era “il borotalco della destra”, come lo ha definito La Repubblica, FedeColonna si chiede se “chiude il #bagaglino, chiude l’#Italia di B.?” Berlusconi viene citato spesso, come ad esempio scrive Carotelevip: “chiude il Bagaglino in crisi di pubblico. Segnale preoccupante anche per il barzellettiere Berlusconi“. Il repertorio dovrà necessariamente variare. LucianoPagano si preoccupa per il futuro, quello degli attori però: “se il Bagaglino chiude allora sarebbe bene scrivere un decreto legge per assumere d’ufficio a Montecitorio tutti i suoi componenti“. Niente di impossibile da ottenere, soprattutto viste le conseguenze previste da Lucabecattini: “aumento della prostituzione in strada. Chiude il Bagaglino“, punto di vista che in qualche modo di lega a quello di Defrogging, ovvero “Chiude il Bagaglino. Meno patonza per il premier e meno posti di lavoro per le olgettine“.
NON TUTTO IL MALE – Non tutto il male viene per nuocere, come racconta Civati: “chiude il Bagaglino: si può tornare a votare“. Fine delle risate sguaiate: dopo ben 46 anni di attività, il teatrino romano che ha iniziato negli scantinati per venti persone e ha riempito le poltrone del Salone Margherita cala il sipario. Niente più vecchi attori con seni posticci e trucco eccessivo, basta ironie da quinta elementare e torte alla panna in faccia, fine dei balletti con vallette con pailettes sul tanga. Gli spettatori non riempivano più i buchi vuoti, i costi superavano gli introiti e sull’attuale situazione politica italiana c’è ben poco da ridere. Pingitore non si arrende, promette di tornare alla ribalta, ma ad arrendersi sembra siano gli italiani. Troppo, troppo dolore nella storia di molti ex spettatori: prendete ad esempio Dis0rder, che racconta “comunque volevo confessare che da piccolo ridevo per le battute del Bagaglino, e dall’età della ragione non ho mai smesso di sentirmi sporco“. Traumi che durano una vita.












Ma come no? Io ho pianto tutta la notte…
a me qualche battuta faceva ridere per davvero, se poi confrontiamo il programma con altri che ci sono su rai e mediaset,non e che gli altri siano molto meglio
E pensare che credevo fosse solo una trasmissione di canale 5!!! Non sapevo fosse un teatro vero: ma come si fa? A me non ha mai fatto ridere: battute volgari, scontate… ma chi ha mantenuto in vita un teatro simile per tanti anni? Ma a ben pensarci è possibile, se il circo Orfei esiste ancora…
certo che gli attuali zelig e colorado il bagaglino lo fanno quasi rimpiangere…
Mi sorprendo anch’io del fatto fosse ancora aperto…. Il sottofondo di assoluto silenzio alla fine di una battuta erano più imbarazzanti delle risate finte procurate da spettatori ,senza dubbio pagati.
Il Teatro Bagaglino era diventato uno dei numerosi “allevamenti” berlusconiani in cui venivano alimentate e poi pescate alcune delle sue sollazzevoli compagnie, ma non in senso teatrale, ma in senso “escortiano”. Compagnie che annoverano anche molta gente rispetabile, ma che senza la TV erano destinate da anni a sparire.
Quella è stata ed è tutt’ora la televisione berlusconiana, robetta da avanspettacolo, anacronistica, che al laido nano è sempre costata pochi soldi in quanto, alla stregua di altre sue “produzioni” analoghe, riciclava artisti o presunti tali, ormai fuori dal giro mediatico e ben oltre i limiti della pensione. A questi personaggi (tra cui per fare pochi esempi ben noti basta pensare a artisti come i cari Vianello e Mondainim o la casalinga europea Zanicchi), il furbesco lestofante mediatico ha dato una seconda gioventù, facendo credere loro di avere un peso determinante sull’audience delle sue reti; tutto ciò, unitamente agli ingaggi che quei poveracci ormai si erano scordati, li ha talmente condizionati e soggiogati, trasformandoli, all’occorrenza, in micidiali armi di persuasione di massa, con tanto di comizi e piagnistei televisivi quando le sue TV o il suo potere politico erano minimamente in pericolo o solamente in discussione (come nel caso del paventato trasferimento di Rete4 solo sul satellite). Gli stessi criteri, Berlusconi (e chi per lui come quel gran dritto di Confalonieri e il filgio Piersilvio) li adotta anche nei confronti dell’altra manovalanza televisiva, fatta di attorucoli e presunti artisti che, quando sono particolarmente negati (una a caso: Raffaella Figo che, dopo aver fallito sia le sue prestazioni nelle note e meno note ville del capo, sia quelle televisive su Italia 1, con E. Papi, dove era stata veramente penosa), l’ha rifilata alla RAI (tramite i suoi soliti infiltrati; allore c’era il fido Masi che la impose nell’Isola dei famosi) nel palese tentativo di danneggiare ulteriormente l’azienda di Stato, sua unica concorrente.
Un caro saluto al vecchio Pippo Franco e soprattutto a quella anziana ma sempre bella figa di sua ex moglie Laura Troschel.
Con la concorrenza che si ritrova (il nano, tremonti, gelmini, brunetta, bossi, ecc) non poteva avere successo.
sono stati superati da Gianpy e Valter nella fornitura di carne fresca alla casta
il teatro non chiude, pippo franco è in scena da novembre, l unica cosa e’ che in cartellone non c’e’ “il bagaglino” ovvero lo spettacolo di pingitore. tutto qui, hanno pubblicato una secca smentita http://www.salonemargherita.com/dettaglio_spettacolo.php?id=137
me sembrava strano, è un teatro in centro a roma, i biglietti sono cari ma non inaccessibili, e fanno molte altre cose oltre al bagaglino, per fortuna loro, e io c ho visto sempre gente la sera..
Non posso fare altre che gioirne, anche per loro.
Grazie dell’info. Andrò a vedere….
mai visto …..ergo…..